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Un’area industriale s’aggira per la Piana di Sibari: è quella
che potrebbe nascere a Doria, attorno alla centrale a metano
progettata dall’Ansaldo.
Il dato, inedito, emerge nel corso della conferenza stampa
convocata da Palazzo di città per presentare il progetto
dell’impianto che l’Ansaldo e l’International Power vorrebbero
tirar su nella frazione cassanese.
Per l’occasione, il colosso energetico anglo - italiano spedisce
in città uno staff di tecnici, capitanati dagli ingegneri
Alfonso Cavanna e Luis Contini, e dal mago delle comunicazioni
Chicco Tagliaferri. Una squadra di tutto rispetto per
fronteggiare l’assalto dei cronisti e spiegare alla città i
pregi e difetti dell’operazione centrale.
Il discorso scivola su dati già noti: il sito, 15 ettari di
fertile campagna, sarà quello un tempo destinato ad ospitare i
piccoli insediamenti industriali, a due chilometri da Doria.
L’impianto, con camino bicanna alto 60 metri <<per evitare la
ricaduta al suolo degli inquinanti>>, sarà dotato delle misure
di sicurezza idonee a scongiurare pericoli che comunque l’uso
della tecnologia e delle fonti adottate, ovvero le turbine
turbogas alimentate a metano, <<riducono in maniera notevole>>.
E poi, su tutto, i risvolti occupazionali: 100 dipendenti per la
gestione e manutenzione della struttura, 250 operai edili da
impiegare nei lavori di costruzione per 30 mesi, un indotto in
crescita. Totale: una pioggia di 500 milioni di euro.
Dubbi? Nessuno. O quasi. Il primo cittadino Roberto Senise
garantisce <<la più assoluta compatibilità tra centrale ed
aeroporto>>. Tagliaferri aggiunge: <<Siamo in attesa dei pareri
dell’Enac e dell’Enav, ma, a quanto pare, un responso
preliminare non solleverebbe eccezioni di alcun tipo>>. Cielo
terso pure sulla questione ambientale. L’impianto, fatte salve
la rumorosità e l’elettromagnetismo, ammette Tagliaferri,
<<qualche traccia di inquinamento, sia pur minima, la lascerà,
ma non esistono ancora studi sulle eventuali conseguenze che
potrebbero interessare l’ambiente locale>>. A salvare capra e
cavoli la valutazione di impatto ambientale, mentre non ci sarà
bisogno <<di una valutazione d’impatto ambientale strategica,
considerate le ridotte dimensioni dell’area>>.
Infine il lavoro. Mancano particolari sulle figure professionali
necessarie a mandare avanti la struttura e sulle procedure
giuridiche utili ad aprire scorciatoie al popolo dei disoccupati
cassanesi, ma l’Ansaldo promette: <<Cercheremo di assumere
prioritariamente lavoratori di Cassano, e promuoveremo corsi di
qualificazione>>.
Avanti tutta, dunque, sulla strada della centrale. Che potrebbe
divenire l’avamposto di un futuro polo industriale. Senise
conferma, Tagliaferri pure: l’energia a prezzi più competitivi
potrebbe attirare in zona investimenti ancor più cospicui. E
l’ex area Pip potrebbe addirittura divenire zona di fabbriche ed
industrie. <<Nessuna decisione è stata ancora presa – s’affanna
a precisare il sindaco – ma questo è solo l’avvio di un
dibattito serio, per far conoscere alla città i pro e i
contro>>.
Intanto, però, emergono dati finora sconosciuti: già nel giugno
scorso, a seguito di preliminari contatti con il Municipio,
l’Ansaldo aveva pubblicato sui principali quotidiani nazionali e
regionali l’avviso relativo alla presentazione del proprio
progetto. Successivamente, il 18 di luglio, in sede di
Conferenza di servizi, Palazzo di città aveva ufficialmente
accettato di essere coinvolto nell’iniziativa. Nell’ultimo mese,
invece, il Comune avrebbe elaborato una bozza di accordo di
programma con le società investitrici. Adesso arriva il
confronto pubblico. Bontà loro
Gianpaolo Iacobini |