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«Le idee e il pensiero non si possono arrestare»: parole di
libertà o più semplicemente di democrazia pronunciate nella
delegazione municipale di Lauropoli dalla giovane ricercatrice
dell’Università della Calabria, Anna Curcio, nel corso del
convegno-dibattito sul tema «La risposta alla globalizzazione
nel governo dei territori», organizzato dall’Associazione
cittadina “Nelson Mandela” e coordinato dal giornalista Antonio
Iannicelli. Una serata di riflessione e confronto alla quale
hanno partecipato il sindaco di Cosenza Eva Catizone,
l’assessore di Palazzo dei bruzi Franco Piperno, l’ex
parlamentare Giuseppe Pierino e il professore Claudio Dionesalvi;
che assieme alla Curcio è uno dei venti arrestati a metà
novembre per iniziativa della Procura di Cosenza. Dionesalvi,
tra l’altro, è docente di Lettere alla scuola Media “Troccoli”
di Lauropoli. Il giovane prof ha ringraziato gli alunni
dell’istituto, i docenti e i genitori per la solidarietà
mostratagli in occasione della vicenda. Quindi, ha parlato di
alcune iniziative del movimento “no global” per i disagiati. Su
tutte, il pranzo coi poveri al castello svevo di Cosenza e la
festa prevista per San Silvestro sotto le mura del carcere di
via Popilia. Come Anna Curcio e Franco Piperno ha criticato il
“carcere duro”. L’assessore cosentino, in particolare, ha
sostenuto che la «brutalità delle pene non serve a sconfiggere
né la mafia né altri reati». In seguito, ha dissertato sulla sua
idea di «governo del territorio» come «governo dei quartieri»,
fermando l’attenzione su analogie e differenze dell’attuale
fronte “no global” coi altri movimenti europei risalenti alla
fine degli anni Sessanta e al decennio successivo.
Eva Catizone ha raccontato con un sottilissimo filo d’ironia
l’iniziativa della Procura cosentina, parlando di
globalizzazione e movimenti alternativi e illustrando come il
suo esecutivo intende rispondere alla globalizzazione nel
governo del territorio. Ha citato vari progetti miranti alla
«democrazia partecipata» e al governo del territorio dal basso.
Ha concluso affermando che le «diversità devono essere
considerate ricchezze». All’onorevole Pierino il compito
storico-politico di chiarire il concetto di globalizzazione,
l’origine dei gruppi “no global” e i loro difficili rapporti con
la sinistra riformista. Pierino ha duramente criticato l’idea di
«guerra preventiva» degli Usa in Iraq, lodando l’opera
antimperialistica di Giovanni Paolo II.
Domenico Marino |