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Venerdì 26 Aprile 2002

 Un progetto una realtà
(la diversità come valore aggiuntivo)


       Il bimestrale Esser-ci, è piccolo ma sempre attivo e presente con argomenti socio-culturali.
Nella mia rubrica, "Un io per tutti", ho spesso parlato o meglio scritto, in modo più specifico, sul valore della diversità e sulla problematica dei disabili, con la speranza nel cuore di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi argomenti “difficili” (per chi non è pronto al confronto ed all'ascolto). Così, dopo averne parlato e scritto tanto, ho pensato di passare ai fatti, o meglio di agire,  facendo concretamente qualche cosa in più.
Ho sempre creduto che per cambiare una mentalità chiusa, poco aperta  al nuovo, al diverso e poco sensibile ad argomenti come la disabilità,  fosse necessario educare  soprattutto i più piccoli ad una cultura della diversità intesa come valore aggiunto, solo così una società può definirsi tale. Vivendo insieme, confrontandosi con gli altri in modo costruttivo, attraverso la conoscenza, la socializzazione si abbattono quelle barriere culturali, mentali ed architettoniche.
 Dicevo, ho pensato d’agire mettendo a disposizione la mia esperienza come persona disabile, ideando un progetto per i ragazzi di scuola media. Il progetto consiste in lezioni-incontro con i ragazzi, ogni incontro avrà un tema da discutere insieme a loro. Saranno incontri interattivi, quindi, io parlerò con i ragazzi e loro avranno modo di parlare e farmi delle domande sul tema della “lezione- incontro”.
 Questo mio progetto dopo averlo formalmente presentato alla scuola media “Biagio Lanza” di Cassano Ionio, si è trasformato in realtà progettuale nell’incontro avvenuto   (il 20 novembre 2001), fra me, il Preside Di Stasi ed il collegio dei  docenti della scuola media “Biagio Lanza”.
Questo progetto è stato accolto con entusiasmo, sensibilità ed impegno dai docenti e dal preside,  dandoci buone speranze per il futuro.
È una positività, è una speranza in più, è una voglia di fare la quale ci dice che qualche cosa si può, ancora, cambiare nel nostro comune.
Si, quello che per noi può sembrare una novità, su argomenti come la disabilità, nel resto d’Italia sono cose “normali”, anzi loro sono ancora più avanti in merito ad attività, iniziative , strutture e mezzi tecnologici che hanno lo scopo di rendere sempre più autonomo il disabile.
Ci sono i buoni propositi ma la strada è lunga, ci sono, ancora, tante cose da fare sia al nord che al sud. Dobbiamo lavorare insieme per cancellare la discriminazione sociale, che persiste, per dare dignità e indipendenza a noi disabili. E, non essere più il “piccolo popolo fatto di gente scomoda” come ha detto a ragion veduta il noto giornalista Ambrogio Fogar, ora tetraplegico dopo un’incidente automobilistico.
Il quale, oggi, lotta per i diritti e la dignità dei disabili. Agire per costruire una vera integrazione tra disabili e “normodotati” è possibile anche per noi cassanesi…. “Siamo sulla via per realizzarla” basta volerlo.

Lelia Risolè

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