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E adesso il comitato per il no sbarca nelle scuole.
Nei giorni scorsi, il movimento spontaneo sorto a Doria,
contrario alla realizzazione nelle campagne doriane della
centrale termoelettrica a metano targata Ansaldo, ha avviato una
campagna di sensibilizzazione anche all’interno degli istituti
scolastici cittadini. Lo strumento per lanciare la significativa
offensiva è stata una lettera, indirizzata a presidi, docenti e
studenti, affinché, come previsto dai rispettivi Piani
dell'offerta formativa, i famosi Pof, <<valutino la possibilità
di aprire un dibattito sul caso per fornire validi contributi a
chi dovrà decidere>>.
La delegazione incaricata di intessere i rapporti con l’universo
scolastico, guidata da Francesco Tricoci, docente di lettere
presso l’Istituto tecnico commerciale cassanese, ha chiesto
alle scuole di riflettere su una serie di questioni, a partire
dalla vocazione agro-turistica del territorio cassanese. A
seguire, la vicinanza del sito scelto dalla “Ansaldo” con
l'abitato di Doria e l'area che dovrebbe accogliere il nascituro
aeroporto della Sibaritide. Un elenco già corposo, arricchito
dai temi e dalle preoccupazioni di carattere ambientale. Nella
loro missiva i sostenitori del “no” sottolineano inoltre la
scarsa incidenza, a loro dire, dei risvolti occupazionali legati
all’iniziativa Ansaldo, affermando che <<centinaia di posti di
lavori in agricoltura saranno spazzati via dai circa cento
offerti dalla Centrale>>.
In conclusione, l’invito alla riflessione. <<Viene esportato più
del 30% della energia elettrica prodotta in Calabria – chiosano
i supporter del “no” –. Ci chiediamo a cosa possa servire
un'ulteriore Centrale, tra l’altro a poca distanza da quella
Enel già esistente a Rossano, e da quella in via di
realizzazione ad Altomonte>>.
Elementi di riflessione: a presidi, professori e studenti il
giudizio di merito.
Gianpaolo Iacobini |