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Venerdi 12 Aprile 2002

Nel sottosuolo del centro cittadino: allertate le autorità
Un labirinto di cunicoli
Scoperto dopo la voragine in Corso Garibaldi

Cassano, le sue grotte, il suo volto nascosto. Sempre più simile a un labirinto di cunicoli che si muovono nella pancia del centro abitato. Come le caverne che in Afghanistan hanno “inghiottito” Bin Laden e i suoi fedelissimi. O le gallerie realizzate nella Roma della Guerra fredda per legare i Palazzi cardine della Repubblica. Che l'area sulla quale sorge Cassano centro fosse un ambiente prevalentemente carsico si sapeva da secoli. E da altrettanto tempo se ne conoscono le mille grotte. Che esistessero pure corridoi di collegamento tra una zona e l'altra della città, invece, era solo una leggenda tramandata da padre in figlio, da nonno a nipote. Qualcosa l'accenna anche lo storico Vincenzo Saletta nella sua “Storia di Cassano Ionio” ma non c'era nulla di concreto. Almeno fino a metà febbraio. Quando nel cuore di Corso Garibaldi, in pieno centro cittadino, una voragine ha risucchiato l'asfalto della carreggiata stradale, aprendo un buco profondo pochi metri. All'inizio sembrava una faccenda di secondo piano. Un paio di mesi dopo, però, nelle festività pasquali, la voragine s'è riaperta in maniera nettamente più preoccupante, tanto da intrappolare le ruote di un'autovettura sorpresa proprio nel momento dell'improvvisa depressione. Questo secondo episodio ha subito allarmato il Palazzo, che ha lanciato una task-force di tecnici per appurare le origini del doppio crollo e provvedere alla soluzione. In un primo momento il caso è finito nelle mani del settore Lavori pubblici. Ma dopo una prima analisi è passato all'ambito di Protezione civile. Oltre agli specialisti municipali la faccenda è analizzata dal geologo Giuseppe Campanella e dallo speleologo Felice La Rocca. L'intervento dello studioso del Gruppo speleologico “Sparviere” di Alessandria del Carretto s'è reso necessario perchè sotto quella che sembrava un'insignificante buchetta, a tre metri di profondità, si apre un'immensa grotta a forma d'ellisse e di origine carsica. Come le grotte di Sant'Angeo e la grotta “Bugiarda” (Vucc'Ucciarda) lontana appena qualche metro. Mancano le conferme ma è possibile che la “stanza” scoperta sotto Corso Garibaldi sia collegata con le grotte “Bugiarda” e “Sant'Angelo” , queste ultime sistemate a nord della città all'interno della Pietra di San Marco. Un'ipotesi suggestiva e possibile. Che confermerebbe i racconti dei nonni e avvalorerebbe la straordinaria ricchezza del sottosuolo cassanese. Tra l'altro, dalla “stanza” di Corso Garibaldi partono due cunicoli: il primo si dirama verso Est e la Pietra del Castello, mentre il secondo sale a nord verso le grotte di “Sant'Angelo”. Al suo interno, poi, scorre acqua. I tecnici hanno versato liquido colorato nelle condutture comunali per scoprire se l'acqua riscontrata nella voragine provenisse da perdite delle fogne o dei tubi dell'acqua potabile. Ma la prova ha dato esito negativo. Probabilmente si tratta d'uno dei rigagnoli d'acqua solfurea che Vincenzo Saletta racconta sgorgassero sotto la Pietra del Castello e scendessero alle Terme Sibarite, che si trovano lì vicino. Per chiarire questo e gli altri dubbi sorti attorno alla grotta appurata nel cuore del centro cittadino, s'attende la relazione speleologica affidata a Felice La Rocca. Qualcosa la chiarirà anche il geologo Giuseppe Capanella. L'assessore all'Urbanistica, Antonio Di Cicco, intanto, ci tiene a escludere pericoli per il centro urbano. Inoltre, informa di avere sollecitato il Prefetto per un sopralluogo del Gruppo nazionale Difesa catastrofi e l'assessorato regionale ai Lavori pubblici per ottenere il danaro necessario a studiare il caso e alla messa in sicurezza. È stato contattato anche il dipartimento nazionale e regionale di Protezione civile. Intanto la “buchetta” ha già divorato trentacinque metri cubi di calcestruzzo e materiale inerte, scaricata all'interno con l'ingenua speranza di colmarla

Domenico Marino

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