Mercoledì 25 Settembre 2002

Cassano Ionio - Il black out metano e l'escamotage del coke. Senise dice "no" al turismo -
Cassano, sulla centrale pende il rischio carbone.


L'Ansaldo energie e il sindaco Roberto Senise scoprono le carte. Una centrale termoelettrica a metano a Doria per dare energia alle industrie del futuro. O del Nord. Una centrale che sorgerà solo dopo il paventato black out metano, un allarme lanciato dall'Eni. E dunque?
L'impianto potrà funzionare anche a carbone. Una scelta chiara quella del sindaco;ripudiare la vocazione turistica del territorio e lanciarsi in un'avventura ad alto impatto ambientale e probabilmente destinata non a fluidificare l'industrializzazione ma a produrre energia "sporca" per gli altri.

L'impianto
Il progetto presentato da Ansaldo energia-International power per Cassano prevede la realizzazione di una centrale a ciclo combinato alimentata esclusivamente a metano, con un investimento di circa 500 milioni di euro. La centrale, che occuperà un'area di circa 15 ettari, avrà una potenza lorda circa 780 megawatt e un'efficienza netta pari a oltre il 56 per cento " questo significa - secondo Chicco Tagliaferri dell'Ansaldo - un rendimento molto alto se pensiamo che la media delle centrali oggi funzionanti in Italia non raggiunge il 38 per cento. La centrale a metano Ansaldo dunque, a parità di combustibile impiegato, produrrà una quantità maggiore di energia elettrica e minori emissioni e impatto ambientale ".

Energia e ambiente
Sempre secondo l'attuale progetto dell'Ansaldo, << il metano consente di evitare totalmente le emissioni di inquinanti come lo zolfo e le polveri e di ridurre drasticamente gli ossidi di azoto e di monossido di carbonio. Con queste centrali, infatti, a parità di potenza installata, è oggi possibile rispettare gli obiettivi di riduzione dei gas serra previsti dalla convenzione di Kyoto>>.

Ma perché una nuova centrale proprio a Doria?
Per Tagliaferri è <<indispensabile ... e stupido prevedere un'offerta di energia maggiore del consumo>> Ha poi aggiunto che <<una centrale è ottimale per migliorare il fabbisogno delle industrie. Che latitano a Cassano. Serpeggia il dubbio che gli abitanti delle città del Nord non vogliano veder fumare le ciminiere di una centrale che sprigiona ossidi e biossidi di azoto con ossidi e biossidi di carbonio. Per l'Ansaldo è un investimento utile per le industrie che verranno.

Il rischio carbone
Una conferenza abbastanza esaustiva. Nel parlare dell'incidenza sull'ambiente, Chicco Tagliaferri dopo essere stato messo un pò alle strette ha chiaramente affermato che la centrale <<inquina>>. Si è, infatti, in attesa della valutazione d'impatto ambientale. Se la centrale partisse da subito verrebbe consegnata fra cinque anni. I Tecnici dell'Ansaldo hanno tenuto a precisare che si tratterà di una centrale a metano. Ma da una relazione dell'Eni, però, si legge a chiare lettere che si è in allarme black out:<< pensiamo che già nel 2005 potrebbero verificarsi le prime carenze di metano a seguito di un'insufficienza di strutture>>. Dunque, facendo dei rapidi conti per la centrale che verrebbe consegnata fra cinque anni, ci sarebbero dei problemi di reperimento metano, in quanto già fra tre anni si prevede un black out sul reperimento del gas. Quindi se la centrale non funzionasse più a metano cosa succederebbe?
L'Ansaldo o il Sindaco Roberto Senise, non tenendo conto dell'incidenza dell'inquinamento ambientale, hanno tralasciato di considerare tutti gli altri possibili escamotage. Nel decreto legge del 7 marzo 2002, infatti si prevede la trasformazione delle combustioni delle centrali da metano in carbone: <<negli impianti di combustione con presenta termica nominale, per singolo focolare, uguale o superiore a 50 mega watt, e consentito  l'uso di coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 3 per cento in massa>>. Quindi da una centrale a metano ci si potrebbe ritrovare, tranquillamente "intossicati" dalla centrale a carbone, non tralasciando il fatto che l'Ansaldo ha ammesso che già quella a metano (che è il gas pulito) è inquinante.

Senise e il turismo
Da Senise, dunque, il "no" alla vocazione della Sibaritide all'agricoltura, al turismo e soprattutto all'archeologia. Da oggi solo industriale. E Senise ha giustificato un probabile insediamento termoelettrico a Cassano prendendo esempio da Altomonte:<<Se il sindaco di Altomonte, Belluscio, che è conosciuto come un sindaco moderno, ha detto si alla centrale, anche noi lo possiamo fare>>. Alla giustificazione, forse non esaustiva, si aggiungerebbero nuovi posti di lavoro. Dovrebbero essere 500, ma solo nella fase di costruzione, l'organico scenderebbe, poi, alle 150 unità. Chi ci lavora? Tecnici specializzati e Senise ha già firmato un protocollo d'intesa per garantire dei corsi di formazione. Con un protocollo d'intesa, dunque, non si è ancora nella fase del dibattito, ma si è già arrivati a una fase operativa.

Erminia Zuccaro

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