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Eppur si muove: il comitato anti centrale incassa il sostegno
dei sindacati, incontra il sindaco ed il Vescovo, avvia la
campagna d’informazione nelle scuole cittadine.
Chi ha tempo non aspetti tempo. Riscoprendo un antico adagio, il
comitato per il no, con base operativa a Doria, ha emesso il
primo vagito. Dopo un parto travagliato, segnato da difficoltà
di carattere organizzativo, il movimento doriano spicca il volo.
Risultati utili alla causa scaturiscono dall’appuntamento con
Cgil, Cisl e Uil. Mimmo Concistrè, delegato ai rapporti con il
sindacato per nome del battagliero comitato, ha illustrato le
posizioni del fronte del no. Raccogliendo le adesioni di Cgil,
Cisl e Uil. Guidate, nell’ordine, da Giuseppe Sammarro, Peppino
Pennini, Stefano Petrosino e Rosario Milione. Porte sbarrate
alla centrale, dunque, e strada in discesa per la programmazione
compatibile. Con particolare riguardo ai settori storicamente
trainanti, ma i sfruttati a pieno: agricoltura, turismo,
archeologia. A giustificare il proprio dissenso, la Triplice ha
tirato fuori dal cilindro anche la vicinanza con il nascituro
aeroporto della Sibaritide. Paventando il rischio di <<gravi
pregiudizi>> per lo scalo aeroportuale.
Martedì sera, invece, il faccia a faccia con il primo cittadino.
Un’altra delegazione, questa volta coordinata da Gianni Papasso,
ha esternato al sindaco timori e preoccupazioni, ma anche la
necessità di ipotizzare modelli di sviluppo diversi ed
alternativi rispetto a quello dell’industrializzazione. Senise,
dal canto suo, ha ribadito l’inesistenza di qualsiasi protocollo
d’intesa con il colosso energetico europeo, rimettendo alla
volontà popolare ogni scelta, ma chiudendo le porte all’ipotesi
del referendum, già lanciata, nelle scorse settimane, da Pietro
Maradei, portavoce del circolo “Nelson Mandela”. <<E’
un’eventualità – ha detto– che non mi convince. Credo che il
consiglio comunale sia ampiamente rappresentativo e legittimato
ad assumere ogni decisione>>. Tra i frutti della riunione,
l’impegno di Senise ad avviare un confronto con i cittadini di
Doria e a considerare la possibilità di richiedere il blocco
dell’iter avviato dalla Conferenza dei servizi, al fine di poter
valutare con maggior serenità i pro ed i contro del progetto
targato Ansaldo.
Ieri mattina, intanto, la delegazione numero tre, capeggiata da
Federico Carlucci e don Francesco Papasso, si è recata in visita
al Vescovo, monsignor Domenico Graziani. Una lunga riflessione
sugli aspetti etico – morali dell’operazione, rapidi passaggi
sui particolari tecnici, quindi le mosse future. Con il Vescovo
che dovrebbe chiedere ufficialmente al sindaco, probabilmente
nelle prossime ore, di attivarsi per stoppare, cautelativamente,
l’iter della Conferenza dei Servizi.
Nel frattempo, ha preso il via anche la sensibilizzazione di
studenti ed insegnanti, con gli ambasciatori del movimento,
capitanati in questo caso da Francesco Tricoci, spediti in
avanscoperta nelle scuole.
L’ultimo tassello, infine, è dato dalla formazione di un altro
comitato, con analoghe finalità, in quel di Lauropoli. Un
movimento spontaneo sorto per volontà di un gruppo di cittadini,
animati da Antonio Golia e Alfonso Curto.
Unico problema, la possibile diversità di vedute. I promotori
dei due comitati cugini, però, rassicurano: <<Agiremo in zone
diverse – dicono – ma con unità d’intenti e d’azione>>.
Obiettivo: il no alla centrale.
Gianpaolo Iacobini |