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Venerdì 3 Maggio 2002

Cassano – Monsignor Graziani condanna la criminalità” – Impegno della Chiesa: sconfiggere la violenza coltivando lo sviluppo sostenibile


Sconfiggere la violenza coltivando lo sviluppo sostenibile: la Chiesa cassanese condanna la follia omicida e tratteggia un futuro finalmente diverso per l’Alto Ionio.
Monsignor Domenico Graziani è il Vescovo di una Diocesi avvinta dalla piovra mafiosa. Tra la Sibaritide e il Pollino, da venti anni ormai, i fatti di sangue sono cronaca ricorrente, come del resto le storie di prostituzione, droga, illegalità diffusa. Anime ribelli di una società inquieta, che si agita su uno sfondo istituzionale diviso e traballante.
Il recente evento delittuoso, l’assassinio dell’imprenditore edile Gaetano Guzzo, è solo l’ultimo grano di un lunghissimo rosario di morti. Eventi tra loro diversi per moventi e modalità, ma tutti uniti dal sottile filo nero del terrore. Acuito, in questo caso, dalla violazione di un luogo simbolo, piazza delle Libertà, a Lauropoli. Ai piedi della scalinata della chiesa “Sacri Cuori”, a pochi metri dall’oratorio dei fanciulli del quartiere. Nel cuore di rione Capolanza, dove nel maggio 2001 proprio la parrocchia dei “Sacri Cuori”, in collaborazione con il mondo del volontariato locale e l’associazione “Libera” tenne a battesimo la fragile rete antimafia cassanese.
Adesso, pochi giorni dopo quei cinque colpi esplosi da una calibro 7.65, arrivano le parole del Vescovo. Pacate ma ferme. Tese alla naturale condanna di un vile gesto, ma piene di speranza e foriere di un messaggio di pace. Indirizzato, in particolare, alle giovani generazioni. <<Mentre esprimiamo la nostra amarezza ed il nostro sgomento di fronte al fatto criminoso di domenica scorsa – dice don Graziani, originario di Calopezzati e pertanto profondo conoscitore della Sibaritide – riconfermiamo che la violenza, contro - potere dei disperati, non risolve alcun problema, pregiudicando anzi la capacità stessa di individuare e sciogliere i nodi esistenti>>.
Da morte e distruzione, ammonisce il Vescovo, non germoglieranno mai buoni frutti. E nel tentativo di traghettare la Calabria citeriore verso una nuova cultura di vita, il pastore della Diocesi invita la Chiesa e i suoi figli a mobilitarsi. <<Affinché la memoria dell’ucciso e di tutti gli uccisi della nostra terra – aggiunge Monsignor Graziani – resti comunque in benedizione della luce di Cristo, unico signore della Storia, sottolineiamo che già da oggi ci stiamo occupando, con stringente rigore metodologico, di sviluppo sostenibile, di uno sviluppo cioè che risponda ai bisogni dell’oggi senza compromettere la risposta ai bisogni di domani, e che non macchi in nessun modo la terra che è di Dio, come ogni vita>>.
Pochi concetti, chiari e lineari, per voltar pagina. Opponendo allo strapotere della violenza un modello di sviluppo inedito, fondato su valori e principi etici innovativi, rafforzato dall’attivismo della Diocesi di Cassano.
Per centrare l’obiettivo e tradurre in concretezza quello che per il momento è solo un desiderio, peraltro condiviso e sostenuto dalle organizzazioni del volontariato cassanese e dal crescente impegno dell’universo giovanile, Monsignor Graziani ha invitato in città Giuliana Martirani, docente di geografia dello sviluppo presso l’università napoletana “Federico II”, autrice di diversi saggi su pace e cooperazione, collaboratrice dell’Onu e della UE. Chiamata a progettare, insieme alle intelligenze calabresi, lo sviluppo sostenibile e non violento di un lembo di Calabria in cerca di riscatto.

Gianpaolo Iacobini

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