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Mercoledì 13 Novembre 2002

Cassano –  Cassano non è quella vista sabato


<<Cassano non è quella vista sabato. La gente non ha partecipato alla manifestazione per sfiducia nei riguardi degli amministratori. Facciamo nostra la richiesta di Adduci: Palazzo di città apra le porte alle ispezioni della Prefettura>>.
Giuseppe Sammarro è il condottiero cassanese di una Cgil scaraventata nella trincea della difesa dell’ordine pubblico dai tentativi della malavita di mettere le mani sulla Calabria citeriore. Il sindacato era in prima linea nel 1999, quando tra una guerra di mafia e l’altra promosse il patto per la legalità e lo sviluppo, sottoscritto da 42 sindaci del comprensorio davanti all’allora Ministro degli Interni Rosa Russo Iervolino. Lo vuole essere oggi, che quel patto non c’è più mentre la mafia, invece, resiste. Più forte e sanguinaria di prima. Per cui, ancora una volta, tutti in trincea.
<<La manifestazione di sabato scorso – esordisce Sammarro – ha messo in luce una falsa Cassano. Ci interroghiamo preoccupati sulla scarsa partecipazione popolare. Paura? Anche, ma soprattutto sfiducia negli organizzatori dell’evento>>. Ovvero Palazzo di città. All’analisi segue la denuncia. <<Per arginare il malaffare – aveva chiesto il consigliere comunale Luigi Adduci - sono necessari controlli sui patrimoni e l'allontanamento degli elementi pericolosi dal territorio. Suggeriamo al sindaco di facilitare l'accesso degli organi ispettivi della Prefettura, affinché possano verificare l’inesistenza di condizionamenti e infiltrazioni nell'amministrazione e nel consiglio comunale>>. <<Le dichiarazioni di Adduci – aggiunge ora Sammarro – meritavano maggior attenzione, ma sono cadute nel vuoto. Nessuno ha risposto. Perché?>>.
Il dubbio di un silenzio voluto agita i dirigenti della Camera del Lavoro. Che sostengono invece la linea della limpidezza: nessuno vuole puntare il dito e sollevare inutili polveroni, ma mai come ora, si ragiona nelle stanze della Cgil, <<Cassano ha bisogno di guardarsi dentro e fugare ogni pur minima perplessità>>.
Nel frattempo, la Cgil proseguirà nella sua battaglia. In concomitanza con la visita della Commissione Antimafia, partiranno gli inviti, rivolti ai sindaci del comprensorio, a risedersi attorno ad un tavolo per rilanciare il patto del ’99. Subito dopo, la segreteria comprensoriale Sibaritide – Pollino chiamerà a raccolta i vertici regionali e provinciali del sindacato proprio a Cassano, per elaborare progetti di contrasto alla criminalità ispirati ai principi ispiratori del patto: repressione, prevenzione, lavoro.
Intanto sulla questione prende posizione anche la segreteria del circolo cittadino di Rifondazione Comunista. <<Lo scollamento tra società civile ed istituzioni – affermano in una nota stampa i dirigenti di Rc – è apparso in tutta la sua gravità. La pur lodevole iniziativa della marcia cittadina contro la criminalità, alla quale anche noi, in silenzio ed ai piedi del palco, abbiamo partecipato per senso di responsabilità, non è riuscita, nonostante le dichiarazioni di regime volte a sottolinearne tronfiamente il successo numerico, a nascondere l’assoluta mancanza di interi settori della città. Non di sfilate istituzionali la nostra gente ha bisogno, ma di una guida che sia in grado di prenderla per mano. Un dubbio ci assale: saranno capaci questo sindaco e la sua amministrazione di affrontare questa sfida e di produrre, quotidianamente, legalità?>>.

Gianpaolo Iacobini

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