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«Togliete
quella sbarra, almeno d'estate»: il Tar di Catanzaro ha dato
ragione al Comune nella “querelle” con la “Pelagus”, la
concessionaria del tratto di strada che lega l'abitato e il
centro commerciale del villaggio turistico Laghi di Sibari con
la spiaggia, poche centinaia di metri d'asfalto fiancheggiato da
alberi d'eucaliptus e darsena, da qualche anno al centro di una
rognosa vertenza tra il Palazzo e il gruppo privato. Con
l'amministrazione comunale che spinge affinché l'accesso alla
spiaggia e al mare sia libero; e la “Pelagus” che invece non ne
vuole sapere e pretende di limitare al massimo il passaggio. Una
prima ordinanza municipale fu emanata il 15 febbraio 2000
dall'allora sindaco Salvatore Frasca, che la motivò col bisogno
di consentire il transito di mezzi di soccorso, vigilanza e
servizio in qualsiasi ora del giorno e della notte. Passo
ripetuto nel 2001 e 2002 dal successore Roberto Senise. La
“Pelagus” ha impugnato la prima ordinanza, sulla quale adesso si
è espresso il Tar, che ha costatato il notevole transito estivo
sull'arteria, definendo «ragionevole la preoccupazione del
sindaco di Cassano d'assicurare il libero e celere transito agli
automezzi del soccorso, della sicurezza e dell'igiene pubblica».
Ecco perché ha limitato lo stop al periodo invernale, imponendo
lo sblocco in estate. Il Tar ha pure suggerito un'ipotesi di
mediazione con una sbarra mobile e quindi un accesso controllato
da personale.
Domenico Marino |