bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Domenica 29  Dicembre 2002

Cassano Ionio - Il messaggio natalizio di S. E. il  vescovo, monsignor Domenico Graziani


Messaggio natalizio ricco di significati religiosi, dottrinari e umani del vescovo della millenaria Diocesi di Cassano, monsignor Domenico Graziani. Il quale si è rivolto quasi personalmente a ciascuno dei fedeli.
«La nascita di un bambino -ha scritto il presule- è come una piccola luce il cui fulgore risplende in una luce più grande, che si manifesta per gradi. La sensibilità della persona, la consapevolezza del desiderio, il coinvolgimento della vita nella sua integrità determinano l’intensità della folgorazione. C’è come una forza che ti proietta verso qualcosa che ti trascende in altezza e in profondità e ti fa collocare la nascita di “quel” bambino nel fenomeno più grande della Natività: lì sperimenti dolcezza, bontà ma anche forza, amore inverato nel sacrificio, ricchezza proveniente da uno svuotamento. Se poi hai la grazia di collegare la nascita all’atto di donazione del Dio Amore, nel bimbo, che così ti appare agli occhi, fondi la tua fiducia basilare, la capacità dell’abbandono, l’indefettibilità dell’amore, l’ardore della speranza. Ti trovi così fervidamente desideroso di cogliere la gioia e comunicarla agli altri con un invito insistente, ancora più pressante, perché traluce nel tuo volto e nella tua vita la sua verità. Oppure: il desiderio, che quasi per una sorta incredibile di “connaturalità” ti appariva come ovvio, ti diventa come un macigno che ti minaccia o ti distrugge».
Monsignor Graziani ha insistito molto sulla nascita di Cristo quale richiamo alla salvezza eterna. «Questa percezione simbolica della Natività è cammino esemplare per noi, via più immediata per cogliere il valore ed il significato della Natività di Gesù. Nel bambino di Betlemme siamo chiamati a riconoscere e adorare l’Agnello immolato. Come nel sacrificio di Isacco, il Figlio di Dio Padre onnipotente, il segno rivelatore dell’amore oltre ogni misura, che ti salva iscrivendo il tuo nome nel Libro della vita che inizia con la fondazione del mondo, che ti salva inserendoti in quella realtà, che è il mondo nelle mani di Dio, intriso di gioia ma anche di dolore innocente; nel dramma del dolore innocente ritrovi il germe e il segno dell’Amore invincibile ed eterno. Se questa possibilità non ti si apre, non puoi contemplare una natività né tantomeno la Natività di Gesù. Tutt’al più, la puoi consumare nel formalismo freddo di un rito ricorrente, nel quale comunque prevale il primato della fruizione e del consumo di quella che miseramente (per te) finisce con l’essere solo un’altra opportunità per l’io. Se invece ti lasci prendere dall’onda della grazia e ti lasci allargare il cuore, il riconoscimento del Divin Bambino ti potenzia gli occhi e l’intelligenza: ti si presenta la Nascita di Gesù come Rinascita, in Lui, primizia dei salvati, di ogni uomo, di tutto il mondo. Ti trovi sorprendentemente abilitato a gridare sui tetti la Bella Notizia: la salvezza è possibile, il Salvatore è venuto, non abbiamo da attendere nessun altro. Potremo far riferimento ai segni della storia grande e piccola accanto e dentro di noi per dire: la profondità e la forza dell’eternità si sintetizzano dolcemente e semplicemente così: Gesù è nato per noi; prostriamoci davanti a Lui e saremo salvi!»
Infine la tradizionale benedizione: «Abbiate questi sentimenti nel nome di Gesù nel quale vi benedico tutti nelle vostre famiglie».

Domenico Marino

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info












 

 

 


 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 


 

|top|

© Copyright 2002 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it