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Giovedì 21 Novembre 2002

Cassano –  La centrale non si farà –  Gli ambientalisti hanno vinto. È stato il sindaco a dare l’annuncio nel corso della visita della Commissione Antimafia.


<<La centrale termoelettrica non si farà. Né a Doria, né da nessun altra parte>>.
Gli ambientalisti vincono. Roberto Senise, sindaco di Cassano, si concede al sensazionale annuncio nel giorno in cui l’Antimafia visita la città ed esterna le proprie preoccupazioni per le infiltrazioni mafiose nei grandi appalti, pubblici e privati.
La storia della svolta è facilmente ricostruibile. A dar fuoco alle polveri, innescando una serie di benefiche reazioni, provvede la parlamentare di Alleanza Nazionale, Angela Napoli. <<Le cosche calabresi – commenta la vicepresidente dell’Antimafia – sono inserite in tutti gli appalti. Siamo anche a conoscenza che dietro la costruzione delle centrali termoelettriche si muove già la criminalità organizzata>>.
Il riferimento trasmette la scossa. Dai documenti filtra la deposizione resa appena lo scorso maggio alla Commissione dal procuratore della Dda di Catanzaro, Mariano Lombardi. Le “attenzioni” criminali riversate sull’edificanda centrale di Simeri Crichi avevano indotto la distrettuale ad attivarsi in tutta la regione. Anche in un’area destinataria di grandi investimenti similari, quella della Sibaritide e del Pollino, sulla carta destinata ad ospitare il gassificio coriglianese, il termovalorizzatore di Castrovillari, gli impianti termoelettrici di Altomonte e Cassano. <<Chi si oppone alle centrali – va giù dura Angela Napoli - lotta implicitamente contro la delinquenza. Chi le favorisce, invece, è colluso con la criminalità organizzata, tranne che non riesca a dimostrare, dati alla mano, di essere in grado di esercitare forme di controllo idonee ad escludere infiltrazioni indesiderate>>.
È il botto. Palazzo di città trema. Il vicesindaco Tonino Di Cicco, che accompagna la parlamentare di An, affida ad un’impercettibile smorfia la sua sorpresa. Poco più in là, intanto, Nichi Vendola, altro commissario, ha appena il tempo di rincarare la dose. <<Chiedo al Prefetto – aggiunge – di fornire chiarimenti sul monitoraggio delle procedure relative alla centrale di Doria>>. La notizia vola veloce di bocca in bocca, con la rapidità di una freccia scoccata dall’arco. La transumanza dei giornalisti nelle stanze del Municipio l’accompagna e la conduce al cospetto del primo cittadino. Che prende atto delle dichiarazioni dei due parlamentari, e con calma serafica annuncia quella che rivela essere una decisione presa da tempo. Ufficializzata, a suo dire, già nei giorni scorsi. Con la lettera aperta rivolta agli abitanti di Doria. <<La centrale – assicura – non si farà. Il no, netto e definitivo, riguarda l’intero territorio comunale. In un primo momento avevamo pensato di escludere solo il sito doriano, poi ci siamo orientati ad escludere radicalmente il progetto>>. Certo, aggiunge Senise, <<ritenevo l’idea utile e foriera di occupazione e sviluppo, ma la città ha manifestato il suo dissenso, e noi, come avevamo anticipato, non abbiamo alcuna intenzione di andare contro la volontà popolare>>.
Altro giro, altri pareri. Le opposizioni, centrosinistra in testa, accolgono prudentemente la novità. Si dicono soddisfatte, ma con la socialista Valeria Greco auspicano che <<la questione venga definita presto con una chiara delibera del consiglio comunale>>. E preannunciano di aver intenzione di richiedere una seduta urgente dell’assemblea consiliare per affrontare la questione.
La Sibaritide aspetta, e cerca di capire qualcosa in più.

Gianpaolo Iacobini

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