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<<Cassano
non ha più fiducia nelle istituzioni, nei partiti e nei
sindacati. È necessario prendere coscienza dell’abisso esistente
tra la popolazione e la sua classe dirigente e porvi rimedio>>.
L’Antimafia che non esiste fa discutere la città. Il flop della
manifestazione di sabato scorso accende il dibattito. A scendere
in campo l’associazione “Nelson Mandela”. <<L’immagine della
città – dice il portavoce del “Mandela”, Pietro Maradei – è
uscita malconcia e deturpata da una manifestazione cui erano
presenti solo istituzioni, studenti e addetti ai lavori: mancava
la collettività cassanese, apparsa disinteressata, insensibile
ed amorfa>>.
Capire e spiegare i motivi di tutto ciò è un compito cui i
“mandeliani” si applicano volentieri. Fornendo una loro
personale visione dei fatti. <<Avevamo avvertito questi pericoli
– dicono – ed invitato il primo cittadino ad uscire dai soliti
schemi, coinvolgendo la popolazione casa per casa, nei posti di
lavoro, nelle associazioni, nei partiti e nei sindacati. Così
non è stato. La manifestazione è stata rituale, fatta solo per
tacitare le coscienze e quindi non credibile, perché non basta
manifestare contro la mafia, ma occorre essere conseguenti in
tutti gli atti e comportamenti, anche in fase elettorale>>.
Il passato è ormai andato. Resterebbe il futuro. Con gli
insegnamenti lasciati da <<un’occasione perduta>>. <<La realtà –
incalza Maradei – è che questa classe politica non è in grado di
rappresentare le aspirazioni e gli interessi della popolazione,
ma solo i propri. I disinvolti cambiamenti di schieramento,
un’opposizione che non riesce ad esprimere alcun progetto
politico, i partiti impermeabilizzati ne sono la prova più
eloquente: Cassano vive il suo momento più buio e non si riesce
ad intravedere neppure il fondo>>.
Questa l’analisi. Con la denuncia della frattura tra popolo,
amministratori e politica e una bordata ai cugini del
centrosinistra. <<L’impresa di uscire dal tunnel – ammettono i
militanti del “Nelson Mandela” – è disperata. Dal canto nostro
avevamo tentato di ricostruire un progetto politico di
centrosinistra, fatto fallire miseramente da partiti in cui si
annidano una miriade di candidati sindaci sempre pronti a
difendere se stessi e i loro orticelli>>.
Cosa fare, allora? <<L’unica soluzione – chiosa Maradei – è la
riapertura della discussione, per far modo che dai giovani
emerga una nuova classe dirigente. Un’impresa disperata, perché
troppe sono e saranno le forze impegnate ad opporsi a queste
linea. Probabilmente quelle stesse forze responsabili degli
errori del passato, ma sempre in prima line anella gestione dei
piccoli interessi di bottega. Facciamo appello alla città: chi
ne ha a cuore gli interessi, si impegni per la rinascita
culturale e sociale>>.
Gianpaolo Iacobini |