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COSENZA - Applausi,
fiori, e perfino dolcetti offerti dai cittadini di Cosenza. Il
corteo No global per protestare contro gli arresti di
Francesco Caruso e altri militanti diventa una festa. Per
decine di migliaia di persone. Secondo il Social Forum,
infatti, i partecipanti sono sessantamila. La Questura parla
invece di trentamila. Comunque sia, una partecipazione oltre
le attese. "E' lo spirito di Firenze", dice il leader dei
Disobbienti Luca Casarini, e infatti c'è l'aria di una grande
festa collettiva, con canzoni, animazione e mille slogan. Uno
in particolare: "Liberi tutti". Il corteo si snoda
dunque senza alcun problema. Anzi, via via coinvolge la città,
che partecipa in parte in piazza, in parte affacciandosi dai
balconi o applaudendo lungo il percorso i manifestanti. Ad
aprire, davanti al primo striscione, è il sindaco di Cosenza
Eva Catizone, accompagnata dai parlamentari Paolo Cento e Niki
Vendola. Dietro di loro la giunta municipale, i parenti e i
familiari degli arrestati a cui si sono uniti anche Claudio
Dionesalvi e Gianfranco Tallarico, i due militanti che sono
stati scarcerati ieri.
Con
il passare del tempo i numeri della manifestazione si fanno
sempre più consistenti. Prima il leader dei Disobbedienti Luca
Casarini parla di ventimila persone. Poi Vittorio Agnoletto si
spinge a dire: "Siamo centomila". Di certo però il corteo si è
ingrossato al di là delle previsioni, anche per la
partecipazione di molti cittadini di Cosenza. E' l'intera
città che sembra voler accompagnare i no global con simpatia.
Da alcuni balconi vengono lanciate delle rose rosse all'
indirizzo del sindaco. Un comitato spontaneo di cittadini
residenti in viale della Repubblica organizza una
distribuzione di dolci per i manifestanti. Applaudono anche le
suore, quando il corteo transita accanto all'ospedale
dell'Annunziata di Cosenza. "E' un serpentone enorme,
un'emozione fortissima", dice il sindaco Eva Catizone, che
aggiunge: "La cosa più sconvolgente è che tutti i cosentini
sono fuori dai balconi, applaudono, espongono lenzuola,
lanciano fiori. La città ha risposto in tutte le sue
articolazioni, giovani e meno giovani". E' "una grande
giornata di festa contro la repressione", dice Casarini, che
polemizza con la Procura di Cosenza definendole "socialmente
pericolosa". Molti dei manifestanti portano cartelli con su
scritto "Siamo tutti sovversivi", e tutti ribadiscono un unico
concetto: "Siamo qui per dire no ai reati di opinione e per
chiedere la scarcerazione dei compagni arrestati" Che
non fosse l'atmosfera dell'assedio lo aveva dimostrato la
serenità con cui la città aveva accolto i No global. Molti
negozi aperti, vetrine tirate a lucido e perfino manifesti di
benvenuto alla stazione. Alcuni di Rifondazione Comunista, ma
uno anche del Comune con su scritto "Benvenuti ragazzi. La
città di Cosenza saluta i manifestanti del 23
novembre". Cosenza, insomma, si è preparata alla
giornata con tranquillità. L'Amaco, l'azienda di trasporto
urbano, aveva predisposto uno specifico servizio di bus
navetta che dalla stazione ha condotto i giovani sia ai centri
di pernottamento realizzati nelle Cupole Geodetiche e nei due
Palazzetti dello sport, sia verso il centro della
città. Discreta anche la presenza delle forze
dell'ordine. Nella stazione, dove da stamattina sono arrivati
i quattro treni speciali, si sono viste soltanto le divise
degli agenti della Polfer, mentre altri appartenenti delle
forze dell'ordine sono in borghese. Lungo il corteo gli unici
uomini in divisa sono i vigili urbani. E quando il
corteo arriva a piazza Municipio un grande applauso accoglie i
No global. Dal balcone del salone di rappresentanza del Comune
spunta un lenzuolo con su scritto "Giustizia e pace si
baceranno". Un versetto tratto dalla Bibbia, e anche lo slogan
della veglia di preghiera organizzata dall'arcivescovo
metropolita monsignor Giuseppe Agostino ieri sera nel
Duomo. |