Venerdì 6 Dicembre 2002

Cassano Ionio - Cassano Centrale termoelettrica, i vertici della “Ansaldo” smentiscono il sindaco Senise
«La partita non è chiusa»
L'ingegner Tagliafferi: stiamo ancora valutando il caso


La realizzazione di una centrale termoelettrica nel Cassanese non è assolutamente «una partita chiusa», come nei giorni scorsi ha dichiarato il sindaco Roberto Senise. L'iter ha subito un rallentamento, non un blocco né tantomeno una chiusura. La smentita arriva direttamente dai vertici della “Ansaldo Energia”, la sigla del gruppo Finmeccanica che ha lanciato l'iniziativa di innalzare nelle nostre contrade le ciminiere di un colosso alimentato a metano. È l'ingegnere Chicco Tagliaferri a suggerire di attenersi scrupolosamente ai fatti. E ad aggiungere che sino a questo momento l'unico fatto certo è l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale (inviato tanto al ministero dell'Ambiente quanto alla “Ansaldo”) che rifiuta l'“ipotesi centrale” per il sito scelto inizialmente: l'immediata periferia della frazione Doria. Il resto è ancora tutto da definire, a parere del professionista “Ansaldo”. E non solo secondo lui. Tagliaferri non commenta le affermazioni di Senise, anche se ammette di averle lette. «Abbiamo preso atto dell'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale - aggiunge Tagliaferri - Stiamo valutando il caso. Perché se è vero che è nostra intenzione realizzare la centrale nel territorio comunale di Cassano, d'altronde siamo imprenditori che lavorando facendo questo, è altrettanto vero che rispettiamo pienamente la volontà dell'ente locale e della cittadinanza. Non abbiamo problemi ad ammettere che qualora il “no” fosse esteso dal sito indicato inizialmente all'intero territorio comunale, potremmo abbandonare definitivamente l'ipotesi Cassano». Continuando su questa linea, l'ingegnere Tagliaferri tiene a smitizzare il potere coercitivo del decreto Bersani, il cosiddetto “decreto sbloccacentrali” che, a parere di molti, limiterebbe a un mero parere la volontà delle popolazioni e dell'ente locale, affidando al Ministero la forza dell'ultima parola sulla realizzazione o meno della centrale. «Non si tratta di un quasi irrilevante parere consultivo»: Tagliaferri non si sbilancia sulla possibilità di spostare il gigante termoelettrico in altre zone del territorio comunale cassanese, e smentisce d'avere pensato ad altri Comuni limitrofi al Cassanese: Francavilla Marittima, Corigliano, Spezzano Albanese. «Finora non abbiamo valutato l'ipotesi perché non è stato necessario. Lo faremo se eventualmente ci verrano proposte altre soluzioni, compreso un sito in un altro territorio comunale. A quel punto opereremo uno studio approfondito costi/benefici, determinadoci di conseguenza». Infine, l'ingegnere Chicco Tagliaferri esprime disaccordo con l'ipotesi della vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Angela Napoli, che durante una recente visita dello speciale organo parlamentare a Cosenza e Cassano ha definito le centrali termoelettriche un businnes appetito dalla criminalità organizzata. «Non credo che le organizzazioni malavitose possano trovare grande interesse in affari dal basso profitto come le centrali termoelettriche, che mediamente hanno una redditività del 15%». Della centrale termoelettrica a metano si dovrebbe tornare a discutere nei prossimi giorni anche in consiglio comunale. Che il tema venga inserito nella prossima seduta della conferenza dei capigruppo, già fissata per martedì? Un dato, comunque, balza immediatamente all'attenzione di chi ha seguito anche di sfuggita il “rischio centrale”. Se è vero che al momento l'unico «fatto certo» è l'ordine del giorno con cui l'assise municipale ha rifiutato la realizzazione per la periferia di Doria, non si può dimenticare che nella stessa seduta la minoranza aveva presentato un altro ordine del giorno con il quale chiedeva al consiglio di dire “no” alla centrale sull'intero territorio comunale. E un rifiuto chiaro del bubbone a metano lo hanno chiarito in più occasioni anche i cittadini cassanesi. Non solo i residenti di Doria ma anche gli altri. Quindi, se davvero la volontà della comunità locale è determinante per la costruzione o meno, pare evidente che la Centrale non si debba fare. O no?

Domenico Marino

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