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Castrovillari
– La Coldiretti si mobilita con una proposta di legge di
iniziativa popolare per l'istituzione del distretto
agroalimentare di Sibari. È la proposta emersa al termine del
Consiglio straordinario svoltosi nella sede della cooperativa
Osas, in contrada Ciparsia. Una riunione del consiglio direttivo
provinciale per discutere, «unicamente la questione ambientale e
territoriale legata all'ipotesi di insediamento di opifici
(centrali a metano di Altomonte e Cassano, impianto di
gassificazione a Corigliano, discarica consortile di
Castrovillari) in aperta contraddizione con la vocazione
naturale e agricola del comprensorio». Da tempo la Coldiretti,
come altre associazioni di categoria, è in prima fila per la
salvaguardia del territorio a vocazione agricola. Numerose sono
le prese di posizione nei confronti di numerosi presidi,
esistenti e da costruire, che minacciano la salubrità di una
terra che produce prodotti di qualità proprio perché coltivati
in ambienti sani. Così la scelta di un consiglio straordinario
nella Piana di Sibari «ha l'obiettivo di rimarcare – scrive
l'associazione di coltivatori – l'attenzione verso quest'area,
locomotiva dello sviluppo agroalimentare dell'intera Calabria».
Una riunione di grande partecipazione dalla quale è emerso «un
secco “no” alle ipotesi insediative accennate con una proposta
che, riprendendo tematiche già sviluppate, ha l'obiettivo di
istituire un distretto agroalimentare di qualità che favorisca
la valorizzazione delle produzioni esitate nell'area di Sibari e
che ne caratterizzi le peculiarità qualitative». Un modo per
sottolineare e ricordare soprattutto che dalla Piana di Sibari
partono le più importanti filiere dell'agroalimentare calabrese.
Un percorso di rilancio dell'esistente che non coinvolge solo la
Coldiretti ma anche la Cia e la Confagricoltura, insieme alle
quali si pensa di costituire un comitato per «la definizione
normativa del distretto agroalimentare di Sibari». Un primo
passo che porterebbe a procedere nell'iniziativa del distretto
agroalimentare di Sibari». Un primo passo che porterebbe
nell'iniziativa con una raccolta di firme per sostenere la
«proposta di legge popolare», come viene definita, da
prospettare al consiglio regionale. Un'idea approvata e
condivisa da tutti, e che ha trovato piena disponibilità anche
nelle intenzioni del presidente della Coldiretti, Lucchetti, il
quale ha rilevato anche come questo percorso sia stato
preceduto, fin dal 1999, da diverse manifestazioni di assenso da
parte dei comuni dell'area di Cgil, Cisl Uil provinciali, dell'Unical
e della Cciaa, quasi a rilevare un diffuso e condiviso consenso
che rende l'ipotesi della raccolta delle firme a sostegno del
distretto agroalimentare una strada praticabile e facilmente
perseguibile.
Vincenzo Alvaro |