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Venerdì 08 Novembre 2002

Cassano –  L’Antimafia torna in Calabria -


L’Antimafia tornerà in Calabria tra poco meno di due settimane, al capezzale di Cassano, Cosenza e del resto della provincia.
Occhio ai tempi. Un mese e poco più: era d’ottobre. Allora i parlamentari della Commissione scesero fin sullo Stretto per capire cosa stesse accadendo in regione. Reggio Calabria, Lamezia e poi il ritorno a Roma. Sorvolando Cosenza. Il senatore Cesare Marini polemizzò, duramente, con i suoi colleghi. <<Zone importanti della Calabria, segnate dai continui assalti della ‘ndrangheta – disse il presidente del gruppo misto al Senato – sono state trascurate>>.
I riferimenti erano quelli offerti dalla tragica cronaca quotidiana: la catena di atti intimidatori nella città capoluogo, l’indisturbato imperversare delle ‘ndrine sulla fascia tirrenica, la guerra, ancora al di là da venire, nella Sibaritide.
Adesso arriva l’impegno. Tenendo fede a quanto scritto in risposta alle sollecitazioni di Cesare Marini, il presidente della Commissione, Roberto Centaro, ha definito il calendario dei lavori, inserendo in scaletta, nella giornata di ieri, l’imminente ritorno dell’organismo parlamentare d’inchiesta in terra di Calabria. Tre giorni, dal 18 al 20 di novembre, da dedicare a Cosenza e al suo hinterland.
La notizia arriva da Roma. Se ne fa portavoce, bruciando cronisti e agenzie di stampa, il vicesindaco di Cassano, Tonino Di Cicco. Impegnato nella Capitale per questioni afferenti il municipio ionico, Di Cicco partecipa ad una riunione informale con i parlamentari aennini Giuseppe Geraci e Angela Napoli. Insieme, pochi giorni fa, i due avevano presentato un’interrogazione sui fatti cassanesi. Sono loro a confermare: ci sarà presto un’altra tappa calabrese. Giorni prescelti: 18, 19 e 20 prossimi. <<E' significativo - commenta Angela Napoli, vicepresidente della Commissione - che la proposta abbia registrato l'adesione unanime e convinta di tutte le componenti politiche. La nostra attenzione verso Cassano era doverosa, in considerazione della serie di omicidi verificatasi nelle ultime settimane>>.
L’Antimafia, dunque, ritorna. Tanti i nodi da scegliere. Cosenza, ad esempio: qui, eccezion fatta per l’omicidio di Carmine Pezzulli, consumato lo scorso luglio ed ancora tutto da inquadrare, restano sette attentati ai danni di altrettante attività commerciali nel giro di un mese, ed il silenzio delle armi. Da più di un anno, in città tacciono pistole, fucili e mitra. Segno di pace, e quindi di affari a gonfie vele. Un po’ come sul Tirreno, dove il lavoro degli inquirenti sbatte ogni giorno contro il muro di gomma dell’omertà. A completare il quadro, la Sibaritide violenta: quattro morti a Corigliano tra il novembre 2001 ed il marzo 2002, quattro delitti a Cassano in soli trenta giorni.
La materia prima su cui incidere non manca. Mancano, invece, le risposte e i rimedi. Ci prova ora la Commissione Antimafia.

Gianpaolo Iacobini

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