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Viaggio al centro della terra, sabato mattina, per quattro
specialisti del Gruppo speleologico del Pollino di Morano
Calabro. Si sono calati nel tombino che accede alla cavità
apertasi nei primi mesi dell’anno nel manto stradale di corso
Garibaldi. Una voragine per mesi rimasta dimenticata, con un
transennamento che ha creato problemi enormi alla circolazione
stradale. Solo negli ultimi giorni, dopo proteste a iosa, il
problema è stato affrontato seriamente e risolto in pochi
giorni. La “missione” di ieri mattina è stata voluta e
coordinata dal geologo Giuseppe Campanella, che sta seguendo la
faccenda per conto dell’amministrazione comunale. Si tratta
della seconda discesa nella cavità dopo una prima operata in
estate da Giuseppe Elia del Gruppo speleologico “Sparviere”.
Ieri mattina gli speleologi sono tornati a riveder la luce
attorno alle 13.30, dopo avere esplorato a fondo la cavità e
arrivando a una profondità massima di trenta metri. Dove
raccontano d’avere individuato un piccolo lago di acqua
sulfurea, che molto probabilmente nasconde una delle sorgenti
che alimentano le “Terme sibarite”, tra l’altro situate a due
passi dall’area. I professionisti escludono l’ipotesi di
affascinanti collegamenti con le grotte di “Sant’Angelo” e/o con
la grotta denominata “Bocca bugiarda” che si trova a un
centinaio di metri da corso Garibaldi. Pochi i segni carsici. A
parere dei quattro specialisti non ci sono pericoli per la
stabilità dell’area sovrastante, densamente urbanizzata. Hanno
chiarito che le pareti della cavità e dei cunicoli che si
trovano nel sottosuolo sono composte da massi grandi e ben
compattati tra di loro. Non è da escludere che l’origine di
questo caos di cavità, cunicoli e insenature sia stato provocato
da una frana verificatasi nei decenni passati e progressivamente
“metabolizzata” dal sottosuolo.
Sabato mattina il geologo Campanella e il responsabile del
gruppo hanno realizzato una prima, sommaria mappa del sito. Nei
prossimi giorni sarà elaborata una ricostruzione
scientificamente fedele, e sarà corredata da uno studio
altrettanto preciso. Che successivamente dovrebbe essere
sottoposto ai tecnici e agli amministratori comunali per
decidere il da farsi. Corso Garibaldi è tornato alla normalità
ma il tombino è rimasto al suo posto, pronto a riaprire
l’accesso al ventre buio di Cassano centro.
Domenico Marino |