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Strano,
vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l'altro,
ognuno è solo.
L'epilogo della poesia "Nella nebbia"
di Hermann Hesse mi riconduce all'esistenza di Romilda Ciardullo,
della quale mi pregio di curare la prima edizione di questo
libro. Restare immune dall'emozione scrivendo di lei è quasi
impensabile. Rileggendo Hesse ho pensato alla vita di Romilda
così complicata, irta, la racchiude ella stessa nel titolo di
quest'opera.
Adotta un linguaggio a volte romantico, altre schietto, sincero,
incline al suo animo. Spesso la sua poesia è divorata e si fa
carico dei mali del mondo, così, determinata scrive: Lulù,
Vedove, Le torri gemelle...
Il lettore rimarrà catturato dall'atmosfera mistica che si
respira in queste pagine, già la prima poesia omaggio a Padre
Fedele indica il segno della sua religiosità.
Ma nel testo emerge imperiosa, anche l'immagine di Romilda
donna, amante, amica, e soprattutto madre... Non è difficile
rimanere affascinati dal suadente canto del ‑Cuore di mamma‑ o
dalla gioia del dolce evento.
All'amico Lorenzo dona con versi struggenti, il simbolo della
sua profonda amicizia. Romilda racconta se stessa ed i suoi
sogni, i desideri, le delusioni che la circondano con naturale
destrezza, abile la sua penna scrive ciò che il cuore le detta,
e così rapisce tutti noi nel sogno della lettura. Anche per voi,
come per me, l'incontro con la sua poesia, non sarà stocastico.
Anna Lauria
scrittrice
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