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Giovedì 15 Agosto 2002

Sibari – Un giorno in mare con la Guardia Costiera


Tra finti squali e veri delfini, pescherecci e gozzi, cronaca di un giorno in mare con gli uomini della Guardia Costiera.
Sull’estate che avanza e si appresta a doppiare la boa del Ferragosto, vigilano i marinai dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Corigliano, agli ordini del Tenente di Vascello Marcello Notaro. Deputati al controllo della fascia di litorale che da Cariati sale verso nord, fino alle balze di Rocca Imperiale.
Le migliaia di turisti e diportisti che affollano lo Ionio cosentino moltiplicano gli impegni, ma ogni promessa è debito. Così, alla vigilia del giorno più “caldo” dell’anno, una pattuglia di cronisti viene ammessa a bordo delle motovedette dei Guardacoste.
Sembra un’allegra gita, ma è una missione in piena regola: si salpa dalle banchine coriglianesi su “Charlie Papa 504”, la vedetta che ogni giorno fa la spola tra Cariati e Corigliano. A bordo il comandante, capo Pino Balbi, e i sottocapi Angelo Gallitelli e Salvatore Gangi. Saluti e strette di mano, quindi via. Verso il mare aperto.
All’uscita del porto, Cp 504 piega la prua verso Capo Trionto e offre un assaggio delle proprie potenzialità: due motori diesel da 275 cavalli l’uno, sei cilindri in linea, apparato propulsivo a idrogetti ed un’autonomia di 250 miglia nautiche, garantita da serbatoi da 750 litri. Con velocità massima di 38 nodi. Varata nel 1981, Cp 504 andrà in pensione il prossimo settembre. Con gran dispiacere dell’affezionato equipaggio, già pronto, tuttavia, a coccolare la nuova vedetta classe 500 destinata al Circomare.
Si naviga sotto costa, come ogni giorno, a duecento metri dalla battigia. <<Generalmente – spiega capo Balbi – svolgiamo attività di pattugliamento, controllando imbarcazioni e pescherecci, e puntiamo molto sulla prevenzione>>. Lasciata alle spalle Schiavonea, superate le ciminiere Enel di contrada Sant’Irene, la gazzella dei mari si affaccia su Momena e Torrepinta, ferite nell’orgoglio e nell’ambiente. Un gozzo con due pescatori viene sottoposto a verifiche. Un motoscafo con tranquilla famigliola viene invitato a rispettare le distanze, poi nulla di più: giornata piatta. Come lo Ionio scaldato dal sole ritrovato.
A mezzogiorno, però, si entra in azione. La centrale operativa trasmette la segnalazione allarmata di alcuni bagnanti: squalo a caccia dalla parti di località Fossa, comune di Rossano, al confine con Mirto. Capo Balbi apre il gas, mentre il sottocapo Gallitelli, direttore di macchina, tiene d’occhio i motori e le mille spie che ne testano lo stato di salute. Nel frattempo, il suo collega Gangi cura la strumentazione: radar, ecoscandaglio, radio goniometro, gps satellitare.
Mezz’ora dopo, arriva il cessato allarme: due delfini mostrano le loro pinne, rincorrendosi tra le onde di uno Ionio rinfrescato da una leggera brezza di sud est.
La centrale viene avvisata, e Cp 504 riprende la sua marcia. All’altezza di Capo Trionto si inverte la rotta, e il timone punta su Sibari. Sulla strada del ritorno resta il tempo per controllare un peschereccio: si controllano distanza dalla costa e profondità del fondale, quindi si da l’ok. E la pesca prosegue, come il placido viaggio della Cp 504.
Sul giornale di bordo non viene aggiunto altro: dopo aver percorso venti miglia, si rientra in porto. Domani è un altro giorno. Di quelli cruciali per il popolo delle vacanze e gli angeli della Guardia Costiera.

 

Gianpaolo Iacobini

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