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Cassano
s’avvicina alla Piana: la Provincia presenta il progetto per il
nuovo tracciato della Lauropoli – Sibari. I cantieri apriranno
nei primi mesi del 2003.
Dalle parole ai fatti: la giunta Acri capitalizza anni di
attese, traducendoli in realtà. Incrinando la barriera
dell’isolamento che da sempre cinge d’assedio la città.
L’occasione per cambiar rotta la fornisce la provinciale
Lauropoli – Sibari. Un budello di curve strette e pericolose che
uniscono le colline cassanesi e la costa ionica. Pochi
chilometri di asfalto sdrucciolevole e viscido, soprattutto
d’inverno, percorribili in una quindicina di minuti. Per anni la
Provincia si è limitata, per forza di cose e di bilanci, a
garantirne almeno la manutenzione. Adesso però si cambia. Via i
vecchi tornanti. Al loro posto una bretella dritta e finalmente
sicura, che accorcerà, e di molto, anche i tempi di percorrenza.
Un’opera da 870.000 euro, da realizzare nel giro di tre anni,
seguendo l’andamento della vecchia strada comunale di “Buffaloria”.
Per illustrare motivazioni e dettagli tecnici di una scelta
comunque importante, la giunta Acri spedisce a Cassano ben tre
assessori: Luciano Manfrinato, delegato alle attività
produttive, Roberto Perrotta, titolare della delega alla
viabilità, e la padrona di casa Rosina Console, assessore ai
trasporti e madrina dell’iniziativa. A loro si aggiunge il
consigliere provinciale del Cdu Vincenzo Taverna: esponente
dell’opposizione, ma sostenitore dell’iniziativa. Il suo partito
del resto, nei mesi scorsi, fu tra i primi a spingere per la
nuova strada. E adesso, insieme agli altri protagonisti,
raccoglie i frutti della mobilitazione.
Nell’anfiteatro delle Terme Sibarite, i tre assessori incontrano
la città: presente l’arco costituzionale politico, da
Rifondazione al Movimento Monarchico, ma anche i sindacati, la
Chiesa, i commercianti, l’amministrazione civica. Rappresentata
dal vice sindaco Tonino Di Cicco e dal neo assessore Irene
Garofalo.
Rosina Console, nelle vesti di padrona di casa, si da un gran da
fare per coordinare e moderare il confronto. Poi, progetti alla
mano, si comincia. <<Nei mesi scorsi – racconta Perrotta –
abbiamo effettuato un primo sopralluogo, verificando la
possibilità di realizzare un tracciato alternativo. Ora abbiamo
dato vita ad un progetto preliminare. Stanzieremo 870.000 in tre
anni, e contiamo di avviare i lavori nel giro di un anno>>. Un
investimento ingente, per far spuntare dal nulla, su terreni
incolti, un rettilineo lungo 1460 metri, e una carreggiata di 10
metri, divisa in due corsie, ad accogliere il traffico
veicolare.
L’uditorio si schiera compatto: Cgil, Cisl, Uil, Confcommercio,
Ds, Cdu dicono sì. Le sole perplessità le manifesta l’esecutivo
civico. <<Su questo progetto – dichiara Di Cicco – abbiamo
qualche perplessità. Nutriamo serie incertezze sulla copertura
finanziaria, e ci chiediamo se non fosse meglio pensare,
piuttosto, ad eliminare i tornanti esistenti lasciando immutato
il tracciato>>.
Dubbi isolati, che la Provincia comunque valuterà, in ossequio,
dice Perrotta, <<al principio della concertazione>>. Per cui,
nei prossimi giorni, i due enti si rivedranno per definire la
questione, ma il dado pare ormai tratto: la città dice sì. A
gran voce.
Gianpaolo Iacobini |