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Sono previste una serie di audizioni e una conferenza stampa
finale. Anche i commercianti avrebbero voluto esprimere il
proprio pensiero.
Il primo ad esser ascoltato sarà il sindaco del paese Roberto
Senise
Emergenza criminalità: arriva la Commissione parlamentare
antimafia. L’appuntamento, in programma domani, sarà scandito da
una serie d’audizioni che si terranno in mattinata nella sede
municipale al termine delle quali è prevista una conferenza
stampa. Il primo in agenda ad essere ascoltato il sindaco della
città, Roberto Senise. A ruota, i capi gruppo consiliari:
Valeria Greco (SDI), Marco Valerio Lufrano (Gruppo Misto),
Federico Carlucci (DS), Francesca Guzzo (Fiamma Tricolore),
Luigi Serra (AN), Giuseppe Graziadio (FI). A seguire saranno
ascoltati: don Attilio Foscaldi, direttore della Fondazione
Antiusura “S. Matteo Apostolo”, la prima sorta in Calabria su
iniziativa della Diocesi di Cassano Ionio. Avrebbe voluto
esprimere il proprio punto di vista ai componenti la Commissione
anche la categoria dei commercianti, categoria quest’ultima, tra
quelle “maggiormente esposte alle vessazioni della criminalità e
tra quelle che hanno sinora pagato i prezzi più alti”(assassino
Cirigliano), la quale, però, non essendo stata invitata ha
preferito esprimerlo ad alta voce e trasferirlo in una lettera
aperta indirizzata proprio alla Commissione Antimafia. “I
commercianti di Cassano, si legge nella missiva, oltre ad essere
bersaglio di furti, rapine, estorsioni, risentono gravemente
dell’isolamento del paese e di una sostanziale stasi delle
attività produttive ed economiche. E’ un’emergenza, rilevano i
commercianti cassanesi, che si acuisce sempre più, soprattutto,
in presenza di taluni fenomeni delinquenziali e che dura ormai
da troppi anni. Il paese, aggiungono, è allo stremo e chi può se
ne va”. Cassano è terra di nessuno, perché i suoi cittadini si
sono richiusi nelle loro case lasciando così ai mafiosi, le
piazze, le strade, le attività. Dall’analisi impietosa dello
stato delle cose alla denuncia senza peli sulla lingua, alle
possibili strategie da mettere in campo. “Lo Stato, scrivono,
sinora non si è visto. Ora, dopo diversi delitti, si nota una
maggiore presenza delle forze dell’ordine, cosa, questa,
senz’altra buona poiché impedisce i movimenti armati delle
truppe mafiose. Ma, osservano nella lettera i commercianti, che
non è solo con queste iniziative che si risolve il problema. C’è
bisogno, fanno osservare i commercianti, d’attività
investigative che tronchino i traffici mafiosi e le sue
ramificazioni in parte legali. Di un Ente locale che non dia
adito ad ombre o critiche. Occorre, rilevano ancora, riabilitare
l’immagine delle città e rilanciare le sue attività economiche.
Forse, rilevano con una punta di amarezza i commercianti, è già
tardi, ma se c’è ancora una speranza di salvezza essa,
sottolineano, dipende in primo luogo dallo Stato che ha il
compito e il dovere di ripristinare la legalità e la vivibilità
in questo territorio. In coda alla lettera la preoccupazione e
la speranza dei commercianti cassanesi. “Ci auguriamo, scrivono,
che la visita della Commissione parlamentare antimafia in città,
non si esaurisca anch’essa in uno dei soliti rituali ma si
traduca, invece, in concreti atti operativi”. La Commissione
parlamentare guidata da Roberto Centaro arriva, dunque, al
capezzale di una comunità sempre più desiderosa di affrancarsi
dal giogo mafioso e che dovrà farsi carico, soprattutto, di
questo sentimento di riscatto cui anelano le popolazioni, non
solo del territorio cassanese ma dell’intero comprensorio della
Sibaritide.
Leonardo Guerrieri |