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Martedì 12 Novembre 2002

Cassano – La manifestazione? <<Un’occasione perduta>>


<<Cassano non ha più fiducia nelle istituzioni, nei partiti e nei sindacati. È necessario prendere coscienza dell’abisso esistente tra la popolazione e la sua classe dirigente e porvi rimedio>>.
L’Antimafia che non esiste fa discutere la città. Il flop della manifestazione di sabato scorso accende il dibattito. A scendere in campo l’associazione “Nelson Mandela”.  <<L’immagine della città – dice il portavoce del “Mandela”, Pietro Maradei – è uscita malconcia e deturpata da una manifestazione cui erano presenti solo istituzioni, studenti e addetti ai lavori: mancava la collettività cassanese, apparsa disinteressata, insensibile ed amorfa>>.
Capire e spiegare i motivi di tutto ciò è un compito cui i “mandeliani” si applicano volentieri. Fornendo una loro personale visione dei fatti. <<Avevamo avvertito questi pericoli – dicono – ed invitato il primo cittadino ad uscire dai soliti schemi, coinvolgendo la popolazione casa per casa, nei posti di lavoro, nelle associazioni, nei partiti e nei sindacati. Così non è stato. La manifestazione è stata rituale, fatta solo per tacitare le coscienze e quindi non credibile, perché non basta manifestare contro la mafia, ma occorre essere conseguenti in tutti gli atti e comportamenti, anche in fase elettorale>>.
Il passato è ormai andato. Resterebbe il futuro. Con gli insegnamenti lasciati da <<un’occasione perduta>>. <<La realtà – incalza Maradei – è che questa classe politica non è in grado di rappresentare le aspirazioni e gli interessi della popolazione, ma solo i propri. I disinvolti cambiamenti di schieramento, un’opposizione che non riesce ad esprimere alcun progetto politico, i partiti impermeabilizzati ne sono la prova più eloquente: Cassano vive il suo momento più buio e non si riesce ad intravedere neppure il fondo>>.
Questa l’analisi. Con la denuncia della frattura tra popolo, amministratori e politica e una bordata ai cugini del centrosinistra. <<L’impresa di uscire dal tunnel – ammettono i militanti del “Nelson Mandela” – è disperata. Dal canto nostro avevamo tentato di ricostruire un progetto politico di centrosinistra, fatto fallire miseramente da partiti in cui si annidano una miriade di candidati sindaci sempre pronti a difendere se stessi e i loro orticelli>>.
Cosa fare, allora? <<L’unica soluzione – chiosa Maradei – è la riapertura della discussione, per far modo che dai giovani emerga una nuova classe dirigente. Un’impresa disperata, perché troppe sono e saranno le forze impegnate ad opporsi a queste linea. Probabilmente quelle stesse forze responsabili degli errori del passato, ma sempre in prima line anella gestione dei piccoli interessi di bottega. Facciamo appello alla città: chi ne ha a cuore gli interessi, si impegni per la rinascita culturale e sociale>>.

Gianpaolo Iacobini

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