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Ieri, oggi,
domani, sempre Marina di Sibari. Il mega villaggio ionico
(circa 3000 abitazioni oltre 100 attività commerciali) non si
allontana dalla hit-parade del dibattito politico, economico e
sociale cittadino e non solo cittadino, considerato che
l’affaire Marina di Sibari non può assolutamente essere limitato
al Cassanese.
Tanto la Confcommercio quanto gli utenti sono molto preoccupati
del passo con cui il Palazzo sta affrontando il caso. L’ultimo
inquietante esempio è giunto dal consiglio comunale di martedì
sera, che pur discutendo per ore di passato e presente del
villaggio non ha deciso niente di concreto! I commercianti
chiedono un incontro all’assessore Liborio Piscitelli, che
l’amministrazione ha delegato a seguire di persona il caso
Marina di Sibari. «Ormai non si può più fare finta di niente
-scrive il presidente Mimmo Lione- occorre affrontare assieme la
problematica, risolvendo una vicenda tragica che si trascina da
oltre trenta anni». Il leader dei commercianti cita lo studio
approfondito sulla situazione del villaggio operato da
Piscitelli e afferma d’essere a conoscenza che negli ultimi mesi
è stato compiuto un «duro lavoro di mediazione e di sintesi,
elaborando una proposta conclusiva di transazione e gestione del
villaggio che potrebbe aprire la strada a una rivalutazione
generale della struttura». La Confcommercio ribadisce un netto
no all’ipotesi di ricorrere ai tribunali per risolvere
l’affaire; perché la via giudiziaria rischia di allungare
ulteriormente i tempi. «Le denunce di fatti trentennali
farebbero pagare un caro prezzo ai commercianti che hanno
investito in loco, ai proprietari di villette, e soprattutto
bloccherebbero i flussi turistici provenienti da tutto il
mondo». La sigla di categoria pensa alla moneta e sottolinea la
qualità e quantità dell’industria turistica sorta grazie e
attorno a Marina di Sibari. Una ricchezza che potrebbe crescere
ancora molto se il villaggio diventasse «più vivibile»
ottimizzando i servizi. «A Marina di Sibari -chiude Lione- ormai
sono concentrati interessi collettivi che una buona
amministrazione deve tutelare. A maggioranza e opposizione
chiediamo di salvaguardare i cittadini e l’economia del nostro
territorio».
Coi capelli rizzati dall’inquietudine pure i volontari della
“pro Marina di Sibari”, un’associazione sorta la scorsa estate e
già capace di mettere il Palazzo con le spalle al muro sulla
faccenda. Il coordinatore Pasquale Tricoci è amareggiato
soprattutto pel no di alcuni consiglieri comunali alla ripresa
televisiva dell’ultima seduta con Marina di Sibari all’ordine
del giorno. «L’unico obiettivo -chiarisce Tricoci- era potere
mostrare ai nostri aderenti, la gran parte dei quali residenti
fuori Calabria, la discussione dell’assise municipale. Anche per
stabilire un punto certo, di non ritorno, del quale
eventualmente chiedere conto se le promesse non si
trasformassero in fatti. Non dimentichiamo che il sindaco e
l’assessore Piscitelli ad agosto s’erano impegnati con tutto noi
a presentare al consiglio comunale, entro il 30 settembre e non
il 17 dicembre, una proposta risolutiva».
Domenico Marino |