Giovedì 20 Febbraio 2003

Cassano –  Centrale: <<Prima di tutto la volontà popolare>> - Parla l’Ansaldo


<<E’ ininfluente che l’iter vada avanti: per noi è preminente la volontà popolare>>.
Chicco Tagliaferri, l’ingegnere delegato dall’Ansaldo a seguire e curare le vicende della centrale termoelettrica che la sua azienda vorrebbe costruire nelle campagne di Doria non ha dubbi: davanti al Ministero per le attività produttive la procedura avviata per ottenere il rilascio dell’autorizzazione necessaria alla realizzazione dell’impianto prosegue, ma l’Ansaldo non vestirà i panni del colonizzatore industriale e si inchinerà davanti al popolo sovrano.
<<Generalmente – spiega Tagliaferri – nelle nostre valutazioni rivestono un peso decisivo tre fattori: impatto ambientale, compatibilità economica dell’investimento, volere delle comunità locali>>. A Cassano questo terzo elemento è preceduto dal segno negativo: contrari i cittadini, contrario, sia pur con le ripetute perplessità di Palazzo di città, il consiglio comunale. <<La palla – conferma il dirigente Ansaldo – è ora nelle mani delle istituzioni locali e centrali. Noi non andremo mai contro la volontà popolare>>. Se un accordo si troverà, bene. Altrimenti via, verso altri lidi. Niente sconti, però, per chi tenta di incrinare la bontà del progetto Ansaldo in materia di ambiente ed occupazione. Le critiche, in questo caso, coinvolgono Antonio Perna, il professore universitario messinese chiamato nei giorni scorsi dalla Chiesa cassanese ad esprimere il proprio punto di vista sui pregi della centrale termoelettrica pensata per Doria. Ne era uscito un quadro a tinte fosche, che Tagliaferri non condivide. Assolutamente. <<Né dal punto di vista ambientale – spiega – né da quello dei risvolti occupazionali. Secondo Perna un impianto come il nostro, da poco meno di 800 megawatt termici, darebbe lavoro, in pianta stabile, a circa trenta persone. Le nostre stime parlano di un numero variabile tra le 80 e le 120 unità, cui andrebbero ad aggiungersi i lavoratori dell’indotto>>.
Visioni contrastanti ed inconciliabili. In mezzo l’ecumenico sindaco Roberto Senise. Che ribadisce il no amministrativo, ma dal punto di vista politico lascia ancora aperto qualche spiraglio. L’assemblea consiliare aveva deliberato la propria netta contrarietà lo scorso 17 di dicembre? <<Confermo – commenta Senise – che il provvedimento adottato dal consiglio è stato inviato a tutti gli enti interessati alla vicenda, dal Ministero alla stessa Ansaldo>>. Una sbirciatina alla posta municipale in partenza testimonia l’avvenuto invio del plico con protocollo del 2 gennaio 2003.
Tutto a posto, dunque? Quasi. L’iter ministeriale, come nessuno smentisce, prosegue comunque. Alla fine, se Cassano davvero non vorrà, la centrale emigrerà da qualche altra parte. Intanto, però, il primo cittadino spera ancora. <<La partita – dice – è chiusa. Se però i cassanesi dovessero convincersi, e la città dimostrasse con forza la propria disponibilità ad accogliere la centrale e i pregi alla stessa collegati, allora qualcosa potrebbe cambiare>>.
Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi: passa il tempo, ma la musica non cambia.

Gianpaolo Iacobini

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