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A Sibari tredicesima edizione del presepe vivente: una
manifestazione ben fatta, affascinate e ricca di “sapori”, che
ogni anno riesca a richiamare nel centro ionico fedeli,
appassionati e semplici curiosi provenienti da gran parte dei
Municipi dell’hinterland. Come sempre, anche l’edizione
2002/2003 è stata curata nei minimi particolari dal Comitato
creato ad hoc per gestire l’iniziativa. Assieme al gruppo
civico, hanno collaborato l’amministrazione comunale di Cassano,
la Pro loco “Laura Serra” e soprattutto la classe IV
dell’Istituto professionale di stato per i Servizi sociali
cittadino. Una manciata di giovani studentesse coinvolte con
grande attenzione e compiacimento nella realizzazione della
scenografia del paesaggio di Betlemme, dei costumi dei
protagonisti di quella “magica notte” e in tutto il resto. Nel
calderone dei collaboratori, tra gli altri, anche un gruppo di
realtà imprenditoriali, commerciali, artigiane e industriali del
Cassanese e della Sibaritide.
Il programma 2002/2003 prevede tre rappresentazioni, tutte
ospitate da piazza S. Eusebio. Si è cominciato martedì 24
dicembre con la Santa Messa della Natività e la rievocazione del
censimento che trasferì Giuseppe e Maria da Nazareth a Betlemme.
Secondo appuntamento lunedì 30 dicembre, aperto alle 17 dalla
celebrazione eucaristica del vescovo della millenaria Diocesi di
Cassano, monsignor Domenico Graziani. Alle 18.30 di rialzerà il
sipario sulla messa in scena del presepe vivente, mentre un’ora
dopo comincerà il concerto di Natale del Centro
artistico/musicale “Il setticlavio” con la partecipazione del
coro dei giovanissimi sibariti “Note colorate”. Terza a ultima
manifestazione lunedì 6 gennaio. Alle 18.30 il rituale
dell’adorazione dei Magi, con la processione del popolo di Dio
dalla parrocchia di San Giuseppe alla chiesa di S. Eusebio. Alle
22, gran finale con l’accensione di un falò. Durante tutte e due
le manifestazioni le capanne del presepe vivente ospiteranno
pure una gustosissima sagra delle tradizionali fritture
cassanesi: “i vissinieddhi”.
Domenico Marino |