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Martedì 03 Dicembre 2002

Cassano Ionio - Aeroporto di Sibari: a chi servirà


I politici sono convinti che l’aeroporto di Sibari assicurerà sviluppo e ricchezza non solo alla Piana e alla provincia di Cosenza ma all’intera Calabria e addirittura alla fascia ionica lucana. L’aviosuperficie sibarita sarà uno scalo passeggeri ma anche e soprattutto uno scalo merci, che dovrebbe spostare le ricchezze agricole e agroalimentari locali nel resto d’Europa, in tempo reale. Un posto in prima classe spetterà agli agrumi della Sibaritide, già oggi apprezzati nei mercati di mezzo mondo. E poi il turismo. Da anni gli imprenditori vacanzieri della Piana si sgolano nel ripetere che lo Jonio cosentino piace molto all’estero ma attira poco poiché per arrivarci su rotaia o su strada è un’avventura. L’aeroporto cambierebbe subito le carte in tavola, facendo schizzare in alto l’appetibilità europea della Sibaritide. Che oltre a mare, sole, montagna, terme e borghi medievali può vantare uno scrigno archeologico tra i più illustri del pianeta: Sybaris. L’aviosuperficie può davvero fare gola a mezza Calabria e parte della Basilicata. Soprattutto con l’ammodernamento della A3 e le speranza per la nuova 106 ionica e una dorsale ferroviaria almeno moderna. Cosenza e l’Università distano poco più di 60 chilometri e 40 minuti d’auto dal nascente aeroporto. Poco meno di un’ora, su rotaie, dalla stazione ferroviaria sibarita. A mezz’ora d’auto c’è Policoro, a 50 minuti il Metapontino, a poco più di un’ora Matera e il Tarantino. Più complesso il discorso col Tirreno, anche se la prevista trasversale tra i due mari potrebbe riaprire anche questa partita.

Domenico Marino

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