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Il bimestrale
Esser-ci, è piccolo ma sempre attivo e presente con argomenti
socio-culturali.
Nella mia rubrica, "Un io per tutti", ho spesso parlato o meglio
scritto, in modo più specifico, sul valore della diversità e
sulla problematica dei disabili, con la speranza nel cuore di
sensibilizzare l’opinione pubblica su questi argomenti
“difficili” (per chi non è pronto al confronto ed all'ascolto).
Così, dopo averne parlato e scritto tanto, ho pensato di passare
ai fatti, o meglio di agire, facendo concretamente qualche cosa
in più.
Ho sempre creduto che per cambiare una mentalità chiusa, poco
aperta al nuovo, al diverso e poco sensibile ad argomenti come
la disabilità, fosse necessario educare soprattutto i più
piccoli ad una cultura della diversità intesa come valore
aggiunto, solo così una società può definirsi tale. Vivendo
insieme, confrontandosi con gli altri in modo costruttivo,
attraverso la conoscenza, la socializzazione si abbattono quelle
barriere culturali, mentali ed architettoniche.
Dicevo, ho pensato d’agire mettendo a disposizione la mia
esperienza come persona disabile, ideando un progetto per i
ragazzi di scuola media. Il progetto consiste in
lezioni-incontro con i ragazzi, ogni incontro avrà un tema da
discutere insieme a loro. Saranno incontri interattivi, quindi,
io parlerò con i ragazzi e loro avranno modo di parlare e farmi
delle domande sul tema della “lezione- incontro”.
Questo mio progetto dopo averlo formalmente presentato alla
scuola media “Biagio Lanza” di Cassano Ionio, si è trasformato
in realtà progettuale nell’incontro avvenuto (il 20 novembre
2001), fra me, il Preside Di Stasi ed il collegio dei docenti
della scuola media “Biagio Lanza”.
Questo progetto è stato accolto con entusiasmo, sensibilità ed
impegno dai docenti e dal preside, dandoci buone speranze per
il futuro.
È una positività, è una speranza in più, è una voglia di fare la
quale ci dice che qualche cosa si può, ancora, cambiare nel
nostro comune.
Si, quello che per noi può sembrare una novità, su argomenti
come la disabilità, nel resto d’Italia sono cose “normali”, anzi
loro sono ancora più avanti in merito ad attività, iniziative ,
strutture e mezzi tecnologici che hanno lo scopo di rendere
sempre più autonomo il disabile.
Ci sono i buoni propositi ma la strada è lunga, ci sono, ancora,
tante cose da fare sia al nord che al sud. Dobbiamo lavorare
insieme per cancellare la discriminazione sociale, che persiste,
per dare dignità e indipendenza a noi disabili. E, non essere
più il “piccolo popolo fatto di gente scomoda” come ha detto a
ragion veduta il noto giornalista Ambrogio Fogar, ora
tetraplegico dopo un’incidente automobilistico.
Il quale, oggi, lotta per i diritti e la dignità dei disabili.
Agire per costruire una vera integrazione tra disabili e
“normodotati” è possibile anche per noi cassanesi…. “Siamo sulla
via per realizzarla” basta volerlo. |