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Domenica 01 Dicembre 2002

Cassano –  Un memorial per non dimenticare Carmine


Per non dimenticare un amico volato in cielo troppo presto. Per non dimenticare che la mafia uccide ad occhi chiusi, senza pietà.
Cassano vista dai suoi adolescenti. È sabato. A Lauropoli le classi della scuola media restano vuote. A piedi o con mezzi di fortuna, si va tutti allo stadio “Pietro Toscano”. Si fa filone. Per ricordare Carmine Pepe, 16 anni appena, fulminato da colpi di pistola il 3 novembre scorso. Un omicidio difficile da inquadrare, maledettamente legato alla scia di sangue e morte che tormenta Cassano. Le indagini faranno luce. I giudici, si spera, emetteranno verdetti. Per il momento, in scena entrano quanti dell’innocenza e del <<martirio>> di Carmine Pepe non hanno dubbi.
Così, in una grigia mattinata, al “Pietro Toscano” si ritrovano in 200. Indossano magliette bianche con su scritto: <<Carmine resterai sempre ne
i nostri cuori>>. In tribuna, mischiati tra la folla, i parenti. La madre, Maria Milito, raccolta nel suo composto, doloroso silenzio. La sorella, Vanessa,13 anni, vivace ma malinconica. Ai cancelli una ragazza raccoglie contributi volontari: la manifestazione non gode di sostegni o patrocini. Per cui si fa appello al buon cuore dei presenti.
In 200. Assiepano le gradinate per assistere ad un incontro di calcio. Prima, però,  spazio alla memoria. Don Pietro Martucci, parroco della “Presentazione del Signore”, li guarda negli occhi. Lamenta il “momentaccio” vissuto da Cassano, quindi si rivolge ai suoi giovani. Esortandoli a farsi <<motore del possibile cambiamento>>. Vanessa alterna lacrime a ricordi. Le manca quel <<fratello amico, presente nelle difficoltà e nello sconforto, pronto a trovare la parola giusta per far nascere un sorriso>>. Gli amici aggiungono altri tasselli al mosaico, e ricostruiscono la storia, le passioni, la vita di un ragazzo che non c’è più. L’assessore municipale allo sport, Antonio Oriolo, li sprona. <<Voi – dice – siete il futuro. Facciamo in modo che la tragica fine di un vostro amico diventi momento di riflessione, e che una sfida calcistica diventi sfida per la legalità>>.
Applausi per tutti. Si entra nel vivo. In campo due squadre: sfilano gli amici di Carmine. Giocano per la stessa idea, li dividono i colori delle maglie: rossa per gli uni, bianco blu per gli altri. Palla al centro: Carlo Sivolella, arbitro part - time, fischia l’inizio. Le Furie rosse dominano. Christian Vocaturi segna una doppietta, Pierpaolo Guarino, Pierluigi Pennini e Gianluca Prota ingrassano il bottino. Dall’altra parte, gli Angeli bicolori si difendono con le marcature di Daniel Schifino e Massimiliano Lupo. Finisce 5 a 2, ma c’è gloria per tutti. Maria Milito e la figlia Vanessa ricevono abbracci e regalano medaglie e targhe. Nessuno gli potrà mai restituire un tesoro rubato, ma almeno non saranno mai sole. Per ricordare Carmine gli basterà scrutare gli occhi di uno di questi ragazzini che all’ora di pranzo tornano a casa com’erano venuti, a piedi o in autostop. Sperando in un futuro qualsiasi, ma comunque diverso.

Gianpaolo Iacobini

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