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<<Cassano
non è quella vista sabato. La gente non ha partecipato alla
manifestazione per sfiducia nei riguardi degli amministratori.
Facciamo nostra la richiesta di Adduci: Palazzo di città apra le
porte alle ispezioni della Prefettura>>.
Giuseppe Sammarro è il condottiero cassanese di una Cgil
scaraventata nella trincea della difesa dell’ordine pubblico dai
tentativi della malavita di mettere le mani sulla Calabria
citeriore. Il sindacato era in prima linea nel 1999, quando tra
una guerra di mafia e l’altra promosse il patto per la legalità
e lo sviluppo, sottoscritto da 42 sindaci del comprensorio
davanti all’allora Ministro degli Interni Rosa Russo Iervolino.
Lo vuole essere oggi, che quel patto non c’è più mentre la
mafia, invece, resiste. Più forte e sanguinaria di prima. Per
cui, ancora una volta, tutti in trincea.
<<La manifestazione di sabato scorso – esordisce Sammarro – ha
messo in luce una falsa Cassano. Ci interroghiamo preoccupati
sulla scarsa partecipazione popolare. Paura? Anche, ma
soprattutto sfiducia negli organizzatori dell’evento>>. Ovvero
Palazzo di città. All’analisi segue la denuncia. <<Per arginare
il malaffare – aveva chiesto il consigliere comunale Luigi
Adduci - sono necessari controlli sui patrimoni e
l'allontanamento degli elementi pericolosi dal territorio.
Suggeriamo al sindaco di facilitare l'accesso degli organi
ispettivi della Prefettura, affinché possano verificare
l’inesistenza di condizionamenti e infiltrazioni
nell'amministrazione e nel consiglio comunale>>. <<Le
dichiarazioni di Adduci – aggiunge ora Sammarro – meritavano
maggior attenzione, ma sono cadute nel vuoto. Nessuno ha
risposto. Perché?>>.
Il dubbio di un silenzio voluto agita i dirigenti della Camera
del Lavoro. Che sostengono invece la linea della limpidezza:
nessuno vuole puntare il dito e sollevare inutili polveroni, ma
mai come ora, si ragiona nelle stanze della Cgil, <<Cassano ha
bisogno di guardarsi dentro e fugare ogni pur minima
perplessità>>.
Nel frattempo, la Cgil proseguirà nella sua battaglia. In
concomitanza con la visita della Commissione Antimafia,
partiranno gli inviti, rivolti ai sindaci del comprensorio, a
risedersi attorno ad un tavolo per rilanciare il patto del ’99.
Subito dopo, la segreteria comprensoriale Sibaritide – Pollino
chiamerà a raccolta i vertici regionali e provinciali del
sindacato proprio a Cassano, per elaborare progetti di contrasto
alla criminalità ispirati ai principi ispiratori del patto:
repressione, prevenzione, lavoro.
Intanto sulla questione prende posizione anche la segreteria del
circolo cittadino di Rifondazione Comunista. <<Lo scollamento
tra società civile ed istituzioni – affermano in una nota stampa
i dirigenti di Rc – è apparso in tutta la sua gravità. La pur
lodevole iniziativa della marcia cittadina contro la
criminalità, alla quale anche noi, in silenzio ed ai piedi del
palco, abbiamo partecipato per senso di responsabilità, non è
riuscita, nonostante le dichiarazioni di regime volte a
sottolinearne tronfiamente il successo numerico, a nascondere
l’assoluta mancanza di interi settori della città. Non di
sfilate istituzionali la nostra gente ha bisogno, ma di una
guida che sia in grado di prenderla per mano. Un dubbio ci
assale: saranno capaci questo sindaco e la sua amministrazione
di affrontare questa sfida e di produrre, quotidianamente,
legalità?>>.
Gianpaolo Iacobini |