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Per non dimenticare un amico volato in cielo troppo presto. Per
non dimenticare che la mafia uccide ad occhi chiusi, senza
pietà.
Cassano vista dai suoi adolescenti. È sabato. A Lauropoli le
classi della scuola media restano vuote. A piedi o con mezzi di
fortuna, si va tutti allo stadio “Pietro Toscano”. Si fa filone.
Per ricordare Carmine Pepe, 16 anni appena, fulminato da colpi
di pistola il 3 novembre scorso. Un omicidio difficile da
inquadrare, maledettamente legato alla scia di sangue e morte
che tormenta Cassano. Le indagini faranno luce. I giudici, si
spera, emetteranno verdetti. Per il momento, in scena entrano
quanti dell’innocenza e del <<martirio>> di Carmine Pepe non
hanno dubbi.
Così, in una grigia mattinata, al “Pietro Toscano” si ritrovano
in 200. Indossano magliette bianche con su scritto: <<Carmine
resterai sempre nei
nostri cuori>>. In tribuna, mischiati tra la folla, i parenti.
La madre, Maria
Milito, raccolta nel suo composto, doloroso silenzio. La
sorella, Vanessa,13 anni, vivace ma malinconica. Ai cancelli una
ragazza raccoglie contributi volontari: la manifestazione non
gode di sostegni o patrocini. Per cui si fa appello al buon
cuore dei presenti.
In 200. Assiepano le gradinate per assistere ad un incontro di
calcio. Prima, però, spazio alla memoria. Don Pietro Martucci,
parroco della “Presentazione del Signore”, li guarda negli
occhi. Lamenta il “momentaccio” vissuto da Cassano, quindi si
rivolge ai suoi giovani. Esortandoli a farsi <<motore del
possibile cambiamento>>. Vanessa alterna lacrime a ricordi. Le
manca quel <<fratello amico, presente nelle difficoltà e nello
sconforto, pronto a trovare la parola giusta per far nascere un
sorriso>>. Gli amici aggiungono altri tasselli al mosaico, e
ricostruiscono la storia, le passioni, la vita di un ragazzo che
non c’è più. L’assessore municipale allo sport, Antonio Oriolo,
li sprona. <<Voi – dice – siete il futuro. Facciamo in modo che
la tragica fine di un vostro amico diventi momento di
riflessione, e che una sfida calcistica diventi sfida per la
legalità>>.
Applausi per tutti. Si entra nel vivo. In campo due squadre:
sfilano gli amici di Carmine. Giocano per la stessa idea, li
dividono i colori delle maglie: rossa per gli uni, bianco blu
per gli altri. Palla al centro: Carlo Sivolella, arbitro part -
time, fischia l’inizio. Le Furie rosse dominano. Christian
Vocaturi segna una doppietta, Pierpaolo Guarino, Pierluigi
Pennini e Gianluca Prota ingrassano il bottino. Dall’altra
parte, gli Angeli bicolori si difendono con le marcature di
Daniel Schifino e Massimiliano Lupo. Finisce 5 a 2, ma c’è
gloria per tutti. Maria Milito e la figlia Vanessa ricevono
abbracci e regalano medaglie e targhe. Nessuno gli potrà mai
restituire un tesoro rubato, ma almeno non saranno mai sole. Per
ricordare Carmine gli basterà scrutare gli occhi di uno di
questi ragazzini che all’ora di pranzo tornano a casa com’erano
venuti, a piedi o in autostop. Sperando in un futuro qualsiasi,
ma comunque diverso.
Gianpaolo Iacobini |