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«La Provincia della Sibaritide e del Pollino più che
un’aspirazione è un’esigenza vitale per una popolazione di oltre
duecentomila cittadini, che abitano un territorio vasto ma
storicamente e culturalmente omogeneo, e che vedono nel
decentramento amministrativo la strada più naturale per
raggiungere un effettivo decollo economico, sociale e culturale;
il mezzo più idoneo per avvicinare il cittadino alle
istituzioni»: parla il dirigente cittadino e provinciale dello
Sdi, Gianni Papasso. Anche lui, dopo il presidente del Comitato
popolare “Sibari Provincia” di Sibari (Anthony Gioia) e il
sindaco di Corigliano (Giovanbattista Genova) risponde alle
affermazioni del presidente della Provincia cosentina (Antonio
Acri) e del sindaco di Cosenza (Eva Catizone), che nei giorni
scorsi hanno manifestato una posizione fin troppo critica nei
confronti del sogno Provincia coltivato da anni da Sibaritide e
Pollino.
Gianni Papasso non nasconde di «non avere apprezzato»
l’affermazione con cui Acri ha definito l’iniziativa pro
Sibari-Provincia «velleitarismo senza costrutto» e «non ritiene
giusto» che il sindaco di Cosenza si opponga al decentramento.
Il dirigente socialista mette l’accento sull’estensione
elefantiaca dell’attuale territorio provinciale di Cosenza e
aggiunge che «i nuovi compiti che la legge assegna alle Province
e i nuovi ambiti d’intervento, mirano a promuovere cambiamenti
essenziali attraverso un’adeguata programmazione dello sviluppo,
che a Sibari non può essere negato ancora una volta. Del resto,
l’esigenza collettiva è stata manifestata attraverso le
deliberazioni di oltre trenta consigli comunali, che non possono
essere vanificati né dal presidente dell’amministrazione
provinciale, né dal sindaco di Cosenza».
Papasso snocciola tutta una serie di speranza tradite, sogni
irrealizzati e chances perdute per la Sibaritide-Pollino:
dall’industrializzazione mancata all’agricoltura in ritardo,
dagli scavi archeologici della mitica Sybaris al Porto di
Sibari, dalla linea ferroviaria ionica alla Statale 106 ionica.
«Se il presidente Acri e il sindaco Catizone vogliano dare il
loro contributo, perché non aiutano a fare decollare il progetto
dell’aeroporto di Sibari, che ha subito una battuta d’arresto
nonostante siano tutti consapevoli della grande importanza che
tale infrastruttura potrebbe avere soprattutto per l’indotto
turistico?» Oltreché a sostegno del prooporto, l’ex
amministratore cassanese sollecita un aiuto di Provincia e
Comune cosentini per l’istituzione a Sibari di una Facoltà di
Archeologia, «considerata l’esigenza di un salto di qualità
anche dal punto di vista culturale».
Domenico Marino |