|
Il “sogno Provincia” e l’iniziativa del Comitato popolare sorto
a Castrovillari per opera dell’avvocato Angelo Capparelli con
l’esplicito e lungimirante intento di unire le iniziative
pro-Sibari e le iniziative pro-Castrovillari. Un’occasione
irrinunciabile per creare un fronte unico e quindi più forte,
oltreché compattare due aree (Sibaritide e Pollino) che nei
fatti costituiscono un unico, ricco e straordinario
comprensorio.
L’azione pro-Provincia del Comitato castrovillarese negli ultimi
giorni ha messo a segno un colpo di qualità, coinvolgendo nella
discussione il vescovo della millenaria diocesi di Cassano
monsignor Domenico Graziani. Il gruppo, guidato dall’avvocato
Capparelli e dal giovane professionista cassanese Luigi Malomo,
ha illustrato al presule le diverse iniziative messe in campo
finora. Monsignor Graziani s’è detto convinto della «assoluta
necessità» d’istituire una provincia che coinvolga Sibaritide e
Pollino, ma ha sottolineato che è innanzitutto necessaria una
«cultura della provincia» che apra la strada a una saggia
metodologia dello sviluppo economico, sociale e culturale di
un’area tanto omogenea.
«Il vescovo -aggiungono i vertici del Comitato castrovillarese-
ha manifestato disponibilità a un impegno prepolitico e
culturale per una visione a dimensione provinciale dei problemi
della Piana di Sibari e dell’area del Pollino». Anche e
soprattutto per queste ragioni, il presule li ha sollecitati a
non mollare.
Non va trascurato che proprio il territorio sotto la
giurisdizione della Curia di Cassano costituisce un ottimo
esempio d’integrazione felice e fruttuosa tra Sibaritide e
Pollino. A nord-ovest, l’ambito diocesano ha origine nel cuore
del Parco nazionale del Pollino con Mormanno e Laino Borgo.
Scendendo assieme col massiccio calabro-lucano verso nord-est e
lo Jonio, tocca l’ultimo paesino del territorio regionale al
confine con la Basilicata: Rocca Imperiale. Quindi abbraccia
tutto l’Alto Jonio cosentino passando per Montegiordano,
Amendolara, Trebisacce e Villapiana, sino a Sibari. Infine
risale nell’interno attraversando Cassano e Castrovillari, e
chiudendo con Saracena e Altomonte. Rispetto al fronte della
tanto agognata sesta provincia calabrese mancano Corigliano,
Rossano, Cariati, il Basso Jonio cosentino e il suo entroterra:
un’area demograficamente, territorialmente, economicamente e
politicamente cruciale per il decentramento istituzionale.
Domenico Marino |