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Venerdì 20 Dicembre 2002

Cassano Ionio - Commercianti e utenti “in ansia” per Marina di Sibari


Ieri, oggi, domani, sempre Marina di Sibari.  Il mega villaggio ionico (circa 3000 abitazioni oltre 100 attività commerciali) non si allontana dalla hit-parade del dibattito politico, economico e sociale cittadino e non solo cittadino, considerato che l’affaire Marina di Sibari non può assolutamente essere limitato al Cassanese.
Tanto la Confcommercio quanto gli utenti sono molto preoccupati del passo con cui il Palazzo sta affrontando il caso. L’ultimo inquietante esempio è giunto dal consiglio comunale di martedì sera, che pur discutendo per ore di passato e presente del villaggio non ha deciso niente di concreto! I commercianti chiedono un incontro all’assessore Liborio Piscitelli, che l’amministrazione ha delegato a seguire di persona il caso Marina di Sibari. «Ormai non si può più fare finta di niente -scrive il presidente Mimmo Lione- occorre affrontare assieme la problematica, risolvendo una vicenda tragica che si trascina da oltre trenta anni». Il leader dei commercianti cita lo studio approfondito sulla situazione del villaggio operato da Piscitelli e afferma d’essere a conoscenza che negli ultimi mesi è stato compiuto un «duro lavoro di mediazione e di sintesi, elaborando una proposta conclusiva di transazione e gestione del villaggio che potrebbe aprire la strada a una rivalutazione generale della struttura». La Confcommercio ribadisce un netto no all’ipotesi di ricorrere ai tribunali per risolvere l’affaire; perché la via giudiziaria rischia di allungare ulteriormente i tempi. «Le denunce di fatti trentennali farebbero pagare un caro prezzo ai commercianti che hanno investito in loco, ai proprietari di villette, e soprattutto bloccherebbero i flussi turistici provenienti da tutto il mondo». La sigla di categoria pensa alla moneta e sottolinea la qualità e quantità dell’industria turistica sorta grazie e attorno a Marina di Sibari. Una ricchezza che potrebbe crescere ancora molto se il villaggio diventasse «più vivibile» ottimizzando i servizi. «A Marina di Sibari -chiude Lione- ormai sono concentrati interessi collettivi che una buona amministrazione deve tutelare. A maggioranza e opposizione chiediamo di salvaguardare i cittadini e l’economia del nostro territorio».
Coi capelli rizzati dall’inquietudine pure i volontari della “pro Marina di Sibari”, un’associazione sorta la scorsa estate e già capace di mettere il Palazzo con le spalle al muro sulla faccenda. Il coordinatore Pasquale Tricoci è amareggiato soprattutto pel no di alcuni consiglieri comunali alla ripresa televisiva dell’ultima seduta con Marina di Sibari all’ordine del giorno. «L’unico obiettivo -chiarisce Tricoci- era potere mostrare ai nostri aderenti, la gran parte dei quali residenti fuori Calabria, la discussione dell’assise municipale. Anche per stabilire un punto certo, di non ritorno, del quale eventualmente chiedere conto se le promesse non si trasformassero in fatti. Non dimentichiamo che il sindaco e l’assessore Piscitelli ad agosto s’erano impegnati con tutto noi a presentare al consiglio comunale, entro il 30 settembre e non il 17 dicembre, una proposta risolutiva».

Domenico Marino

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