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Piove, e Marina di Sibari finisce sott’acqua.
Aprile ed il suo tempo inclemente sono riusciti nella non
difficile impresa di mettere in ginocchio la capitale sibarita
delle vacanze. Sconvolta dai ripetuti acquazzoni, piegata
dall’ondata di maltempo che, a più riprese, ha interessato la
fascia ionica cosentina nelle ultime tre settimane.
Così, mentre il vicino porto turistico dei Laghi scalpita,
seguendo con attenzione le bizzarrìe del minuscolo canale degli
Stombi, guardando con ansia all’avvio dei lavori di dragaggio e
sistemazione dell’unica via d’accesso al mare Ionio, Marina
piange la sua primitiva grandezza. Raccogliendo con i secchi e
le pompe idrovore la pioggia caduta dal cielo.
La cronaca delle ultime precipitazioni è riferita ai cronisti
dagli operatori commerciali già in azione a Sibari. Il problema,
del resto, è facile a raccontarsi perché identico a mille altri
episodi similari del passato: quando il cielo si fa cupo e
rovescia pioggia a non finire, il villaggio si allaga. Sotto
diversi centimetri d’acqua spariscono la piazza “Rosa dei
Venti”, le stradine secondarie, i parcheggi. A volte poi, quando
ai capricci del cielo si uniscono quelli del vento, gli
allagamenti riguardano anche abitazioni ed esercizi commerciali.
E in scena entrano i Vigili del Fuoco e i le squadre comunali di
pronto intervento.
Tra mercoledì e giovedì il copione si è ripetuto. Identico,
senza variazioni. Con un’aggravante: la presenza, all’interno
del villaggio, di diverse comitive turistiche, avanguardia della
marea di vacanzieri che raggiungerà Sibari già agli inizi di
giugno.
Da lontano, intanto, Palazzo di città scruta gli eventi e
allarga le braccia. Ogni anno, spiegano gli uffici comunali, su
Marina di Sibari vengono dirottate risorse pari ad almeno mezzo
miliardo di lire. E questo solo per far fronte agli interventi
urgenti.
Per sanare definitivamente le grandi ferite, come il rifacimento
delle reti idriche e fognarie, e il riammodernamento delle
arterie stradali, si attendono tempi migliori. Confidando nello
studio di fattibilità sottoposto al Cipe, e negli esiti del
contenzioso legale instaurato con alcune delle società
lottizzatici dell’area.
Intanto, però, l’estate si avvicina, e in cronaca finisce lo
stupore di un gruppo di ucraini venuti in Calabria ad ammirare
lo Ionio, e finiti invece in una surreale Venezia del Sud.
Gianpaolo Iacobini |