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Domenica 26 Maggio 2002

Cassano Ionio - Tavola Rotonda su Mafia e Legalità 

“ Il punto nodale del problema mafioso è legato alla debolezza dei sistemi di regolazione. Quella dell’ordinamento economico, in particolare e poi anche sociale e della politica. In tale contesto,uno dei punti determinanti per la crescita del fenomeno mafioso è la contiguità di ciò che appare con ciò che è illegale”. Lo ha affermato il professore Piero Fantozzi, preside della Facoltà di Sociologia dell’Università della Calabria, durante i lavori del convegno su : Il ruolo delle istituzioni locali civili,scolastiche e religiose,nel contrasto e nella prevenzione della delinquenza mafiosa e nella diffusione della cultura della legalità ,promosso e organizzato dalla Sezione Justitia e Pax della Diocesi di Cassano Ionio.
L’appuntamento è servito anche a  ricordare e riflettere sulla strage di Capaci che provocò la morte del giudice Giovanni Falcone,della moglie Francesca Morbillo e degli uomini della scorta,che insieme a Paolo Borsellino,giustiziato dalla piovra pochi mesi dopo di Via D’Amelio sono negli ultimi dieci anni, da quel tragico 23 maggio 1992,ma in verità lo erano anche prima, indicati come  simboli e riferimenti importanti nella lotta alla mafia.
I lavori sono stati seguiti da una platea non tanto numerosa, ma attenta e  qualificata. Nell’intervento introduttivo l’avvocato Roberto Falvo, profondo conoscitore del fenomeno a livello locale e comprensoriale, nella sua circostanziata relazione ha sottolineato importanti elementi del fenomeno. Il noto penalista cassanese,dopo aver richiamato alcuni aspetti generali sul concetto di mafia, evidenziando come il sistema mafia si riconosce e si orienti inevitabilmente verso le istituzioni e che proprio in tale legame di connivenze trova la sua riproduzione,ha offerto un quadro dettagliato in merito alla costruzione sul territorio dei fenomeni criminali,con  riferimenti specifici anche all’- esperienza cassanese e della sibaritide. L’avvocato Falvo facendo spesso riferimento agli atti processuali che hanno portato alla luce le attività criminose messe in atto, ha raccontato la storia del locale di Sibari, istituito e coordinato dal boss campano Giuseppe Cirillo, insediatosi nel comprensorio con iniziative imprenditoriali di copertura nel 1968.  
La riflessione a più voci autorevoli e qualificate,è proseguita con  l’apporto dell’on. Rosario Chiriano, per il quale l’argomento in discussione è una tematica che affascina e che preoccupa. E’ una realtà da affrontare, approfondire e superare perché la Calabria si riporti al passo con lo sviluppo economico,sociale e culturale. Per Chiriano è necessario recuperare l’etica educativa della famiglia,della scuola,dei mass media e dello Stato e della Chiesa. A tale riguardo, l’uomo di legge ha offerto vari elementi di riflessione;ha ricordato la validità della dottrina sociale della chiesa; ha proposto il pensiero di figure importanti come Don Italo Calabrò, che hanno indicato sentieri e percorsi di rinascita di questa nostra terra di Calabria.
Il professore Aldo Viola,preside dei Licei “R.L. Satriani” di Cassano,a sua volta, si è soffermato sul rapporto tra scuola , legalità e giustizia. Secondo il prof. Viola, esiste una  discrasia evidente tra giustizia e legalità. E’ stata la volta poi, del vicario generale della Diocesi di Cassano,mons. Carmine Scaravaglione. L’autorevole rappresentante della chiesa cassanese, ha sottolineato le varie situazioni di degrado che albergano nella società regionale e locale e focalizzata l’attenzione sulle tante contraddizioni che emergono e che di fatto favoriscono l’espansione del fenomeno mafioso. Il religioso, nel concludere il suo intervento ha invitato le varie istituzioni a collaborare per la crescita della comunità . Le ultime battute sono state del professore Fantozzi, che ha coordinato gli interventi.
La società giusta,-ha rimarcato - è quella che noi riusciamo a costruire dal basso e non quella che ci viene data dall’alto. E’ quella che pezzo pezzo costruiamo con fatica e con rischio verso le cose giuste,affermando anche nel pericolo ciò che è importante, senza fermarsi davanti alla prepotenza e alle intimidazioni.
Così,ha concluso il prof. Fantozzi,i grandi testimoni della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata hanno affermato i principi e creato i pilastri della difesa e non c’è modo morbido,edulcorato senza rischi per difenderci ; non esiste,e noi siamo responsabili perché spesso facciamo finta che tutto ciò non è vero.-

Mimmo Petroni

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