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<<Se
Cassano si ritroverà tra i piedi la centrale Ansaldo, la colpa
sarà da addebitare al sindaco, che continua ad ignorare le leggi
e la volontà popolare>>.
Una settimana dopo il consiglio comunale che ha stabilito,
politicamente ma non giuridicamente, di trasferire la centrale
termoelettrica a metano da Doria a chissà dove, Valeria Greco,
capogruppo consiliare dello Sdi, torna a tuonare contro Palazzo
di città. Un nuvolose nero e minaccioso che s’abbatte sul
Municipio con la forza di un tornado, in un mulinello di cifre,
date, leggi e opinioni politiche.
<<Il decreto sbloccacentrali, convertito in legge – esordisce la
Greco – parla chiaro. L’istruttoria relativa all’autorizzazione
per la costruzione di una centrale termoelettrica si conclude
entro 180 giorni. Stando alla documentazione in nostro possesso,
il procedimento è stato avviato il 25 giugno scorso. Allo stato
dei fatti, mancherebbe un solo adempimento: la valutazione
d’impatto ambientale>>.
Tranciante il giudizio di merito. <<A mi parere – commenta il
capogruppo socialista – l’ordine del giorno votato
dall’assemblea consiliare non ha alcun valore, poiché secondo la
normativa vigente, una volta avviato il procedimento unico, gli
enti locali possono soltanto esprimere un parere, contenente, al
massimo, le modifiche tecniche necessarie a far sì che un
parere inizialmente sfavorevole possa divenire favorevole>>.
Questo, secondo la Greco, il punto di vista legislativo. Altra
cosa è la politica. <<La responsabilità del primo cittadino per
questa situazione – afferma la capogruppo dello Sdi – affiora
con chiarezza: dagli atti si evince che sin dall’inizio del 2002
il Comune era in contatto con l’Ansaldo, ma nessuno, neppure il
consiglio, ne ha mai saputo nulla. E poi, se il sindaco continua
a sostenere di non voler andare contro il volere del popolo,
perché ha negato la possibilità di un confronto aperto sulla
questione, rifiutandosi peraltro di votare un documento politico
che chiedeva di chiudere le porte del territorio
all’impianto?>>.
Dubbi e perplessità che da giorni ormai s’affollano sul
palcoscenico della politica cittadina. Scemata la pressione e
spiazzati i comitati del no, la faccenda sembra destinata a
svilupparsi nel silenzio. Non così, però, per Valeria Greco.
<<In questa storia – dice – ci sono tanti atteggiamenti
incomprensibili: il gruppo consiliare di An prima si schiera per
il no, poi s’accoda alle scelte del sindaco. La consigliera
Varcasia esprime per fax il suo dissenso, ma la lettera non
viene portata in consiglio. La Fiamma esprime pareri discordanti
a seconda del dirigente che affronta il caso. Senise promuove,
senza dirlo, modelli di sviluppo contrari finanche al Por
disegnato in Regione dalla stessa maggioranza di centrodestra:
una vera Babele>>.
In coda, la sfida. <<Noi non ci arrenderemo. Sosterremo la
mobilitazione popolare battendoci contro scelte scellerate>>.
Firmato: Valeria Greco, capogruppo dello Sdi.
Gianpaolo Iacobini |