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Don
Oreste Benzi in Diocesi per un’intensa giornata di “lavoro”.
Venerdì il prete, fondatore e leader nazionale della Comunità
“Papa Giovanni XXIII”, è stato ospite della millenaria Diocesi
cassanese e della Casa famiglia che opera da anni in città,
animata dalla vocazione di Ilaria e Mauro Aluigi: una giovane
coppia ligure che ha scelto di vivere nelle fila della “Papa
Giovanni XXIII” la propria consacrazione di coppia. Fitto il
carnet dell’appuntamento, cominciato di buon mattino con il
tradizionale momento di preghiera dinanzi l’Ospedale di
Castrovillari. Un’iniziativa che si ripete ogni venerdì, sempre
alle 7.45, con l’intenzione di lanciare un segnale di risposta
alle cifre preoccupanti provenienti dal nosocomio e riguardanti
i casi d’aborto: nel 2001 270 Interruzioni volontarie di
gravidanza a fronte di 550 nati vivi; l’anno precedente 261 Ivg
e 576 nati vivi.
Concluso il momento di raccoglimento nel piazzale della
struttura sanitaria, che ha riunito un folto gruppo di fedeli,
cittadini e semplici curiosi, la carovana guidata da don Oreste
e dal vescovo monsignor Domenico Graziani ha fatto un breve
salto al Sert prima di raggiungere la Casa circondariale
castrovillarese per incontrare le donne recluse nella sezione
femminile. Un confronto aperto, semplice eppure carico
d’affettuosità, al quale ha partecipato anche il direttore del
penitenziario, Fedele Rizzo. Alle detenute il sacerdote ha
parlato con la solita franchezza e amabilità, ribadendo che il
«valore di un uomo non risiede in quanto fa o ha fatto in
passato ma in quanto è un essere umano». La visita al carcere ha
rappresentato anche il primo approccio di un rapporto bilaterale
che col passare tempo può assumere caratteri più intensi e
significativi. È stato affrontata la possibilità di una
collaborazione stretta tra la casa circondariale e la Casa
famiglia. Il direttore Rizzo, tra l’altro, ha sottolineato di
credere molto agli eventuali benefici di un riavvicinamento
graduale delle detenute al mondo esterno negli ultimi momenti di
prigionia. Quasi un percorso di rieducazione alla vita libera,
per il quale l’aiuto della “Papa Giovanni XXIII” potrebbe essere
molto importante.
Il volto “ufficiale” della visita di don Benzi ha vissuto un
altro momento molto significativo nel pomeriggio. Quando nel
Duomo di Cassano monsignor Domenico Graziani ha officiato la
solenne celebrazione eucaristica durante la quale Mauro e Ilaria
hanno professato i voti triennali d’obbedienza, povertà e
castità coniugale, significando la loro scelta vocazionale nella
consacrazione all’interno della “Papa Giovanni XXIII”. Al
venerdì “speciale” assieme a don Oreste non sono mancati il
responsabile calabrese della “Papa Giovanni XXIII”, Domenico
Barresi; e il responsabile della Zona di Acireale, Marco Lovato.
La visita di don Benzi e questa intensa giornata ha
rappresentato anche una “risposta” all’atto intimidatorio di cui
la “Casa famiglia” cittadina è rimasta vittima a fine maggio.
Quando un pneumatico imbevuto di liquido infiammabile ha
danneggiato il portone d’ingresso. Mauro e Ilaria hanno reagire
con la preghiera, la solidarietà e l’impegno di fede. Un
messaggio di pace e speranza più forte, utile e necessario di
qualsiasi parola. Sicuramente!!!
Giornalista
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