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L'ambiente
fisico complessivo del roccione di San Marco ad Ovest
dell'abitato di Cassano Allo Ionio è strettamente legato
alle naturali cavità carsiche ivi esistenti:
L'attestazione di frequentazione umana accentrata va dal
Neolitico Medio (metà del IV millennio a.C.) alla fine
del bronzo. Le Grotte di Sant'Angelo pertanto,
rappresentano un momento fondamentale negli studi della
preistoria calabrese.
Le prime indagini archeologiche sono state effettuate
tra il 1962 e 1964 dal professore Santo Tinè che,
attraverso saggi stratigrafici ha riassunto le varie
epoche di frequentazione. Tra il 1977 e il 1979, la
commissione Grotte " Eugenio Boegan" di Trieste ha
organizzato una campagna di ricerche sul fenomeno del
carsismo nel territorio del Comune di Cassano Allo
Ionio, eseguendo il censimento di gran parte della
cavità e il rilevamento completo di 16 grotte carsiche,
delle quali le maggiori risultate essere la Grotta
Inferiore e Superiore di Sant'Angelo, avendo entrambe
uno sviluppo complessivo dei vani superiore al
chilometro.
La geologia dell'area presenta notevoli depositi
composti di gesso, argille, sabbie e detriti di falda
prevalentemente carbonitica. L'interno delle Grotte si
presenta con interessanti fenomeni di carsismo, con
diffusi esempi di spettacolari stalattiti e stalagmiti,
che alimentano la fantasia a somiglianze svariate.
La serie degli scavi, eseguiti dal 1978 al 1982, ha evidenziato la
destinazione funeraria della Grotta denominata "Pavolella",
rarissimo di cremazione in età neolitica ed il
ritrovamento di ceramica figulina acroma e ceramica
dipinta a bande. Il gruppo " Boegan" esplorò anche la
cosiddetta "Vucco Ucciardo" (Bocca Bugiarda), l'unica
cavità rivenuta nel rilievo di Pietra Castello, la cui
apertura è posta nella parte orientale dell'abitato di
Cassano Allo Ionio, poco sopra gli impianti della fonte
sulfurea. Le ricerche all'interno delle Grotte hanno
riportato alla luce barie ceramiche di uso quotidiano,
quali orcioli, bollitori per latte, tazze da filtro,
mentre grandi contenitori (dolii) venivano utilizzati
per la conservazione di derrate alimentari.
Tra
i materiali di corredo, di notevole valore artistico
nello studio della preistoria a Cassano Allo Ionio, è
una statuetta femminile di ceramica figulina dipinta
alta 5.5 cm., che nella semplicità del modellato
presenta distinguibili le parti anatomiche: braccia
ripiegate verso il ventre, glutei prominenti, capelli
fluenti sulle spalle resi da una colorazione bruna su
sfondo rossiccio e con solcature, sul volto e sul petto
chiari segni di pittura indicano le presenze di monili.
La presenza consistente di Ossidiana ,
minerale utilizzati per creare utensili adatti al taglio
sia domestico che per acconciare pelli di a nimali,
lascia presupporre uno scambio permanente con LIPARI e
le altre zone di eruzione.
Il sistema carsico di Cassano Allo Ionio (2.563 mt.)
esplorato offre una complessità di sviluppo che per ora,
è conosciuto solo in minima parte. Le Grotte esplorate
dalla "Commissione Boegan" di Trieste sono l'inizio di
una serie di altre cavità, basta citare che negli ultimi
anni, ad opera di speleologi cassanesi e del "Gruppo
Speleologico Sparviero" di Alessandria del Carretto in
provincia di Cosenza, sono stati scoperti altri
interessanti sistemi. In queste altre Grotte,
identificate a sud di "Casa Drago", sono emerse delle
spettacolari forme di vegetazione con piccoli filamenti
ed una radice conficcata nel suolo. Questi arbusti non
superano i 35 cm. di altezza e si trovano quasi sempre a
contatto con una stalattite e, quindi, dalla costante
caduta della roccia calcarea. La presenza è sporadica,
ma in alcuni casi se ne possono contare raggruppamenti
di oltre una quarantina di esemplari. Tale fenomeno,
portato a conoscenza al mondo speleologico nazionale,
desta un notevole anche perché la sua rarità è stata
ampiamente accertata.
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