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Brigantaggio Calabrese |
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L'Autore |

Salvatore
Lizzano, nato a Roseto Capo Spulico (CS) il
14/09/1940. Risiede a Canna (CS) da molti anni, in Via
Soccorso n. 8.
Si è laureato in materie letterarie presso l'Università
di Bari discutendo una tesi dal titolo: “
Il Castrum Petre Roseti e le sue vicende
feudali”.
Dal 1959 ha insegnato nelle scuole elementari e nelle
scuole medie. Dal 1976 è Dirigente Scolastico ed è
responsabile dell'Istituto Comprensivo di scuola materna
elementare e
media di Rocca Imperiale
Ha collaborato per lungo tempo con l'IRRSAE Calabria in
corsi di aggiornamento, tenendo lezioni di didattica per
Docenti di scuola materna, elementare e media.
Predilige gli studi che riguardano soprattutto il
martoriato cammino della società calabrese nel passato.
Ha collaborato e collabora a vari periodici con articoli
a sfondo storico.
Ha pubblicato:
Roseto e la sua
storia, Fasano. Cosenza, 1972.
Roseto nella storia, Kompos,
Matera, 1989.
Brigantaggio Calabrese,
Tipolitografia Jonica, Trebisacce,
2001.
Ha ricevuto
il premio “Troccoli Magna Grascia” , sezione ricerca
storica, Lauropoli, edizione 2001.
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Il Libro |
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Brigantaggio calabrese
Tipolitografia Jonica, Trebisacce, 2001.
E' la ricostruzione della tormentata stona del brigantaggio
post‑unitario in Calabria, con particolare riferimento alla
provincia di Cosenza
negli anni
1864‑1865,
La cronaca degli
avvenimenti criminosi si svolge con ritmo incalzante e
coinvolgente, con l'esame di tutti gli atti delinquenziali
consumati dai briganti. Alle atrocità commesse dai fuorilegge
fanno da riscontro le bestialità operate dalle forze dell’ordine
con la miope applicazione di leggi eccezionali particolarmente
severe e disumane.
Insieme alla biografia di due feroci briganti, Pietro Bianco e
Domenico Straface, sono narrate in breve le vite molto
interessanti del vescovo borbonico Pietro Cilento e di Vincenzo
Padula, definito "prete comunista" e "prete maledetto".
E' uno spaccato della società dei tempo in Calabra, senza veli e
senza riserve, da cui emerge che il grande brigantaggio fu
sconfitto con la guerriglia armata combattuta con ferocia e
senza quartiere, ma non furono eliminate le cause che lo avevano
prodotto. Il popolo affamato, che si era ribellato in massa per
conquistare la libertà dai bisogni materiali, rimase a pancia
vuota malgrado le promesse e la speranza di una società più
giusta. |
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