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Cassano, le sue
grotte, il suo volto nascosto. Sempre più simile a un labirinto
di cunicoli che si muovono nella pancia del centro abitato. Come
le caverne che in Afghanistan hanno “inghiottito” Bin Laden e i
suoi fedelissimi. O le gallerie realizzate nella Roma della
Guerra fredda per legare i Palazzi cardine della Repubblica. Che
l'area sulla quale sorge Cassano centro fosse un ambiente
prevalentemente carsico si sapeva da secoli. E da altrettanto
tempo se ne conoscono le mille grotte. Che esistessero pure
corridoi di collegamento tra una zona e l'altra della città,
invece, era solo una leggenda tramandata da padre in figlio, da
nonno a nipote. Qualcosa l'accenna anche lo storico Vincenzo
Saletta nella sua “Storia di Cassano Ionio” ma non c'era nulla
di concreto. Almeno fino a metà febbraio. Quando nel cuore di
Corso Garibaldi, in pieno centro cittadino, una voragine ha
risucchiato l'asfalto della carreggiata stradale, aprendo un
buco profondo pochi metri. All'inizio sembrava una faccenda di
secondo piano. Un paio di mesi dopo, però, nelle festività
pasquali, la voragine s'è riaperta in maniera nettamente più
preoccupante, tanto da intrappolare le ruote di un'autovettura
sorpresa proprio nel momento dell'improvvisa depressione. Questo
secondo episodio ha subito allarmato il Palazzo, che ha lanciato
una task-force di tecnici per appurare le origini del doppio
crollo e provvedere alla soluzione. In un primo momento il caso
è finito nelle mani del settore Lavori pubblici. Ma dopo una
prima analisi è passato all'ambito di Protezione civile. Oltre
agli specialisti municipali la faccenda è analizzata dal geologo
Giuseppe Campanella e dallo speleologo Felice La Rocca.
L'intervento dello studioso del Gruppo speleologico “Sparviere”
di Alessandria del Carretto s'è reso necessario perchè sotto
quella che sembrava un'insignificante buchetta, a tre metri di
profondità, si apre un'immensa grotta a forma d'ellisse e di
origine carsica. Come le grotte di Sant'Angeo e la grotta
“Bugiarda” (Vucc'Ucciarda) lontana appena qualche metro. Mancano
le conferme ma è possibile che la “stanza” scoperta sotto Corso
Garibaldi sia collegata con le grotte “Bugiarda” e “Sant'Angelo”
, queste ultime sistemate a nord della città all'interno della
Pietra di San Marco. Un'ipotesi suggestiva e possibile. Che
confermerebbe i racconti dei nonni e avvalorerebbe la
straordinaria ricchezza del sottosuolo cassanese. Tra l'altro,
dalla “stanza” di Corso Garibaldi partono due cunicoli: il primo
si dirama verso Est e la Pietra del Castello, mentre il secondo
sale a nord verso le grotte di “Sant'Angelo”. Al suo interno,
poi, scorre acqua. I tecnici hanno versato liquido colorato
nelle condutture comunali per scoprire se l'acqua riscontrata
nella voragine provenisse da perdite delle fogne o dei tubi
dell'acqua potabile. Ma la prova ha dato esito negativo.
Probabilmente si tratta d'uno dei rigagnoli d'acqua solfurea che
Vincenzo Saletta racconta sgorgassero sotto la Pietra del
Castello e scendessero alle Terme Sibarite, che si trovano lì
vicino. Per chiarire questo e gli altri dubbi sorti attorno alla
grotta appurata nel cuore del centro cittadino, s'attende la
relazione speleologica affidata a Felice La Rocca. Qualcosa la
chiarirà anche il geologo Giuseppe Capanella. L'assessore
all'Urbanistica, Antonio Di Cicco, intanto, ci tiene a escludere
pericoli per il centro urbano. Inoltre, informa di avere
sollecitato il Prefetto per un sopralluogo del Gruppo nazionale
Difesa catastrofi e l'assessorato regionale ai Lavori pubblici
per ottenere il danaro necessario a studiare il caso e alla
messa in sicurezza. È stato contattato anche il dipartimento
nazionale e regionale di Protezione civile. Intanto la
“buchetta” ha già divorato trentacinque metri cubi di
calcestruzzo e materiale inerte, scaricata all'interno con
l'ingenua speranza di colmarla
Domenico Marino |