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Qualcuno
salvi la “Madonna della Catena” dall’abbandono e
dall’isolamento.
Pochi giorni dopo la conclusione dei tradizionali festeggiamenti
religiosi, il Santuario della Madonna della Catena torna ad
occupare le cronache: tanti i fedeli che, come ogni anno, hanno
invaso la valle dell’Eiano in segno di devozione, sfidando,
ancora una volta, deficienze strutturali e logistiche sempre più
gravi.
Una situazione allarmante, denunciata ora da Aldo Jacobini,
portavoce del comitato organizzatore delle manifestazioni legate
ad un culto, quello della “Madonna della Catena”, molto sentito
a Cassano e dintorni.
Sul banco degli imputati finiscono la provinciale che collega
Cassano e Civita, unica via di accesso al santuario, e le
carenze logistiche di un’area affollata, nella settimana delle
celebrazioni, da migliaia di fedeli. Censure motivate,
sottoposte all’attenzione di Roberto Senise. Sindaco della
città, ma pure consigliere provinciale.
<<Il nostro comitato – precisa Jacobini – facendo riferimento a
precedenti sollecitazioni, chiede di prendere in seria
considerazione la richiesta di rendere sicura e funzionale la
strada di collegamento tra Cassano, il Santuario e Civita, causa
di incidenti anche mortali, nonché obsoleta e inadatta alla
circolazione stradale>>.
I fatti, all’evidenza, confermano l’impietosa analisi: la
provinciale che unisce Cassano a Civita, attraverso la vallata
dell’Eiano, altro non è che il tracciato delle vecchie ferrovie
calabro – lucane. Una lingua d’asfalto infida e tortuosa, lunga
non più di sei chilometri e larga tre metri. Un sentiero a senso
unico, privo di aree di sosta e di segnaletica orizzontale e
verticale. Separato dalla sottostante vallata da qualche ciuffo
d’erba e da un burrone ripido e scosceso.
<<Tale strada – riprende Jacobini – non è affatto rispondente
alle esigenze di sviluppo che si dovrebbero realizzare attorno
al Santuario, divenuto il gioiello della Diocesi grazie al
pregevole attivismo dell’abate Giacinto Bruno, e tuttavia
tagliato fuori dal flusso dei pellegrinaggi per l’impossibilità
di accedervi con tranquillità>>.
Un quadro poco confortante, oscurato da altre ombre: parcheggi
assenti, servizi inesistenti, investimenti zero. Alla faccia
delle Grotte di Sant’Angelo, appena riaperte, e dello sbarco a
Sibari dei tour operators canadesi: il turismo stenta a
decollare. <<In tale contesto – aggiunge il portavoce del
comitato – si dovrebbe tener conto dell’assetto logistico e
della ristrutturazione dell’area circostante il ponte sul fiume
Eiano, per la creazione di servizi attrezzati e di parcheggi,
prevenendo altresì eventuali manovre di privati che tendono ad
allargarsi a danno degli spazi pubblici>>.
Il comitato, viene sottolineato, non chiede miracoli: la povertà
delle casse municipali, è ormai cosa nota. Sarebbe però gradito
almeno un pizzico di buona volontà. <<Alle evidenziate esigenze
– chiosa Jacobini – potrebbe provvedere la regione Calabria,
competente per l’intervento, purchè adeguatamente stimolata dal
Municipio>>.
Le strade del Signore sono infinite. Quelle che portano al
Santuario della Madonna della Catena, purtroppo, sono finite da
un pezzo. E pure male.
Gianpaolo Iacobini |