|
Prefettura,
Aterp e Chiesa trovano l’intesa: presto “Timpone Rosso” avrà un
centro di assistenza sociale. Palazzo di città, intanto, scende
in campo contro la prostituzione.
Legalità o morte: Cassano non ha alternative. Ieri mattina,
tenendo fede agli impegni presi in occasione della sua ultima
visita in città, il Prefetto di Cosenza, Diego D’Amico, ha
ricevuto in Prefettura i vertici dell’Aterp e don Attilio
Foscaldi, presidente della Caritas diocesana e parrocco della
“Sacri Cuori”, nel cui ambito ricade il quartiere di “Timpone
Rosso”. Un insieme deforme di palazzoni e cemento, tra le cui
stradine disordinate ha trovato la morte, il 3 novembre scorso,
il sedicenne Carmine Pepe.
<<Nel corso dell’incontro – informa un comunicato stampa
diramato dalla Prefettura – si sono discussi tempi e modi della
consegna di una struttura polifunzionale in seno al complesso
edilizio popolare di Lauropoli. La detta struttura, infatti,
consentirebbe alla Caritas diocesana di assicurare un presidio
di assistenza sociale nel cuore di un quartiere ad alto indice
di degrado socio – culturale, favorendo il recupero e
l’integrazione scolastica dei minori>>. Ovvero quello che don
Foscaldi aveva auspicato in presenza del Prefetto pochi giorni
fa, sollecitando la definizione di una pratica da tempo chiusa
nei cassetti della pubblica amministrazione. Finanziata dalla
Regione Calabria con cento milioni di vecchie lire, ma mai
approdata a buon fine.
Adesso si volta pagina. Almeno così pare. <<E’ stata data
assicurazione – aggiunge la velina prefettizia – che l’opera
sarà oggetto di apposito bando entro la fine dell’anno, e che i
relativi lavori riguarderanno il resto del compendio edilizio
residenziale, con l’impegno dell’Aterp a fare di tutto perché la
consegna possa avvenire in concomitanza con l’inizio della
prossima estate>>.
Palazzo di città, nel frattempo, muove altri passi in direzione
della legalità. La giunta municipale, presieduta dal sindaco
Roberto Senise, ha infatti deciso di aderire al progetto
“Camminando s’apre il cammino”, finalizzato a sostenere e
promuovere il percorso di liberazione delle donne straniere
indotte alla prostituzione.
L’iniziativa, sposata immediatamente anche dai comuni di
Corigliano, Rossano, Spezzano Albanese, dalla comunità montana
“Sila Greca” e dalla cooperativa “Rossano Solidale”, punta alla
bonifica sociale del litorale ionico, in particolare della
statale 106, punto terminale della tratta delle giovani schiave
di ogni razza e colore.
<<Destinatarie dell’intervento – precisa l’ufficio stampa
comunale – saranno le giovani prostitute straniere, per lo più
albanesi, polacche e ucraine, alle quali si offrirà la
possibilità di uscire dal giro attraverso l’ingresso in una rete
di protezione sociale>>. <<Il progetto in questione – commenta
il primo cittadino Roberto Senise – avrà un sicuro, positivo
impatto su un territorio che negli ultimi anni, suo malgrado, ha
visto diffondersi a macchia d’olio la prostituzione coatta>>.
Già individuati i canali di finanziamento: i centomila e passa
euro necessari all’avvio del progetto saranno ripartiti tra gli
enti partecipanti. Il Municipio cassanese verserà 1500 euro. La
Comunità montana, soggetto capofila, darà invece corso a tutti
gli adempimenti formali. Altri fondi, inoltre, potrebbero presto
arrivare dal Dipartimento per le pari opportunità.
Gianpaolo Iacobini |