Venerdì  01 Novembre 2002

Cassano –  La responsabilità del sindaco affiora con chiarezza -


<<Se Cassano si ritroverà tra i piedi la centrale Ansaldo, la colpa sarà da addebitare al sindaco, che continua ad ignorare le leggi e la volontà popolare>>.
Una settimana dopo il consiglio comunale che ha stabilito, politicamente ma non giuridicamente, di trasferire la centrale termoelettrica a metano da Doria a chissà dove, Valeria Greco, capogruppo consiliare dello Sdi, torna a tuonare contro Palazzo di città. Un nuvolose nero e minaccioso che s’abbatte sul Municipio con la forza di un tornado, in un mulinello di cifre, date, leggi e opinioni politiche.
<<Il decreto sbloccacentrali, convertito in legge – esordisce la Greco – parla chiaro. L’istruttoria relativa all’autorizzazione per la costruzione di una centrale termoelettrica si conclude entro 180 giorni. Stando alla documentazione in nostro possesso, il procedimento è stato avviato il 25 giugno scorso. Allo stato dei fatti, mancherebbe un solo adempimento: la valutazione d’impatto ambientale>>.
Tranciante il giudizio di merito. <<A mi parere – commenta il capogruppo socialista – l’ordine del giorno votato dall’assemblea consiliare non ha alcun valore, poiché secondo la normativa vigente, una volta avviato il procedimento unico, gli enti locali possono soltanto esprimere un parere, contenente, al massimo, le modifiche tecniche  necessarie a far sì che un parere inizialmente sfavorevole possa divenire favorevole>>.
Questo, secondo la Greco, il punto di vista legislativo. Altra cosa è la politica. <<La responsabilità del primo cittadino per questa situazione – afferma la capogruppo dello Sdi – affiora con chiarezza: dagli atti si evince che sin dall’inizio del 2002 il Comune era in contatto con l’Ansaldo, ma nessuno, neppure il consiglio, ne ha mai saputo nulla. E poi, se il sindaco continua a sostenere di non voler andare contro il volere del popolo, perché ha negato la possibilità di un confronto aperto sulla questione, rifiutandosi peraltro di votare un documento politico che chiedeva di chiudere le porte del territorio all’impianto?>>.
Dubbi e perplessità che da giorni ormai s’affollano sul palcoscenico della politica cittadina. Scemata la pressione e spiazzati i comitati del no, la faccenda sembra destinata a svilupparsi nel silenzio. Non così, però, per Valeria Greco. <<In questa storia – dice – ci sono tanti atteggiamenti incomprensibili: il gruppo consiliare di An prima si schiera per il no, poi s’accoda alle scelte del sindaco. La consigliera Varcasia esprime per fax il suo dissenso, ma la lettera non viene portata in consiglio. La Fiamma esprime pareri discordanti a seconda del dirigente che affronta il caso. Senise promuove, senza dirlo, modelli di sviluppo contrari finanche al Por disegnato in Regione dalla stessa maggioranza di centrodestra: una vera Babele>>.
In coda, la sfida. <<Noi non ci arrenderemo. Sosterremo la mobilitazione popolare battendoci contro scelte scellerate>>. Firmato: Valeria Greco, capogruppo dello Sdi.

Gianpaolo Iacobini

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