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 Gioved' 14 Novembre 2002

Cassano - Passaggio a mare il Tar dà ragione al Comune


«Togliete quella sbarra, almeno d'estate»: il Tar di Catanzaro ha dato ragione al Comune nella “querelle” con la “Pelagus”, la concessionaria del tratto di strada che lega l'abitato e il centro commerciale del villaggio turistico Laghi di Sibari con la spiaggia, poche centinaia di metri d'asfalto fiancheggiato da alberi d'eucaliptus e darsena, da qualche anno al centro di una rognosa vertenza tra il Palazzo e il gruppo privato. Con l'amministrazione comunale che spinge affinché l'accesso alla spiaggia e al mare sia libero; e la “Pelagus” che invece non ne vuole sapere e pretende di limitare al massimo il passaggio. Una prima ordinanza municipale fu emanata il 15 febbraio 2000 dall'allora sindaco Salvatore Frasca, che la motivò col bisogno di consentire il transito di mezzi di soccorso, vigilanza e servizio in qualsiasi ora del giorno e della notte. Passo ripetuto nel 2001 e 2002 dal successore Roberto Senise. La “Pelagus” ha impugnato la prima ordinanza, sulla quale adesso si è espresso il Tar, che ha costatato il notevole transito estivo sull'arteria, definendo «ragionevole la preoccupazione del sindaco di Cassano d'assicurare il libero e celere transito agli automezzi del soccorso, della sicurezza e dell'igiene pubblica». Ecco perché ha limitato lo stop al periodo invernale, imponendo lo sblocco in estate. Il Tar ha pure suggerito un'ipotesi di mediazione con una sbarra mobile e quindi un accesso controllato da personale.

Domenico Marino

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