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L’aeroporto di Sibari è un sogno poco meno che ventennale. Ha
mosso i primi passi a metà degli anni Ottanta, trovando
un’elaborazione tecnica definitiva nel 1988 ad opera
dell’ingegnere Francesco Gatto di Trebisacce. L’area adibita ad
accogliere la struttura fu individuata nella contrada “Olmo
torto” del Comune di Cassano, nel cuore della Piana, a pochi
chilometri dallo Jonio, sistemata di fianco alla strada Statale
534 che congiunge l’autostrada Salerno-Reggio Calabria con la
106 ionica. L’aeroporto dovrebbe occupare complessivamente 70
ettari di terreno. Si tratterà di uno scalo di terzo livello con
una sola pista per il decollo e l’atterraggio lunga 1 chilometro
e 600 metri. Ma l’elaborato tecnico prevede un suo eventuale
allungamento sino a 2 chilometri e 400 metri. Con la “pista
corta” potranno fare scalo a Sibari tanto gli ATR 42 quanto gli
ATR 42 allungati, aerei impiegati solitamente su raggio
nazionale. Con la “pista lunga”, invece, sarà possibile
l’atterraggio e il decollo anche dei MD 80 e DC 10, di raggio
più europeo rispetto ai precedenti. Nessun problema, invece, per
i cargo merci.
l progetto iniziale è stato rivisto lo scorso autunno
dall’amministrazione comunale e dai suoi tecnici di fiducia
prima d’essere sottoposto al vaglio del Comitato tecnico
regionale (Coter) che lo ha vistato negli ultimi giorni di
novembre, suggerendo alcuni adeguamenti e imponendo una serie di
prescrizioni ottemperate dall’ingegnere Gatto.
Domenico Marino |