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Centrale
a metano: ma Palazzo di città è per sì o per il no?
Il dubbio tormenta non solo i giornalisti, ma anche gli uomini
politici. Al punto che il consigliere comunale Pierluigi
Pennini, tra i fondatori di Forza Italia in città, oggi
attestato su posizioni di forte critica nei riguardi della
giunta di centrodestra retta da Roberto Senise, chiede al
sindaco che il dubbio venga sciolto in maniera definitiva.
Per stanare il sindaco e la maggioranza, Pennini, sostenitore
del fronte del no, sceglie la via dell’interrogazione
consiliare. E prende spunto dal comportamento del sindaco
coriglianese Giovanbattista Genova. Lo scorso settembre
l’assemblea comunale di Corigliano aveva detto no all’ipotesi
gassificio. Successivamente, Genova, aveva avvertito della
decisione tutti i sindaci del comprensorio, ritenendo quel voto
un segnale da far proprio da parte dell’intero comprensorio.
<<Genova – spiega oggi Pennini – si è dimostrato responsabile e
attento alla salvaguardia dell’ambiente. Insieme al consiglio ha
mosso con nettezza i passi idonei a sventare il tentativo di
costruire il gassificio nella sua città>>.
Non altrettanto, fa rilevare il consigliere comunale cassanese,
è stato fatto a Cassano con riferimento alla centrale, per la
quale è stato escluso qualsiasi coinvolgimento del resto della
Calabria citeriore. Qui l’assemblea civica, spaccata in due
tronconi, si è limitata a votare un fumoso ordine del giorno,
senza alcun valor giuridico ed amministrativo, teso al
trasferimento dell’impianto termoelettrico da Doria ad altra
sede, ma pur sempre a Cassano. Ecco allora il senso
dell’interrogazione. Volta a <<conoscere l’atteggiamento del
primo cittadino in merito alla problematica sollevata dal
sindaco di Corigliano ed a sapere se nel frattempo sia stata
convocata una seconda conferenza di servizi in relazione alla
centrale Ansaldo>>.
Gianpaolo Iacobini |