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L'Ansaldo energie e il sindaco
Roberto Senise
scoprono le carte. Una centrale termoelettrica a metano a Doria
per dare energia alle industrie del futuro. O del Nord. Una
centrale che sorgerà solo dopo il paventato black out metano, un
allarme lanciato dall'Eni. E dunque?
L'impianto potrà funzionare anche a carbone. Una scelta chiara
quella del sindaco;ripudiare la vocazione turistica del
territorio e lanciarsi in un'avventura ad alto impatto
ambientale e probabilmente destinata non a fluidificare
l'industrializzazione ma a produrre energia "sporca" per gli
altri.
L'impianto
Il progetto presentato da Ansaldo energia-International power
per Cassano prevede la realizzazione di una centrale a ciclo
combinato alimentata esclusivamente a metano, con un
investimento di circa 500 milioni di euro. La centrale, che
occuperà un'area di circa 15 ettari, avrà una potenza lorda
circa 780 megawatt e un'efficienza netta pari a oltre il 56 per
cento " questo significa - secondo Chicco Tagliaferri
dell'Ansaldo - un rendimento molto alto se pensiamo che la media
delle centrali oggi funzionanti in Italia non raggiunge il 38
per cento. La centrale a metano Ansaldo dunque, a parità di
combustibile impiegato, produrrà una quantità maggiore di
energia elettrica e minori emissioni e impatto ambientale ".
Energia e ambiente
Sempre secondo l'attuale progetto dell'Ansaldo, << il metano
consente di evitare totalmente le emissioni di inquinanti come
lo zolfo e le polveri e di ridurre drasticamente gli ossidi di
azoto e di monossido di carbonio. Con queste centrali, infatti,
a parità di potenza installata, è oggi possibile rispettare gli
obiettivi di riduzione dei gas serra previsti dalla convenzione
di Kyoto>>.
Ma perché una nuova centrale proprio a Doria?
Per Tagliaferri è <<indispensabile ... e stupido prevedere
un'offerta di energia maggiore del consumo>> Ha poi aggiunto che
<<una centrale è ottimale per migliorare il fabbisogno delle
industrie. Che latitano a Cassano. Serpeggia il dubbio che gli
abitanti delle città del Nord non vogliano veder fumare le
ciminiere di una centrale che sprigiona ossidi e biossidi di
azoto con ossidi e biossidi di carbonio. Per l'Ansaldo è un
investimento utile per le industrie che verranno.
Il rischio carbone
Una conferenza abbastanza esaustiva. Nel parlare
dell'incidenza sull'ambiente, Chicco Tagliaferri dopo essere
stato messo un pò alle strette ha chiaramente affermato che la
centrale <<inquina>>. Si è, infatti, in attesa
della valutazione d'impatto ambientale. Se la centrale partisse
da subito verrebbe consegnata fra cinque anni. I Tecnici
dell'Ansaldo hanno tenuto a precisare che si tratterà di una
centrale a metano. Ma da una relazione dell'Eni, però, si legge
a chiare lettere che si è in allarme black out:<< pensiamo che
già nel 2005 potrebbero verificarsi le prime carenze di metano a
seguito di un'insufficienza di strutture>>. Dunque, facendo dei
rapidi conti per la centrale che verrebbe consegnata fra cinque
anni, ci sarebbero dei problemi di reperimento metano, in quanto
già fra tre anni si prevede un black out sul reperimento del
gas. Quindi se la centrale non funzionasse più a metano cosa
succederebbe?
L'Ansaldo o il Sindaco Roberto Senise, non tenendo conto
dell'incidenza dell'inquinamento ambientale, hanno tralasciato
di considerare tutti gli altri possibili escamotage. Nel decreto
legge del 7 marzo 2002, infatti si prevede la trasformazione
delle combustioni delle centrali da metano in carbone: <<negli
impianti di combustione con presenta termica nominale, per
singolo focolare, uguale o superiore a 50 mega watt, e
consentito l'uso di coke da petrolio con contenuto di
zolfo non superiore al 3 per cento in massa>>. Quindi da una
centrale a metano ci si potrebbe ritrovare, tranquillamente
"intossicati" dalla centrale a carbone, non tralasciando il
fatto che l'Ansaldo ha ammesso che già quella a metano (che è il
gas pulito) è inquinante.
Senise e il turismo
Da Senise, dunque, il "no" alla vocazione della Sibaritide
all'agricoltura, al turismo e soprattutto all'archeologia. Da
oggi solo industriale. E Senise ha giustificato un probabile
insediamento termoelettrico a Cassano prendendo esempio da
Altomonte:<<Se il sindaco di Altomonte, Belluscio, che è
conosciuto come un sindaco moderno, ha detto si alla centrale,
anche noi lo possiamo fare>>. Alla giustificazione, forse non
esaustiva, si aggiungerebbero nuovi posti di lavoro. Dovrebbero
essere 500, ma solo nella fase di costruzione, l'organico
scenderebbe, poi, alle 150 unità. Chi ci lavora? Tecnici
specializzati e Senise ha già firmato un protocollo d'intesa per
garantire dei corsi di formazione. Con un protocollo d'intesa,
dunque, non si è ancora nella fase del dibattito, ma si è già
arrivati a una fase operativa.
Erminia Zuccaro |