Mercoledì 25 Settembre 2002

Cassano –  Presentato il progetto della centrale -


Un’area industriale s’aggira per la Piana di Sibari: è quella che potrebbe nascere a Doria, attorno alla centrale a metano progettata dall’Ansaldo.
Il dato, inedito, emerge nel corso della conferenza stampa convocata da Palazzo di città per presentare il progetto dell’impianto che l’Ansaldo e l’International Power vorrebbero tirar su nella frazione cassanese.
Per l’occasione, il colosso energetico anglo - italiano spedisce in città uno staff di tecnici, capitanati dagli ingegneri Alfonso Cavanna e Luis Contini, e dal mago delle comunicazioni Chicco Tagliaferri. Una squadra di tutto rispetto per fronteggiare l’assalto dei cronisti e spiegare alla città i pregi e difetti dell’operazione centrale.
Il discorso scivola su dati già noti: il sito, 15 ettari di fertile campagna, sarà quello un tempo destinato ad ospitare i piccoli insediamenti industriali, a due chilometri da Doria. L’impianto, con camino bicanna alto 60 metri <<per evitare la ricaduta al suolo degli inquinanti>>, sarà dotato delle misure di sicurezza idonee a scongiurare pericoli che comunque l’uso della tecnologia e delle fonti adottate, ovvero le turbine turbogas alimentate a metano, <<riducono in maniera notevole>>. E poi, su tutto, i risvolti occupazionali: 100 dipendenti per la gestione e manutenzione della struttura, 250 operai edili da impiegare nei lavori di costruzione per 30 mesi, un indotto in crescita. Totale: una pioggia di 500 milioni di euro.
Dubbi? Nessuno. O quasi. Il primo cittadino Roberto Senise garantisce <<la più assoluta compatibilità tra centrale ed aeroporto>>. Tagliaferri aggiunge: <<Siamo in attesa dei pareri dell’Enac e dell’Enav, ma, a quanto pare, un responso preliminare non solleverebbe eccezioni di alcun tipo>>. Cielo terso pure sulla questione ambientale. L’impianto, fatte salve la rumorosità e l’elettromagnetismo, ammette Tagliaferri, <<qualche traccia di inquinamento, sia pur minima, la lascerà, ma non esistono ancora studi sulle eventuali conseguenze che potrebbero interessare l’ambiente locale>>. A salvare capra e cavoli la valutazione di impatto ambientale, mentre non ci sarà bisogno <<di una valutazione d’impatto ambientale strategica, considerate le ridotte dimensioni dell’area>>.
Infine il lavoro. Mancano particolari sulle figure professionali necessarie a mandare avanti la struttura e sulle procedure giuridiche utili ad aprire scorciatoie al popolo dei disoccupati cassanesi, ma l’Ansaldo promette: <<Cercheremo di assumere prioritariamente lavoratori di Cassano, e promuoveremo corsi di qualificazione>>.
Avanti tutta, dunque, sulla strada della centrale. Che potrebbe divenire l’avamposto di un futuro polo industriale. Senise conferma, Tagliaferri pure: l’energia a prezzi più competitivi potrebbe attirare in zona investimenti ancor più cospicui. E l’ex area Pip potrebbe addirittura divenire zona di fabbriche ed industrie. <<Nessuna decisione è stata ancora presa – s’affanna a precisare il sindaco – ma questo è solo l’avvio di un dibattito serio, per far conoscere alla città i pro e i contro>>.
Intanto, però, emergono dati finora sconosciuti: già nel giugno scorso, a seguito di preliminari contatti con il Municipio, l’Ansaldo aveva pubblicato sui principali quotidiani nazionali e regionali l’avviso relativo alla presentazione del proprio progetto. Successivamente, il 18 di luglio, in sede di Conferenza di servizi, Palazzo di città aveva ufficialmente accettato di essere coinvolto nell’iniziativa. Nell’ultimo mese, invece, il Comune avrebbe elaborato una bozza di accordo di programma con le società investitrici. Adesso arriva il confronto pubblico. Bontà loro

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 

|top|