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Domenica 17 Novembre 2002

Cassano – Prefettura, Aterp e Chiesa trovano l’intesa


Prefettura, Aterp e Chiesa trovano l’intesa: presto “Timpone Rosso” avrà un centro di assistenza sociale. Palazzo di città, intanto, scende in campo contro la prostituzione.
Legalità o morte: Cassano non ha alternative. Ieri mattina, tenendo fede agli impegni presi in occasione della sua ultima visita in città, il Prefetto di Cosenza, Diego D’Amico, ha ricevuto in Prefettura i vertici dell’Aterp e don Attilio Foscaldi, presidente della Caritas diocesana e parrocco della “Sacri Cuori”, nel cui ambito ricade il quartiere di “Timpone Rosso”. Un insieme deforme di palazzoni e cemento, tra le cui stradine disordinate ha trovato la morte, il 3 novembre scorso, il sedicenne Carmine Pepe.
<<Nel corso dell’incontro – informa un comunicato stampa diramato dalla Prefettura – si sono discussi tempi e modi della consegna di una struttura polifunzionale in seno al complesso edilizio popolare di Lauropoli. La detta struttura, infatti, consentirebbe alla Caritas diocesana di assicurare un presidio di assistenza sociale nel cuore di un quartiere ad alto indice di degrado socio – culturale, favorendo il recupero e l’integrazione scolastica dei minori>>. Ovvero quello che don Foscaldi aveva auspicato in presenza del Prefetto pochi giorni fa, sollecitando la definizione di una pratica da tempo chiusa nei cassetti della pubblica amministrazione. Finanziata dalla Regione Calabria con cento milioni di vecchie lire, ma mai approdata a buon fine.
Adesso si volta pagina. Almeno così pare. <<E’ stata data assicurazione – aggiunge la velina prefettizia – che l’opera sarà oggetto di apposito bando entro la fine dell’anno, e che i relativi lavori riguarderanno il resto del compendio edilizio residenziale, con l’impegno dell’Aterp a fare di tutto perché la consegna possa avvenire in concomitanza con l’inizio della prossima estate>>.
Palazzo di città, nel frattempo, muove altri passi in direzione della legalità. La giunta municipale, presieduta dal sindaco Roberto Senise, ha infatti deciso di aderire al progetto “Camminando s’apre il cammino”, finalizzato a sostenere e promuovere il percorso di liberazione delle donne straniere indotte alla prostituzione.
L’iniziativa, sposata immediatamente anche dai comuni di Corigliano, Rossano, Spezzano Albanese, dalla comunità montana “Sila Greca” e dalla cooperativa “Rossano Solidale”, punta alla bonifica sociale del litorale ionico, in particolare della statale 106, punto terminale della tratta delle giovani schiave di ogni razza e colore.
<<Destinatarie dell’intervento – precisa l’ufficio stampa comunale – saranno le giovani prostitute straniere, per lo più albanesi, polacche e ucraine, alle quali si offrirà la possibilità di uscire dal giro attraverso l’ingresso in una rete di protezione sociale>>. <<Il progetto in questione – commenta il primo cittadino Roberto Senise – avrà un sicuro, positivo impatto su un territorio che negli ultimi anni, suo malgrado, ha visto diffondersi a macchia d’olio la prostituzione coatta>>.
Già individuati i canali di finanziamento: i centomila e passa euro necessari all’avvio del progetto saranno ripartiti tra gli enti partecipanti. Il Municipio cassanese verserà 1500 euro. La Comunità montana, soggetto capofila, darà invece corso a tutti gli adempimenti formali. Altri fondi, inoltre, potrebbero presto arrivare dal Dipartimento per le pari opportunità.

Gianpaolo Iacobini

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