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Domenica 10 Novembre 2002

Cassano Ionio - Lettera aperta inviata dai genitori di Carmine Pepe


Maria Milito e Damiano Pepe sono i genitori di Carmine, l’adolescente ucciso domenica scorsa a Lauropoli. Da loro riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 <<A una settimana di distanza dal tragico evento, sentiamo il bisogno di ricordare il nostro piccolo Carmine, anche e soprattutto per fare chiarezza e dissipare ogni e qualsiasi dubbio circa la rettitudine e l’onestà, non solo sua ma dell’intera famiglia.
Carmine era un ragazzo buono, di sani principi, allegro. Sin da bambino aveva avuto la fortuna di godere di un ottimo rapporto, improntato a solidi rapporti, sia con i genitori, sia con i nonni. Come tanti suoi coetanei, coltivava diverse passioni: l’amore per la musica, e per la tromba in particolare, ne aveva fatto uno dei componenti della locale banda musicale.
Dopo aver ultimato gli studi di scuola media inferiore, aveva preferito intraprendere, fin da subito, un’attività lavorativa. In tal senso, era andato a cercar fortuna a Torino, contribuendo in tal modo a garantire un’esistenza dignitosa ed onesta a noi genitori.
Uno dei sogni del nostro Carmine era quello di avere la possibilità di partecipare all’acquisto di una casa finalmente tutta nostra.
A sette giorni da quella drammatica sera, ancora non riusciamo a credere ed accettare che lui non ci sia più, che possa essere morto per una precisa intenzione criminale. Quali colpe avrebbe potuto avere il nostro Carmine, un ragazzo appena adolescente, ingenuo e spensierato come tanti altri? Non è possibile! Nessuno dei ricordi, delle impressioni e delle minime sensazioni che conserviamo di lui può spiegare quanto successo. Nessuno.
A noi piace ricordarlo con le parole dei suoi amici, che nel dedicargli l’estremo saluto così si sono rivolti a lui: “Tu sarai la nostra forza quando ci sentiremo soli e le avversità della vita ci colpiranno. Ci basterà pensare ai tuoi bellissimi occhi azzurri, al tuo sorriso sempre pronto, alla tua disponibilità per ritrovare la forza di andare avanti. Ci consola sapere che da lassù vegli su di noi e su coloro che ti vogliono bene”>>.

Cassano vive immersa nella paura. Le indagini proseguono. Maria Milito e Damiano Pepe non urlano. Con garbo ed umiltà, chiedono verità e giustizia. Lo chiedono da cittadini al loro Stato, che è poi quello di tutti noi: la Repubblica Italiana.

Gianpaolo Iacobini

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