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L’Antimafia tornerà in Calabria tra poco meno di due settimane,
al capezzale di Cassano, Cosenza e del resto della provincia.
Occhio ai tempi. Un mese e poco più: era d’ottobre. Allora i
parlamentari della Commissione scesero fin sullo Stretto per
capire cosa stesse accadendo in regione. Reggio Calabria,
Lamezia e poi il ritorno a Roma. Sorvolando Cosenza. Il senatore
Cesare Marini polemizzò, duramente, con i suoi colleghi. <<Zone
importanti della Calabria, segnate dai continui assalti della
‘ndrangheta – disse il presidente del gruppo misto al Senato –
sono state trascurate>>.
I riferimenti erano quelli offerti dalla tragica cronaca
quotidiana: la catena di atti intimidatori nella città
capoluogo, l’indisturbato imperversare delle ‘ndrine sulla
fascia tirrenica, la guerra, ancora al di là da venire, nella
Sibaritide.
Adesso arriva l’impegno. Tenendo fede a quanto scritto in
risposta alle sollecitazioni di Cesare Marini, il presidente
della Commissione, Roberto Centaro, ha definito il calendario
dei lavori, inserendo in scaletta, nella giornata di ieri,
l’imminente ritorno dell’organismo parlamentare d’inchiesta in
terra di Calabria. Tre giorni, dal 18 al 20 di novembre, da
dedicare a Cosenza e al suo hinterland.
La notizia arriva da Roma. Se ne fa portavoce, bruciando
cronisti e agenzie di stampa, il vicesindaco di Cassano, Tonino
Di Cicco. Impegnato nella Capitale per questioni afferenti il
municipio ionico, Di Cicco partecipa ad una riunione informale
con i parlamentari aennini Giuseppe Geraci e Angela Napoli.
Insieme, pochi giorni fa, i due avevano presentato
un’interrogazione sui fatti cassanesi. Sono loro a confermare:
ci sarà presto un’altra tappa calabrese. Giorni prescelti: 18,
19 e 20 prossimi. <<E' significativo - commenta Angela Napoli,
vicepresidente della Commissione - che la proposta abbia
registrato l'adesione unanime e convinta di tutte le componenti
politiche. La nostra attenzione verso Cassano era doverosa, in
considerazione della serie di omicidi verificatasi nelle ultime
settimane>>.
L’Antimafia, dunque, ritorna. Tanti i nodi da scegliere.
Cosenza, ad esempio: qui, eccezion fatta per l’omicidio di
Carmine Pezzulli, consumato lo scorso luglio ed ancora tutto da
inquadrare, restano sette attentati ai danni di altrettante
attività commerciali nel giro di un mese, ed il silenzio delle
armi. Da più di un anno, in città tacciono pistole, fucili e
mitra. Segno di pace, e quindi di affari a gonfie vele. Un po’
come sul Tirreno, dove il lavoro degli inquirenti sbatte ogni
giorno contro il muro di gomma dell’omertà. A completare il
quadro, la Sibaritide violenta: quattro morti a Corigliano tra
il novembre 2001 ed il marzo 2002, quattro delitti a Cassano in
soli trenta giorni.
La materia prima su cui incidere non manca. Mancano, invece, le
risposte e i rimedi. Ci prova ora la Commissione Antimafia.
Gianpaolo Iacobini |