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Venerdì 6 Dicembre 2002

Cassano –  Centrale? Una partita ancora aperta


Uno spettro s’aggira per la Piana: ancora aperta la partita sulla centrale termoelettrica Ansaldo. Palazzo di città ha cambiato idea, ma l’Ansaldo afferma di non saperne niente.
Proprio così: l’iter burocratico relativo alla costruzione di una centrale termoelettrica a metano tra le campagne di Doria è ancora in corso. A fermarlo non è bastato, né poteva, il simbolico ordine del giorno approvato il 21 ottobre 2002 dalla maggioranza di centrodestra in consiglio comunale. Né, tantomeno, le esternazioni a mezzo stampa del sindaco Roberto Senise. Né, ancora, quelle della parlamentare Angela Napoli, che da membro della Commissione Antimafia aveva denunciato gli interessi illeciti che, a suo dire ed in linea di principio, <<si agiterebbero dietro le centrali>>.
Come a dire: si fanno i conti senza l’oste. E l’oste, in questo caso l’Ansaldo, puntualizza la propria posizione. La notizia la regala un’agenzia di stampa: a parlare è Francesco “Chicco” Tagliaferri, l’ingegnere ambientalista votato alla causa dell’energia pulita, delegato dal colosso europeo a seguire le peripezie dell’impianto doriano. Nessun cenno, questione di stile, viene fatto ai commenti del primo cittadino, appresi dai giornali. L’unica battuta viene spesa per raddrizzare il tiro delle dichiarazioni targate Angela Napoli. <<Non credo – ribatte Tagliaferri – che le organizzazioni malavitose possano trovare grande interesse in affari dal basso profitto come le centrali termoelettriche. Che mediamente hanno una redditività del 15%>>.
Per il resto, in casa Ansaldo ci si limita a sottolineare i fatti, o meglio, il fatto: il famoso ordine del giorno. Quello con il quale la maggioranza si limitava a negare agli imprenditori dell’energia il sito di Doria, lasciando le porte aperte ad altre, eventuali soluzioni. <<Abbiamo preso atto dell’odg approvato in consiglio – racconta Tagliaferri – e stiamo valutando il caso. Perché se è vero che è nostra intenzione realizzare la centrale nel territorio comunale di Cassano, è altrettanto vero che rispettiamo pienamente la volontà degli enti e delle popolazioni locali. Non abbiamo problemi ad ammettere che qualora il no fosse esteso dal sito indicato inizialmente a tutto il comune, allora potremmo abbandonare definitivamente l’ipotesi Cassano>>. Pure perché, è la precisazione, <<il parere del Comune non ha mero valore consultivo, ma conserva una sua forza. Anche dopo l’entrata in vigore del cosiddetto decreto sbloccacentrali>>.
Sarà, ma intanto resta il paradosso di un Municipio che prima offre massima disponibilità, poi ci ripensa, ma solo a metà. Risultato: la procedura per la concessione dell’autorizzazione unica, avviata a livello ministeriale romano, è tuttora in corso. Leggermente frenata dalla contorsioni politiche cassanesi, ma comunque in moto. <<Finora – aggiunge il dirigente dell’Ansaldo – non abbiamo valutato l’ipotesi di un possibile trasferimento dell’ipotizzata centrale in altra sede, perché non è stato necessario. Lo faremo, eventualmente, se e quando ci verranno proposte altre soluzioni. Compreso un sito in diverso territorio comunale. A quel punto opereremo uno studio approfondito, analizzando attentamente il rapporto tra costi e benefici, e ci determineremo di conseguenza>>.
Fin qui l’Ansaldo. La questione “centrale” sbarcherà probabilmente in consiglio nelle prossime settimane. Due mesi dopo l’approvazione di un odg pilatesco e strabico.

Gianpaolo Iacobini

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