|
Mano
sul petto, sguardo al cielo: sulle note dell’inno nazionale i
Laghi issano la loro terza bandiera blu.
Il porto turistico sibarita ha fatto tris. Conquistando, per la
terza volta consecutiva, il prestigioso riconoscimento tributato
ai porti di eccellenza dalla Fee, un’organizzazione
internazionale non governativa e no – profit che dal 1981
promuove e salvaguarda l’educazione ambientale e dello sviluppo
sostenibile. Un premio legato all’osservanza di requisiti
rigidamente verificati dagli ispettori Fee: inserimento nel
contesto ambientale, trasporti pubblici di collegamento,
validità della superficie dello specchio d’acqua, banchine
facilmente raggiungibili, servizi efficienti, informazione ed
educazione ambientale. Esame superato a pieni voti dai Laghi,
che conquistano l’unico drappo blu calabrese, aggiungendosi agli
altri cinque porti del Meridione insigniti del magico vessillo.
Per celebrare l’evento, si sceglie una conferenza stampa alla
vigilia di Ferragosto. I Cantieri Nautici ospitano i pochi
giornalisti presenti, mentre giù in strada freme un complesso
bandistico: è già tardi, e c’è da festeggiare la Madonna dei
Laghi.
Quando si inizia, l’occhio cade sugli ospiti: Manlio Stassi,
presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, Renato Furlanis,
presidente di “Casa Bianca Group”, quindi le autorità
istituzionali: il consigliere regionale Raffaele Senatore,
l’assessore provinciale ai Trasporti Rosina Console. Per il
Comune partecipano invece il vicesindaco Tonino Di Cicco e
l’assessore al turismo Liborio Piscitelli.
Stassi apre le danze. <<Siamo l’unico porto calabrese – afferma
il vulcanico presidente – a ricevere la bandiera blu. Un
risultato rilevante, che si deve a tre soggetti: la “Casa Bianca
Group”, la Regione, e la Madonna>>.
Manca all’appello Palazzo di città: la polemica è servita.
Mentre il vice sindaco Di Cicco si limita a porgere i saluti del
governo civico e a ribadire il massimo impegno per la tutela
dell’ambiente e dei Laghi, l’assessore Piscitelli tira fuori le
unghie per difendere l’orgoglio ferito. <<Mi dispiace – dice –
che venga dimenticato il Comune di Cassano. Faremo quello che
non è stato fatto negli ultimi vent’anni. Saremo noi a
convincere ed incentivare gli imprenditori affinché investano
nella nostra zona>>.
Botta e risposta: <<La bandiera blu – ribatte Rosina Console – è
un simbolo importante in un momento in cui nel nostro Comune ci
sono poche bandiere. Nulla è stato fatto per curare l’ambiente
ed offrire un buon servizio ai turisti. Tanto è stato progettato
in passato da amministratori lungimiranti: le basi sono state
gettate, ed occorre ora andare avanti. Sono disponibile a dare
il mio contributo>>.
In sala sguardi smarriti e comprensibili imbarazzi. A far
quadrare il cerchio pensa l’onorevole Senatore, presidente della
Commissione consiliare regionale Ambiente. Che prima assegna
alla famiglia Furlanis i meriti storici per la realizzazione dei
Laghi, poi ricuce la frattura con Palazzo di città. <<Bando alle
polemiche – taglia corto il consigliere regionale -. Ringrazio
il sindaco Roberto Senise. È una persona che si da da fare.
Certo, ha dei difetti caratteriali, ma chi di noi non ne ha?>>
Archiviata la guerra dei nervi, si torna a parlare di programmi
futuri e problemi presenti. Con l’inquinamento del fiume Crati
in primo piano. <<Nella prossima seduta del Consiglio – rivela
Senatore, rassicurando Stassi – si discuterà l’approvazione
dello Statuto della riserva della foce del Crati. Esiste inoltre
una proposta di legge tendente a fare del fiume un parco
naturale>>.
Fuori, intanto, la banda scalpita: non c’è più tempo per le
domande: sarà per un’altra volta. E sulle note dell’inno di
Mameli, nel cielo di Sibari sale la bandiera blu 2002.
Gianpaolo Iacobini |