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“Anno
Zero”: prove tecniche di società civile.
Si è svolta come da copione, ma con la massiccia partecipazione
delle associazioni del volontariato cassanese, la conversazione
sui temi dello sviluppo messa in piedi dalla neonata
associazione “Anno Zero”. Risultato: l’emersione dell’altra
Cassano.
Si comincia in orario. Coordina il giornalista Gianpaolo
Iacobini. Gli ospiti prendono posto. Due i relatori: il
consigliere regionale dell’Udc Mario Albino Gagliardi, il
preside dei licei cittadini Aldo Viola. Cattolico moderato l’uno
quanto marxista l’altro. Viola apre le danze e infrange subito
un tabù. <<Cassano – spiega il preside – ha una centralità
potenziale, che va conquistata nei fatti. Parlare di sviluppo
territoriale non ha senso se il territorio non coincide con la
Calabria citeriore, secondo la storica vicinanza di Sibaritide e
Pollino di cui Cassano è sempre stata cerniera>>.
La palla passa a Gagliardi. Che sposa la teoria, e sposta il
tiro sulla crisi della politica. <<L’arretramento della società
civile – commenta – lascia emergere i poteri forti. Le
associazioni devono tornare a rivendicare il proprio ruolo
critico. Altrimenti la politica e la democrazia non avranno
futuro>>.
Finisce la prima tornata. In campo scendono i protagonisti della
serata. Mario Stabile, volontario della Misericordia, evidenzia
le difficoltà d’azione degli operatori della galassia no profit.
Peppino Piscia, vice presidente della Fratres, e con lui Franco
Cataldi, capo scout del gruppo Agesci “Cassano 1”, puntano il
dito sulla necessità di <<educare le giovani generazioni alla
politica>>. Gaetano Garofalo, esponente del comitato popolare
“Fontana dei Cappuccini”, esorta ad avere fiducia. <<E’
difficile sperare nel futuro – dice – se il presente è quello
che è, ma non bisogna abdicare alla speranza>>. <<I cassanesi –
gli fa eco Gaetano Zaccato, volontario dell’informatica e
webmaster cittadino – vogliono riprendersi la città. Occorre
scuotere le coscienze per valorizzare le risorse esistenti>>.
Pietro Maradei, portavoce del “Nelson Mandela”, annuisce.
Peppino Martire, intanto, governatore della Misericordia,
sottolinea la necessità <<di far esplodere la bomba della
cultura>>. Il giornalista Domenico Marino pone l’accento <<sulla
mancanza di dialogo tra le associazioni>>, lasciando trasparire
un <<conflitto intergenerazionale mai affrontato e risolto con i
nostri padri, che avranno pure qualche responsabilità se
Cassano, oggi, è quella che è>>. Andrea Garofalo, già assessore
all’ambiente, condivide e denuncia l’esistenza <<di lobbyes
padrone dello sviluppo, a dispetto della programmazione dal
basso>>. Giuseppe Malomo, socio fondatore dell’“Anno Zero”,
chiede lumi sull’impatto della devolution sugli strumenti di
programmazione regionali e locali. Iacobini ricapitola e lancia
l’idea di un Forum delle associazioni. <<Previsto dallo statuto
comunale – precisa – ma inattuato come tanti altri strumenti di
partecipazione democratica>>.
Si chiude. La parola torna agli ospiti. <<La Calabria citra –
chiosa Viola – ha una vocazione agricola e turistica. Pensare ad
altro sarebbe un suicidio. Evidentemente, la storia non sempre è
maestra>>. Gagliardi riprende, condivide e conclude. <<Chi pensa
che questa possa diventare la terra delle centrali e della
spazzatura – aggiunge – sbaglia. Il futuro è nel turismo e
nell’agricoltura, con applicazioni industriali limitate a questi
settori, per sostenere i quali adesso la Piana avrà un suo
aeroporto. Un’altra occasione: Cassano diventi padrona del suo
avvenire>>.
“Anno Zero” c’è. La società civile pure. È l’inizio di una nuova
stagione?
A.M. |