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Via libera romano all’aeroporto di Sibari! E’ scattato ieri
mattina a Palazzo Chigi al termine di un faccia a faccia tra il
presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il
governatore della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti. Assieme a
loro anche il ministro dei Lavori pubblici, Pietro Lunari;
l’assessore regionale ai LL.PP., Aurelio Misiti, e uno stuolo
d’altri esponenti istituzionali e di tecnici nazionali e
regionali.
Il “lasciapassare” per lo scalo di terzo livello da realizzare
nel cuore pulsante della Sibaritide è stato deciso assieme a
tutta una serie d’altre opere d’interesse nazionale anche se
dovranno essere realizzate sul territorio calabrese:
dall’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, alla nuova Statale 106
ionica a tutta una serie d’acquedotti a molto altro ancora.
L’accordo siglato ieri mattina è solo un primo passo per la
concretizzazione dell’aviosuperficie sibarita come delle altre
opere in scaletta: una sorta d’intesa politica alla quale dovrà
seguire la fase operativa. Nelle prossime settimane la faccenda
dovrebbe finire all’ordine del giorno d’un nuovo incontro
Stato-Regione. L’ennesimo faccia a faccia dovrebbe servire per
lanciare la realizzazione, mettendo su carta i progetti e
lanciando gli ultimi passi necessari per trasformare il sogno in
realtà. I cantieri dovrebbero cominciare a “respirare” già prima
della fine dell’anno: lo ha detto il ministro Lunardi.
La notizia del via libera di Palazzo Chigi ha riempito di
soddisfazione e speranza il Municipio cassanese. Appresa la
notizia a seguito di un colloquio telefonico avuto in tarda
mattinata col presidente Chiaravalloti, il sindaco Roberto
Senise ha subito rilasciato una dichiarazione “frizzante”
all’Ufficio stampa comunale. “E’ giunto il tempo -ha affermato
il primo cittadino- che questo nostro territorio ricco di
storia, cultura e di un paesaggio straordinario decolli per
svilupparsi come merita. Le potenzialità e le risorse ci sono
tutte affinché vesta i panni di forza motrice non solo a livello
locale ma in un’ottica largamente calabrese. L’aeroporto di
Sibari non dovrà essere visto in un ambito localistico ma dovrà
trasformarsi nel biglietto da visita dell’intera provincia di
Cosenza, della Sibaritide, del Pollino e della stessa Basilicata
che è ferma lì a due passi da noi”.
A parere di Roberto Senise lo scalo aereo di Sibari è una grande
infrastruttura che contribuirà a cambiare le nostre abitudini e
i nostri stili di vita, proiettandoci in una dimensione nuova.
“Ci farà uscire -conclude l’amministratore- dall’isolamento in
cui siano stati colpevolmente abbandonati per decenni. Oltreché
una rivoluzione culturale provocherà uno stravolgimento
economico e sociale. L’aviosuperficie di Sibari sarà la chiave
dello sviluppo del nostro territorio come dell’intera Calabria”.
Il sogno aeroporto, dunque, sembra davvero entrato nel tunnel
finale. Quello che dovrebbe farlo sbucare nella realtà. Il via
libera romano era un passo cruciale per stringere i tempi e
riuscire a incassare il gruzzolo di miliardi (una quarantina,
cosa più cosa meno) che Stato e Regione hanno da tempo lasciato
a disposizione dell’opera. A questo punto non rimane che mettere
in piedi la più volte citata società mista pubblico/privato
necessaria per intascare i finanziamenti e far partire i lavori.
L’aeroporto di Sibari dovrebbe nascere in località “Olmo torto”
del comune di Cassano ma a un tiro di schioppo dal confine con
Corigliano: su un’area di settanta ettari sistemata poco lontana
dal centro abitato di Doria, di fianco alla Statale 534 che lega
l’A3 con la 106 ionica. Avrà una sola pista lunga un paio di
chilometri, sulla quale si spera possano decollare i sogni
cinquantennali di questa splendida pianura immortalata nella
leggenda dai fasti magnogreci di Sybaris.
Domenico Marino |