bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 







 

Venerdì 17 Maggio 2002

Cassano – Quale futuro per la Madonna della Catena – Parla Aldo Jacobini, portavoce del comitato organizzatore


Qualcuno salvi la “Madonna della Catena” dall’abbandono e dall’isolamento.
Pochi giorni dopo la conclusione dei tradizionali festeggiamenti religiosi, il Santuario della Madonna della Catena torna ad occupare le cronache: tanti i fedeli che, come ogni anno, hanno invaso la valle dell’Eiano in segno di devozione, sfidando, ancora una volta, deficienze strutturali e logistiche sempre più gravi.
Una situazione allarmante, denunciata ora da Aldo Jacobini, portavoce del comitato organizzatore delle manifestazioni legate ad un culto, quello della “Madonna della Catena”, molto sentito a Cassano e dintorni.
Sul banco degli imputati finiscono la provinciale che collega Cassano e Civita, unica via di accesso al santuario, e le carenze logistiche di un’area affollata, nella settimana delle celebrazioni, da migliaia di fedeli. Censure motivate, sottoposte all’attenzione di Roberto Senise. Sindaco della città, ma pure consigliere provinciale.
<<Il nostro comitato – precisa Jacobini – facendo riferimento a precedenti sollecitazioni, chiede di prendere in seria considerazione la richiesta di rendere sicura e funzionale la strada di collegamento tra Cassano, il Santuario e Civita, causa di incidenti anche mortali, nonché obsoleta e inadatta alla circolazione stradale>>.
I fatti, all’evidenza, confermano l’impietosa analisi: la provinciale che unisce Cassano a Civita, attraverso la vallata dell’Eiano, altro non è che il tracciato delle vecchie ferrovie calabro – lucane. Una lingua d’asfalto infida e tortuosa, lunga non più di sei chilometri e larga tre metri. Un sentiero a senso unico, privo di aree di sosta e di segnaletica orizzontale e verticale. Separato dalla sottostante vallata da qualche ciuffo d’erba e da un burrone ripido e scosceso.
<<Tale strada – riprende Jacobini – non è affatto rispondente alle esigenze di sviluppo che si dovrebbero realizzare attorno al Santuario,  divenuto il gioiello della Diocesi grazie al pregevole attivismo dell’abate Giacinto Bruno,  e tuttavia tagliato fuori dal flusso dei pellegrinaggi per l’impossibilità di accedervi con tranquillità>>.
Un quadro poco confortante, oscurato da altre ombre: parcheggi assenti, servizi inesistenti, investimenti zero. Alla faccia delle Grotte di Sant’Angelo, appena riaperte, e dello sbarco a Sibari dei tour operators canadesi: il turismo stenta a decollare. <<In tale contesto – aggiunge il portavoce del comitato – si dovrebbe tener conto dell’assetto logistico e della ristrutturazione dell’area circostante il ponte sul fiume Eiano, per la creazione di servizi attrezzati e di parcheggi, prevenendo altresì eventuali manovre di privati che tendono ad allargarsi a danno degli spazi pubblici>>.
Il comitato, viene sottolineato, non chiede miracoli: la povertà delle casse municipali, è ormai cosa nota. Sarebbe però gradito almeno un pizzico di buona volontà. <<Alle evidenziate esigenze – chiosa Jacobini – potrebbe provvedere la regione Calabria, competente per l’intervento, purchè adeguatamente stimolata dal Municipio>>.
Le strade del Signore sono infinite. Quelle che portano al Santuario della Madonna della Catena, purtroppo, sono finite da un pezzo. E pure male.

Gianpaolo Iacobini

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info












 

 

 


 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

 

|top|

© Copyright 2002 Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it