Martedì 22 Ottobre 2002

Cassano - Il problema della costruzione della Centrale termoelettrica a Doria Approda in Consiglio - Alla seduta prenderanno parte anche i tecnici dell'Ansaldo


Il problema della costruzione di una Centrale termoelettrica a ciclo combinato alimentata a metano che si vorrebbe realizzare nel quartiere Doria, dopo essere finito in Parlamento con una interrogazione dell'onorevole diessino Mario Oliverio, approda finalmente in consiglio comunale. La Massima assise cittadina è stata convocata dal vicepresidente Francesca Guzzo (Fiamma Tricolore-Msi) per le ore 17.30 di oggi in sessione di prima convocazione. La scaletta dei lavori consiliari prevede un solo argomento: Centrale termoelettrica. Alla riunione parteciperanno anche i tecnici dell'Ansaldo Energia del Gruppo Finmeccanica – International Power che provvederanno a illustrare il quadro progettuale proposta che prevede un investimento di circa 500 milioni di euro. La Centrale, che dovrebbe occupare un'area di circa 15 ettari, avrà una potenza lorda di circa 780 mw e un'efficienza netta parti a oltre il 56%. Secondo quanto si legge nella premessa del progetto, in prima battuta i benefici dovrebbero essere legati all'aumento dell'occupazione: tra diretti e indotto si stimano oltre 250 nuovi posti di lavoro oltre ai 250 necessari per i tre anni di costruzione dell'impianto. Sempre secondo quanto si evince dal progetto si prevede, inoltre, una riduzione dei costi energetici per tutte le attività imprenditoriali dell'area nonché opere di compensazione. Questo significherebbe – secondo la proposta presentata – per le aziende locali ridurre i costi e divenire più competitivi sui mercati nazionali e internazionali e, quindi, potere contare su maggiori possibilità di sviluppo nel futuro. Giova, intanto, rilevare che i comitati spontanei popolari costituitisi sia a Doria che a Lauropoli hanno inoltrato al ministero dell'Ambiente, ricorso avverso la costruzione della Centrale evidenziando, tra le altre cose, i potenziali pericoli che la popolazione potrebbe correre a causa della messa in opera in una Centrale a turbogas. Secondo i ricorrenti, lo studio di impatto ambientale della proposta Centrale elettrica non farebbe minimamente menzione che, nel sito immediatamente vicino all'ipotizzata Centrale, dovrà sorgere un aeroporto. I Comitati, in una nota esortano il sindaco a tenere conto del fatto che la popolazione di Cassano vuole scegliere consapevolmente il proprio futuro, atteso che una scelta di tale portata deve essere sottoposta all'approvazione delle coscienze civili e non può essere demandata a una sola persona o a un piccolo gruppo di politici. I Comitati rivendicano quindi il diritto all'informazione e all'autodeterminazione sconfessando il comportamento di chi «ben consapevole del problema e dei suoi risvolti, ne ha sottaciuto la portata e ha cercato di fare autorizzare la costruzione della Centrale in modo inosservato e senza aver consultato il popolo che, per legge e per coscienza, deve compiere in modo informato e obiettivo una scelta così radicale e importante». Dal canto suo, il coordinatore comunale del Movimento per l'Unione dei socialisti (Uds), Domenico Stabile, sostiene che sarebbe opportuno organizzare sull'importante tematica un «referendum popolare» consultivo della popolazione in modo che tutti i cittadini possano liberamente esprimersi in merito attuando, così, un atto di democrazia concreta. Il consiglio comunale di oggi, comunque, dovrà decidere in via definitiva se si vuole o meno che venga realizzata la Centrale assumendosi ognuno le proprie responsabilità, atteso che il problema, di rilevante importanza, non sembra essere ulteriormente procrastinabile investendo il futuro assetto dello sviluppo socio-economico cassanese. Intanto, il fronte del «no» alla Centrale termoelettrica a metano in un volantino ha invitato tutti i cittadini a essere presenti oggi in consiglio comunale per non distruggere l'agricoltura, il turismo e la ricchezza culturale e archeologica di Sibari» e per non «compromettere le possibilità di sviluppo del territorio».

Antonio Franzese

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