bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 
































 

Domenica  28 Aprile 2002

Sibari – In canoa alla scoperta dell’Europa – Tappa sibarita per i coniugi tedeschi impegnati nella traversata del continente.


Il giro d’Europa in canoa per entrare nel guinnes dei primati e conoscere i popoli, la cultura  e i costumi del continente.
Rainer e Franziska Ulm sembrano una coppia di tranquilli vacanzieri, sperduti tra le darsene dei Laghi di Sibari. Sposati da sei anni, i due coniugi tedeschi nascondono però dietro il loro volto abbronzato l’amore per l’avventura. Che li spinge a riscoprire il gusto della vita solcando mari e fiumi europei. All’inseguimento, tra l’altro, di un’impresa sportiva destinata a rimanere scolpita nel librone dei guinnes.
L’avventura di Rainer e Franziska inizia il primo maggio del duemila. Aiutati da un pool di sponsor, si lasciano alle spalle il tran tran quotidiano: impiegata in una casa editrice lei, funzionario della multinazionale Bosch lui. La sfida, o il challenge, come dicono loro, parte dalle rive del Danubio. Da percorrere per intero, fino a giungere nel mar Nero e da qui, successivamente, risalire il Mediterraneo prima di entrare nell’Atlantico per affrontare il rush finale, con l’arrivo previsto ad Amburgo nell’ottobre del 2004.
Il bel Danubio blu di un tempo, adesso concentrato di rifiuti e liquami industriali, li porta a toccare Austria, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Romania e Bulgaria. Splendidi panorami, ma pure momenti spiacevoli. Come quando, sulle sponde rumene, dove la povertà spinge la gente a rifornirsi d’acqua imbevibile, i poliziotti arrestano la coppia, lamentando irregolarità burocratiche.
Chiariti gli equivoci, il cammino riprende. Alla media di quindici miglia al giorno. Dal mar Nero alle isole dell’Egeo attraverso lo stretto dei Dardanelli. In balìa di onde alte anche tre metri, osteggiati dal vento nemico. Alla fine, però, arriva l’approdo sulle coste italiane, con lo scalo a Santa Maria di Leuca, e da qui il successivo trasferimento a Taranto e Sibari. In riva allo Ionio cosentino gli Ulm vengono ospitati ai Laghi di Sibari, grazie alla disponibilità di Duilio Valente, direttore tecnico dei Cantieri Nautici. Pochi giorni di riposo, prima di riprendere la marcia verso Amburgo. L’occasione giusta per raccontare peripezie e sogni. Franziska e Rainer parlano bene l’inglese, ma riescono a farsi capire anche in italiano. Elogiano la calda accoglienza riservata loro dagli italiani, e con l’aiuto di una mappa illustrano il loro tragitto: 10.000 chilometri nel cuore dell’Europa unita. <<In diversi momenti – confessa Franziska – abbiamo creduto di morire, sballottati da onde e tempeste. Siamo protestanti, ma crediamo fortemente in Dio, e siamo convinti che arriveremo al traguardo con il suo aiuto>>. E quasi a riprova di una fede inossidabile, dai kayak, lunghi 5 metri e larghi poco meno di uno, dotati di pagaie, minuscole vele, gps, carte nautiche e telefono satellitare, spunta una Bibbia. L’unico libro caricato a bordo.Poi, sotto il sole di Sibari, Franziska e Reiner si scambiano un bacio e salutano i cronisti: è già l’ora di ripartire verso quel sogno chiamato vita.

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info












 

 

 


 

































 

|top|

© Copyright 2002 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it