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Settembre/Ottobre 2002 |
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Un "io" per tutti |
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I DIRITTI RICHIESTI |
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La
salute e il benessere di ogni singolo cittadino cassanese, è
sempre stata uno dei temi trattati con particolare interesse da
esser‑ci. Rammarico e rabbia mi ha suscitato, nei mesi scorsi,
il fatto che la prevista apertura del polo riabilitativo
nell'ospedale di Cassano allo Ionio, non si sarebbe più
effettuata nel nostro comune ma spostato in altri comuni dell'ASL
n. 3. Questo mi ha dato modo di riflettere per poi agire in
qualche modo, volevo capire i perché di questa scelta, cosi ho
contattato la dottoressa Peruzzi per un' intervista sulla
mancata apertura del polo riabilitativo a Cassano, che è stata
pubblicata nello scorso numero di esser‑ci (maggio‑giugno 2002).
Ho pensato alla dottoressa appunto perché è medico e inoltre è
stata un' amministratore del nostro comune. La disponibilità
della dottoressa ad argomentare sulle possibili ragioni della
scelta di retrocessione su Cassano, non poteva dare risposte
definitive ai su detti interrogativi. Poiché , l'importante
argomento richiedeva un ulteriore approfondimento, nasce quindi
l'idea di fare un convegno. Il convegno è stato fatto,
organizzato dalla Margherita, il 7 luglio 2002, nell'auditorium
delle Terme Sibarite, sul tema 11 diritto di curarsi a Cassano".
Sono stati invitati il presidente della conferenza dei sindaci,
Bria, un responsabile delle Terme Sibarite, Luigi Garofalo (per
parlarci del reparto di riabilitazione inaugurato alle terme di
Cassano, ma non funzionale), a relazionare e soprattutto per
dare risposte esaustive sui motivi della mancata apertura del
centro riabilitativo nel nostro ospedale. Hanno partecipato vari
gruppi politici, ma non è stato un convegno improntato sulla
politica e sul politichese come è solito oggi, vedere la
politica; ne su inutili e devianti polemiche partitiche. La mia
partecipazione al convegno come cittadina e rappresentante di
esser‑ci, ha voluto sottolineare l'importanza di vivere nel
nostro comune con tutti i diritti che spettano loro come quello
importante di curarsi senza dover andare lontano, costretti a
percorrere chilometri per fare terapie riabilitative. La
politica in questo caso doveva svolgere il suo ruolo di
amministrare, difendere e costruire diritti e strutture per i
suoi concittadini. In questo convegno si è voluto inoltre,
sottolineare che la politica dei partiti e dei politici è
soprattutto occuparsi delle problematiche sociali, con coscienza
democratica senza gare e strumentalizzazioni. L'esito
soddisfacente del convegno, con buoni propositi da parte dei
convenuti non ha lasciato che si fermasse tutto quella sera.
Infatti, c'è stata una raccolta di firme che è stata inviata
alla Regione Calabria, e pochi giorni dopo alcuni rappresentanti
del nostro comune, comuni cittadini e esponenti politici
hanno avuto un incontro con la conferenza dei sindaci di
Rossano. Dopo il colloquio non ci sono stati grandi risultati,
ma si era giunti all'accordo di aprire al posto del polo
riabilitativo neuromotorio un reparto di fisiatria a Cassano, si
aspettava di parlearne con il commissario unico dell'ASL n. 3.
Purtroppo, questo non si è potuto comunicare perché l'attuale
commissario è dimissionario quindi si aspetta la nomina del
successore. L'unico buon esito concreto realizzato con l'impegno
del rappresentante delle Terme Luigi Garofalo ed il doveroso
impegno da parte dei politici locali; e a seguito del convegno
sul diritto di curarsi a Cassano, è stato l'accreditamento
sottoscritto dalla Regione Calabria che serve per rendere
funzionale il reparto di riabilitazione neuromotoria nelle
strutture delle Terme Sibarite, con prossima apertura. Questo
significa che la struttura termale è convenzionabile con enti
pubblici, quindi i cittadini possono usufruire delle terapie
neuromotorie senza dover andar fuori Cassano. Una piccola ma
importante conquista, per i cittadini che credono ancora, nel
dialogo nel confronto costruttivo.

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Lelia Risolè
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Aprile
2002 |
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Un
progetto una realtà
(la diversità come
valore aggiuntivo) |
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Il bimestrale
Esser-ci, è piccolo ma sempre attivo e presente con argomenti
socio-culturali.
Nella mia rubrica, "Un io per tutti", ho spesso parlato o meglio
scritto, in modo più specifico, sul valore della diversità e
sulla problematica dei disabili, con la speranza nel cuore di
sensibilizzare l’opinione pubblica su questi argomenti
“difficili” (per chi non è pronto al confronto ed all'ascolto).
Così, dopo averne parlato e scritto tanto, ho pensato di passare
ai fatti, o meglio di agire, facendo concretamente qualche cosa
in più.
Ho sempre creduto che per cambiare una mentalità chiusa, poco
aperta al nuovo, al diverso e poco sensibile ad argomenti come
la disabilità, fosse necessario educare soprattutto i più
piccoli ad una cultura della diversità intesa come valore
aggiunto, solo così una società può definirsi tale. Vivendo
insieme, confrontandosi con gli altri in modo costruttivo,
attraverso la conoscenza, la socializzazione si abbattono quelle
barriere culturali, mentali ed architettoniche.
Dicevo, ho pensato d’agire mettendo a disposizione la mia
esperienza come persona disabile, ideando un progetto per i
ragazzi di scuola media. Il progetto consiste in
lezioni-incontro con i ragazzi, ogni incontro avrà un tema da
discutere insieme a loro. Saranno incontri interattivi, quindi,
io parlerò con i ragazzi e loro avranno modo di parlare e farmi
delle domande sul tema della “lezione- incontro”.
Questo mio progetto dopo averlo formalmente presentato alla
scuola media “Biagio Lanza” di Cassano Ionio, si è trasformato
in realtà progettuale nell’incontro avvenuto (il 20 novembre
2001), fra me, il Preside Di Stasi ed il collegio dei docenti
della scuola media “Biagio Lanza”.
Questo progetto è stato accolto con entusiasmo, sensibilità ed
impegno dai docenti e dal preside, dandoci buone speranze per
il futuro.
È una positività, è una speranza in più, è una voglia di fare la
quale ci dice che qualche cosa si può, ancora, cambiare nel
nostro comune.
Si, quello che per noi può sembrare una novità, su argomenti
come la disabilità, nel resto d’Italia sono cose “normali”, anzi
loro sono ancora più avanti in merito ad attività, iniziative ,
strutture e mezzi tecnologici che hanno lo scopo di rendere
sempre più autonomo il disabile.
Ci sono i buoni propositi ma la strada è lunga, ci sono, ancora,
tante cose da fare sia al nord che al sud. Dobbiamo lavorare
insieme per cancellare la discriminazione sociale, che persiste,
per dare dignità e indipendenza a noi disabili. E, non essere
più il “piccolo popolo fatto di gente scomoda” come ha detto a
ragion veduta il noto giornalista Ambrogio Fogar, ora
tetraplegico dopo un’incidente automobilistico.
Il quale, oggi, lotta per i diritti e la dignità dei disabili.
Agire per costruire una vera integrazione tra disabili e
“normodotati” è possibile anche per noi cassanesi…. “Siamo sulla
via per realizzarla” basta volerlo.
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Lelia Risolè
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