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La
Cgil riflette preoccupata sulla recrudescenza criminale
registrata nel Cassanese, s'interroga sul “flop” della
manifestazione anticrimine di sabato e rilancia l'allarme della
Commissione parlamentare antimafia sul rapporto tra centrali
termoelettriche e malavita. “Apre” il segretario regionale,
Fernando Pignataro: «Abbiamo di fronte una criminalità moderna e
imprenditoriale, che un ha preciso “business” di riferimento. È
stata l'Antimafia a denunciare che le centrali termoelettriche
saranno il nuovo e grande affare della malavita». Il numero uno
della Cgil calabrese, inoltre, non riesce a spiegarsi perché di
centrali si parli tanto in un'area, quale la Sibaritide-Pollino,
che ha ben altre vocazioni. «In questo lembo di Calabria è più
che possibile uno sviluppo basato su un turismo e un'agricoltura
di qualità, sul distretto agroalimentare e su quello tessile,
sull'archeologia. Eppure, in un raggio di appena quattro
chilometri in linea d'aria si pensa a impiantare due colossi
termoelettrici con altrettanti investimenti di mille miliardi di
lire ciascuno». Pignataro non limita l'allarme criminalità nel
Cassanese alla pista investimenti ma parla esplicitamente di un
«regolamento di conti interno alle cosche della zona». Sulla
stessa lunghezza d'onda la riflessione del responsabile della
Camera del lavoro, Giuseppe Sammarro, che giudica “impossibile”
non scorgere un intreccio tra gli ultimi episodi di malavita e
le ipotesi di sviluppo presenti sul tavolo locale e
comprensoriale. Per compattare il fronte anticrimine, il
cigiellino ritiene fondamentale rilanciare il Patto per la
legalità sottoscritto nel '99 da quarantadue sindaci della
Sibaritide-Pollino e successivamente vistato pure dall'allora
ministro dell'Interno, Rosa Russo Jervolino, in visita a
Cassano. Sammarro si chiede che fine abbia fatto quel Patto e
perché l'amministrazione comunale lo ha affossato assieme alla
Consulta per l'ordine e la sicureza pubblica. Il sindacalista
annuncia un vertice con i massimi esponenti comprensoriali e
regionali della sua sigla da svolgere in città, subito dopo la
visita della Commissione parlamentare antimafia all'inizio della
prossima settimana. E poi invita tutti i sindaci della
Sibaritide-Pollino ad assumersi le proprie responsabilità,
superando l'attuale fase di stallo e recuperando il Patto
sottoscritto tre anni fa. Che aveva tre grandi direttrici di
lotta e speranza: prevenzione, repressione e soprattutto lavoro.
Sammarro parla anche del corteo di sabato affollato da politici,
sindacalisti, studenti e forze dell'ordine ma disertato dall
gente. Che a suo parere non ha partecipato perché poco convinta
dell'efficacia dell'iniziativa e poco fiduciosa negli
organizzatori. Infine, non nasconde meraviglia per la scarsa
risonanza avuta dalle dichiarazioni del consigliere comunale
diessino Luigi Adduci, che ha chiesto al sindaco di «facilitare
l'accesso degli organi ispettivi della Prefettura per verificare
l'inesistenza di condizionamenti e infiltrazioni
nell'amministrazione e nel consiglio comunale».
Domenico Marino |