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Ieri canale, oggi ruscello: ecco servita la metamorfosi dello
Stombi.
La lingua d’acqua che dovrebbe collegare il porto turistico
sibarita allo Ionio è ormai sparita. Qualche mareggiata,
alimentata dal vento di scirocco, è stata più che sufficiente a
cancellare lo Stombi. Ridotto ormai, almeno nella parte
terminale, ad un sentiero stretto e tortuoso. Largo un paio di
metri, profondo altrettanto, circondato da muraglie di sabbia e
severamente vietato al transito delle imbarcazioni. Anche perché
la foce è ormai divenuta corridoio pedonale per chi da tempo
cullava il sogno di camminare sulle acque.
La situazione, dunque, a distanza di una settimana dall’ondata
di maltempo che ha rischiato di far finire sott’acqua i Laghi di
Sibari resta grave. Una draga, all’opera per un paio di giorni,
è riuscita a ripristinare quanto meno il normale deflusso a mare
delle acque del canale, scongiurando più gravi pericoli. Ai
Laghi, intanto, continuano a rimanere sbarrate le porte vinciane,
gli unici accessi al canale stesso. Il tutto nell’attesa del
miracolo: la partenza dei lavori di sistemazione, finanziati
dalla regione con un miliardo di lire, e l’erogazione di un
contributo urgente per far fronte alle necessità di questi
giorni.
<<Il bando per l’affidamento dei lavori – ufficializza Antonio
Bernardo, assessore comunale ai lavori pubblici – è pronto.
Proprio ieri, intanto, ho formalmente richiesto agli uffici
della regione un contributo di 25.000 euro, finalizzato al
dragaggio temporaneo della foce. Conto di ricevere una risposta,
che quasi certamente sarà positiva, nel giro di una settimana>>.
Altri sette giorni di passione e pazienza, dunque, per il
povero, vecchio Stombi.
Gianpaolo Iacobini |