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Sabato 25 Maggio 2002

Cassano ionio - Riflessione antimafia a Lauropoli nel decennale della strage di Capaci.

 – “L’esistenza della ‘Ndrangheta è strettamente connessa alla mancanza di lavoro e alla crisi delle istituzioni. Il malaffare sta sempre più affinandosi e trasformandosi in vera e propria Spa, che dispone di grandi disponibilità economiche e pesca molto tra le messe dei disoccupati”: pensieri e parole del rappresentante nazionale dell’Unione Giuristi cattolici, Rosario Chiriano, che giovedì sera, a Lauropoli, ha partecipato a un convegno sul ruolo delle istituzioni statali e religiose nella diffusione della cultura della legalità e nel contrasto alla delinquenza.
Un appuntamento organizzato dalla Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Cassano nel decennale della strage di Capaci. Assieme al giurista hanno partecipato alla serata il preside della Facoltà di Sociologia dell’Università della Calabria, Piero Fantozzi; l’avvocato Roberto Flavo, il vicario generale della diocesi cassanese, mons. Carmine Scaravaglione; e il preside dei Licei cittadini, Aldo Viola.
“La Chiesa -ha ripreso Chiariaco- sente il dovere d’essere richiamo e testimonianza di legalità, e non nega che il malaffare ci riguarda come male insito nella realtà sociale. Siamo tutti colpevoli di un simile stato delle cose”. Questo concetto della colpevolezza diffusa è stato ripreso dal professore Fantozzi, che ha sottolineato il bisogno di sentirci tutti responsabili e quindi impegnati a cambiare le cose. “Uno dei punti di forza della criminalità -ha aggiunto- è la contiguità tra il lecito e l’illecito. Per resistere alla pressione mafiosa, sarebbe utile segnar in maniera netta questo confine sottile ma cruciale”.
Monsignor Scaravaglione ha messo l’accento sull’elefantiaca massa legislativa italiana, che spesso è più causa di disagi che di vantaggi, lanciando il motto incisivo “Meno leggi, più legge”. In seconda battuta, il sacerdote ha affermato che tutti gli enti sociali devono rimboccarsi le maniche, cominciando a lavorare. Incentrando il discorso sulla realtà cassanese, il vicario ha citato l’arrivo di Giuseppe Cirillo nella Sibaritide quale avvio di un inarrestabile calo verticale, che ha strozzato in territorio nella morsa della malavita. Ed ha concluso con importante accenno alle migliaia di tonnellate di rifiuti tossici scaricate illecitamente nella Piana di Sibari e ora anche nel Castrovillarese. L’avvocato Roberto Falvo ha lanciato un categorico richiamo alla legalità, precisando che la lotta al malaffare passa dai piccoli gesti quotidiani, da una buona amministrazione della Cosa pubblica, dallo sviluppo.

Domenico Marino

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